Tempo a Milano - Cap. 1

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Gli italiani hanno paura della povertà, boom contanti e zero consumi

La crisi ha fatto aumentare significativamente la paura di diventare poveri. La conseguenza: gli italiani tengono i soldi in tasca, non consumano ma risparmiano. È quanto emerge da uno studio del Censis pubblicato nel 9° numero del "Diario della transizione".
"Meglio restare liquidi, non si sa mai" è questa, secondo il Censis, la parola d'ordine in tempo di crisi. I soldi servono per fronteggiare difficoltà inattese e sentirsi le spalle protette. Ben il 33% degli italiani teme di diventare povero. E solo il 30% sente di avere le spalle coperte dal sistema di welfare, mentre la percentuale sale al 58% in Spagna, 61% nel Regno Unito, 73% in Germania e 74% in Francia.
Incertezza, paura, cautela spingono gli italiani a tenere i soldi vicini, subito pronti all'occorrenza e per tamponare i rischi. Secondo i calcoli del Censis il valore di contanti e depositi bancari è aumentato di 234 miliardi di euro negli ultimi sette anni. Nello stesso periodo sono cresciuti anche i soldi accantonati con assicurazioni e fondi pensione: +125 miliardi di euro (+7,2%). Le polizze vita sono tornate inoltre a funzionare come "salvadanaio" per molti italiani: i premi raccolti sono aumentati da 63,4 miliardi di euro nel 2007 a 86,8 miliardi nel 2013 (+21,3% in termini reali).
In un contesto così difficile per l'economia gli italiani hanno azzerato i consumi (-7,6% dal 2007 a oggi). In forte calo anche gli investimenti immobiliari (dalle 807mila compravendite di abitazioni del 2007 alle 403mila del 2013).
Negli ultimi anni è aumentata la propensione al risparmio. Il Censis osserva che dal secondo trimestre del 2012 c'è stata una inversione di tendenza da parte degli italiani nella creazione di risparmi, che hanno ripreso un trend crescente, passando da 20,1 miliardi a 26 miliardi di euro nel primo trimestre del 2014, con un incremento nel periodo del 26,7% in termini reali. Il Censis sottolinea che la propensione al risparmio è salita dal 7,8% al 10%, nonostante ci sia stato un calo del reddito disponibile delle famiglie e nonostante la bassa inflazione abbia attenuato la caduta del potere d'acquisto.
Per migliorare i loro rendimenti gli italiani sono anche tornati progressivamente a mettere soldi nel risparmio gestito e nelle azioni, dopo il crollo degli interessi sui titoli del debito pubblico. Le consistenze delle quote dei fondi comuni hanno ricominciato ad aumentare dal secondo trimestre del 2012: +82 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita in termini reali del 31%. Le azioni sono ripartite un anno dopo, dal secondo trimestre del 2013: +140 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita del 17% in termini reali.


Redazione Borsainside
 
BTp Italia: nuova emissione dal 20 al 23 ottobre (RCO)


Primi giorni per retail poi istituzionali(possibile riparto) (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 19 set - Dal 20 al 23 ottobre prossimi si terra' la prossima emissione di BTp Italia, il titolo di Stato indicizzato al tasso di inflazione nazionale pensato per il risparmiatore individuale. Lo comunica il Tesoro, spiegando che non sono previste modifiche alle caratteristiche finanziare del titolo rispetto a quello emesso ad aprile 2014. Per questa nuova emissione ci sara' una novita' riguardante la distribuzione dedicata agli investitori istituzionali. Per questi ultimi il collocamento, che avra' luogo nella mattina dell'ultimo giorno, potrebbe prevedere un riparto, nel caso in cui il totale degli ordini ricevuti risulti superiore all'offerta finale stabilita dal Tesoro. Al contrario, per la clientela dei piccoli risparmiatori non sara' applicato alcun tetto massimo, assicurando la completa soddisfazione degli ordini, come per tutte le precedenti emissioni.


com-mlp
(RADIOCOR) 19-09-14
 
EUROSTOXX 50 – Chiusura - 19/09/14 – sempre LONG (di Medio-Lungo periodo)


L’ EUROSTOXX 50 X4-TS è sempre LONG , Flat & Reverse leggibili sul grafico

 
Gli italiani hanno paura della povertà, boom contanti e zero consumi


Redazione Borsainside

Si ma devono essere soldi sotto il materasso perchè c' è il
grosso rischio che Fonzie si metta a fare il rapinatore.

Con questa lieta prospettiva vi auguro una buona domenica.
Io ero fino ad ora disteso sul materasso (sopra i soldini :D )
 
Si ma devono essere soldi sotto il materasso perchè c' è il
grosso rischio che Fonzie si metta a fare il rapinatore.

Con questa lieta prospettiva vi auguro una buona domenica.
Io ero fino ad ora disteso sul materasso (sopra i soldini :D )

Buongiorno e buona Domenica a tutti :):)
Io ho faticato ad uscire da sotto i soldini questa mattina :lol::lol::lol:
Ciao FA ti auguro una serena giornata :);)
 
Siete tremendi ragazzi. E dato che sono in argomento:


Pa: Renzi non ha mantenuto la promessa, ancora da pagare 35 miliardi

Il premier Matteo Renzi non ha mantenuto la promessa in merito ai debiti della Pubblica Amministrazione (Pa). Lo denuncia la CGIA di Mestre.
L'associazione mestrina ricorda che la scorsa primavera Renzi aveva annunciato nella trasmissione di "Porta a Porta" che entro il 21 settembre, giorno di San Matteo, la Pubblica amministrazione (Pa) avrebbe pagato tutti i debiti contratti con le imprese. Tutte le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Economia nel biennio 2013-2014 non sono state però pagate.
La CGIA stima che solo 31/32 miliardi dei 56,8 miliardi stanziati siano stati erogati. In termini assoluti alle imprese rimarrebbero da saldare quindi altri 24/25 miliardi di euro.
Al di là del mancato pagamento di tutte le risorse messe a disposizione dal Ministero dell'Economia, c'è ancora una questione da chiarire: a quanto ammonta il debito accumulato dalla Pa nei confronti delle imprese? In assenza di dati attuali ufficiali la CGIA si orienta alla "Relazione annuale 2013" della Banca d'Italia. Secondo le stime di Via Nazionale alla fine del 2013 i debiti commerciali della Pa ammontavano a poco più di 75 miliardi. La CGIA ritiene che questa cifra sia molto sottostimata. In ogni modo se dalla somma stimata dalla Banca d’Italia si tolgono 8,4 miliardi di euro che sono stati ceduti a intermediari finanziari con la clausola del pro soluto, lo stock di debito nei confronti delle imprese dovrebbe ammontare a poco più di 66,5 miliardi di euro.
"Se sino ad oggi dovrebbero essere stati pagati circa 31/32 miliardi di euro – fa notare il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – per azzerare complessivamente il debito accumulato con le aziende, la Pa deve pagare, in linea di massima, ancora 35 miliardi di euro".
Una cifra imponente che nel frattempo potrebbe aumentare ulteriormente a seguito del perdurare dei ritardi con cui la Pa continua a pagare i fornitori.
Bortolussi sottolinea inoltre che nonostante gli sforzi fatti dagli ultimi Esecutivi lo Stato italiano rimane il peggiore pagatore d’Europa. "Sebbene la Direttiva europea 2011/7/Ue imponga alle Pa di pagare le forniture commerciali entro 30 giorni – osserva - tranne alcune eccezioni riguardanti principalmente i servizi sanitari, per i quali il limite è di 60 giorni, nel 2014, secondo Intrum Justitia, la media in Italia è di 165 giorni. Se in questo ambito anche le Pubbliche amministrazioni di Grecia, Cipro, Serbia e Bosnia sono più efficienti della nostra, vuol dire che il lavoro da fare è ancora molto".


Redazione Borsainside
 
Gli italiani hanno paura della povertà, boom contanti e zero consumi

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Per migliorare i loro rendimenti gli italiani sono anche tornati progressivamente a mettere soldi nel risparmio gestito e nelle azioni, dopo il crollo degli interessi sui titoli del debito pubblico. Le consistenze delle quote dei fondi comuni hanno ricominciato ad aumentare dal secondo trimestre del 2012: +82 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita in termini reali del 31%. Le azioni sono ripartite un anno dopo, dal secondo trimestre del 2013: +140 miliardi di euro al marzo 2014, con una crescita del 17% in termini reali.


Redazione Borsainside


Credo ora sia chiaro chi e' che ha portato il listino nostrano da 19 a 22000 punti.
 
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