Tbond-tbills-tBUND-ti amo MARJA (VM 10 anni in borsa)

The next domino to fall in eastern Europe? Not Hungary

With the events of the last week investors are asking themselves whether Hungary is the next Iceland. The Hungarian forint lost over 6 per cent yesterday before recovering a bit of lost ground today, while its stock market has also been hit hard.
But Capital Economics say if you are trying to spot the next funding crisis in eastern Europe, Hungary could be the wrong target. Ukraine is more vulnerable, but the Baltics, the Balkans and Turkey all face strains in continuing to finance their current account deficits.
Unsurprisingly, those countries with the largest current account deficits also have the largest stock of
external debt, as the chart below shows.
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But it is not so much the level as the structure of a country’s external debt that matters, Capital Economics says.
In particular, a large share of short-term debt (with a maturity of less than twelve months) increases a country’s immediate dependence on foreign capital. The ‘external financing requirement’ (the sum of its current account deficit plus its short-term external debt) is therefore the best measure of an economy’s overall dependence on foreign funding.
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Hungary does have a reasonably high external financing requirement relative to GDP. This reflects a high external debt burden caused by the large current account deficits it ran in the early part of this decade. But other countries – notably the Baltics and Balkans – have much larger funding gaps as a share of GDP. And in plain dollar terms Turkey has a huge external financing requirement. By way of reference Thailand’s external financing requirement was 35% of GDP just before the Asia crisis in 1997.
Of course, this says nothing about the ability of countries to attract finance. Scandinavian banks will continue to play a critical role in funding deficits in the Baltics. Meanwhile, EU membership may help shore up investment in Central Europe.
In fact, once political risk is factored in, Ukraine could be most vulnerable to a balance of payments crisis, despite the fact that it’s overall external deficit is smaller.


Questo può essere uno dei motivi della debolezza di Unicredit ed Intesa oggi?
 
viva viva Carla Bruni :-o


http://www.ilsole24ore.com/art/Sole...7c-11dd-adcf-7695700521e1&DocRulesView=Libero

Sarkozy, mercati in caduta? Gli hedge vendono
16 ottobre 2008

I mercati borsistici stanno cadendo a causa delle vendite degli asset da parte degli hedge fund indebitati. Lo ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy alla conferenza stampa a conclusione del vertice europeo.

Le turbolenze finanziarie che hanno messo ko Wall Street nelle ultime settimane stanno avendo serie ripercussioni sul comparto dei fondi speculativi. Gli ultimi dati raccolti dalla società ricerca TrimTabs Investment Research parlano in particolare della performance dello scorso settembre, quando gli investitori hanno ritirato dagli hedge fund americani ben 43 miliardi di dollari.

«Nessuno ha voglia di investire in asset illiquidi per timore di non riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo prima di assistere a una ripresa del loro valore», ha commentato al Financial Times Marc Freed di Lyster Watson, società che rappresenta clienti privati e istituzionali che investono sugli hsdge fund. E una fonte del quotidiano britannico che ha optato per l'anonimato ha parlato di una specie di «marcia della morte» per il settore, che si protrarrà almeno fino al prossimo primo dicembre.

I 43 miliardi di dollari ritirati a settembre potrebbero essere infatti solo l'"inizio", come avverte Conrad Gunn, direttore generale di TrimTabs, «di una serie di flussi di capitale in uscita che proseguiranno fino alla fine dell'anno». E «a ottobre andrà peggio».

In totale, gli hedge fund gestisce asset per un valore vicino ai 2.000 miliardi di dollari. JP Morgan prevede che i flussi in uscita potranno aggirarsi l'anno prossimo sui 150 miliardi di dollari, costringendo di conseguenza i fondi speculativi a vendere asset per un valore di 400 miliardi di dollari circa.
 
Il rimbalzo sembra ripartito e forse magari leggermente piu consistente, un conto è prezzare un meltdown ed un conto è prezzare una forte recessione.
Il mercato ai minimi della settimana scorsa stava prezzando un meltdown, questa settimana prezzava una recessione sugli stessi prezzi del meltdown e questo forse è sembrato eccessivo.
La divergenza tra prezzo e volatilità ha segnalato che il panico e la sfiducia era ancora più elevata questa settimana che la scorsa e questo in ottica contrarian è importante.

Detto questo questa sera vorrei condividere con voi questo interessante report che analizza la crisi del 1907 che mostra alcune analogie con l'attuale.
Crisi del sistema finanziario USA (in particolare newyorkese), crisi dipendente dalla crescita smodata dei trust e banche statali meno regolamentate delle banche nazionali, mancata possibilità da parte dagli organismi di controllo dell'epoca di poter monitorare la situazione patrimoniale ed economica di queste banche e quindi il mancato intervento delle stesse e poi l'urgenza del sistema finanziario nazionale di intervenire direttamente per impedire il contagio all'intero sistema finanziario.

Allegato il chart del dow jones di quel periodo con l'elenco delle principali fasi della crisi... interessante e un report della FEd che parla in maniera accurata di quella crisi.

grazie interessante :)
della storia avevo gia sentito qualcosa in un documentario
 
goood morning bbbanda

interessante ieri i merkans
e si comincia a vedere la fine del kasino
ma come non ero troppo pessimista prima, adesso non mi sento di essere troppo ottimista
i volumi di ieri erano superiori a quelli dell'altroieri, e ciò è bene
il minimo è superiore al minimo precedente, e ciò è bene
ma c'è fragilità nelo schema , per me
però, tanto per dire, ho ripreso a guardare i grafici
negli ultimi giorni erano inutili

oggi, risposta premi, e quindi sospendo ancora un giudizio
ma a sentiment vedo il long
e gli indicatori di brevissimo sono positivi
il segnale multiday più forte è la smediata lupiniana:D

quindi, un appoggio (senza spinta) a Gipa :p
 
Giorno :)

vabbè quick ... a spanne ... il cambio è calato di un 15% ... 18% calo diesel + 15% calo cambio fanno in totale un -33%.

Siamo sempre distanti di un 20% tra il -53% del calo del crudo .... quel 20% qualcuno se lo è intascato. :-o

ok, però siamo piu realistici ora :) scusa ma bisogna essere coerenti quando si fanno questi discorsi, visto anche che conosciamo la materia :)

... si ok quick ... però c'è pure da dire che quando salivano lo facevano quasi con cambio 1:1. :down: .... sempre dei mai.ali sono. :down::rolleyes::rolleyes:
 

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