Tempo a Milano - Cap. 2

Migliaia di manifestanti russi sono scesi in piazza a Mosca e San Pietroburgo per protestare contro la guerra in Ucraina, col risultato di oltre mille arresti. Ma tra le voci contro il presidente russo Vladimir Putin ce ne sono alcune che spiccano più di altre, anche se non provengono dalle piazze. Yelizaveta Peskova è la figlia di Dmitri Peskov, portavoce di Putin, e vive tra Russia e Europa. La 24enne ha postato una story su Instagram con lo schermo nero e l'hashtag #noallaguerra, "HET BOЙHE", anche se poco dopo lo ha cancellato. A darle man forte anche la ex moglie di Peskov, Katerina Peskova, che sul suo profilo Instagram, con 123mila followers, ha postato una foto con un cuore con i colori dell'Ucraina.





E non sono le sole. Anche Sofia Abramovich, la figlia dell'oligarca e miliardario russo Roman Abramovich, ha espresso la sua opposizione alla guerra e alla decisione di Putin in un post su Instagram. Suo padre possiede la squadra di calcio inglese Chelsea F.C. La figlia, di 27 anni, ha condiviso un post nelle sue Instagram Stories che diceva "La Russia vuole una guerra con l'Ucraina", ma la parola "Russia" è stata sbarrata e sostituita col nome di "Putin". Il meme continuava sotto: "La più grande e riuscita bugia della propaganda del Cremlino è che la maggior parte dei russi sta con Putin" e includeva una piccola immagine di Putin dietro il simbolo di divieto di transito.





Tra le voci critiche c'è ancora un'altra figlia, Tatiana Yumasheva, dell'ex presidente B
 
CRUDEOIL :
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La ballerina di Ballando con le Stelle, Anastasia Kuzmina, aveva iniziato a proclamare la sua preoccupazione settimane prima all'attacco dell'Ucraina da parte della Russia. Originaria del paese devastato dalla guerra, Anastasia appena era iniziato il conflitto aveva deciso di prendersi una pausa dai social. Tuttavia nella serata di giovedì ha deciso di pubblicare alcune storie sul suo profilo Instagram esponendo il suo pensiero sulla situazione.
 
Putin l'ha sempre sostenuto e confermato almeno dieci volte negli ultimi mesi negli incontri con studenti, militari, diplomatici e giornalisti: l'uso delle armi nucleari nelle prossime guerre sarà necessario e decisivo. E quando un giovanotto gli ha chiesto: «Ma se le usassero anche loro e fossimo colpiti?», Putin ha alzato le spalle: «Andremo tutti i Paradiso». Per il suo tipo di formazione, morire e uccidere sono cose pessime e non si vede perché un tipo di morte sia peggiore, distruggendo così il dogma dell'«equilibrio del terrore» che ha permesso di evitare guerre che si sarebbero risolte senza vincitori né vinti. Così Putin ha rivoluzionato l'arte della guerra fin dalle premesse. Intanto, ha modernizzato il carro armato che era stato quasi abbandonato dagli occidentali. I suoi «T10» sono meraviglie tecnologiche.
 
Una piccola colonna di mezzi militari di Putin senza benzina in mezzo ad una strada ed un autista ucraino che si offre di dare aiuto e dice: “Se volete vi traino io: in Russia”.
 

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