Trading Bar 2011 by gli amici di Windjets

Le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione registrate nella settimana del 12 febbraio sono state 410mila, 25mila in più rispetto alla settimana precedente (385mila). Lo ha comunicato oggi il Dipartimento del Lavoro. Le attese degli analisti erano per un livello inferiore, di 400mila nuove richieste. Le richieste di rinnovo del sussidio, che rappresentano il totale degli americani che beneficiano di questa forma di assistenza, sono state 3,91 milioni, mille in più rispetto al dato precedente. Questi ultimi dati si riferiscono alla settimana che si è conclusa il 5 febbraio.
 
Costa d’Avorio: BNP Paribas e Citigroup lasciano il paese. Cacao ai massimi storici

Oggi parliamo della crisi "silenziosa" della Costa d'Avorio, che fa meno notizia di quelle attuali, ma che perdura da novembre. E che ha dato il via al rally del cacao
Il quadro politico mondiale è quantomai incerto, Egitto, Tunisia, Bahrein, Libia, Algeria, Yemen in medio oriente stanno spingendo i prezzi del petrolio ai massimi degli ultimi 2 anni, ieri il brent ha toccato, come previsto, il massimo a 104,21 con nuovo massimo a 104,47.

Oggi parliamo della crisi ”silenziosa” della Costa d'Avorio, che fa meno notizia, ma che perdura ormai da novembre, il mese in cui sono state effettuate le elezioni, il cui esito ha mandato completamente in stallo il Paese con i due contendenti (Gbagbo, al potere da 10 anni che sembra aver preso il potere con un colpo di spugna (una sentenza della corte costituzionale) sull’avversario politico Outtara, sostenuto dalla comunità internazionale, che aveva ricevuto il 54,1% delle preferenze elettorali) che non trovano alcun accordo avvicinando sempre più il paese sull’orlo di una guerra civile e di un disastro umanitario. L’economia è ferma, le banche internazionali stanno abbandonando il Paese, le esportazioni di cacao, di cui il paese è tra i primi esportatori mondiali, sono state bandite.

Il quadro politico, un possibile calo drastico della domanda, ha determinando un rally sul prezzo del cacao che in questi giorni sta andando a testare i massimi di sempre. Sul grafico daily abbiamo evidenziato come si sia passati da un quadro sostanzialmente rialzista (determinato dal canale di trend evidenziato in figura 1) ad una crescita vorticosa dei prezzi da inizio anno (testimoniata dall’aumento della pendenza del trend rialzista) soretta dal quadro politico profondamente incerto.

Sembra scontato che nei prossimi giorni il prezzo del cacao possa andare a nuovi massimi a 3507 (oggi scambia a 3425), un inasprirsi della crisi politica porterebbe i prezzi ancora più in alto. Tuttavia se il quadro politico dovesse distendersi, la comunità internazionale in questi giorni negozia per assegnare il potere al vincitore delle elezioni Outtara, i prezzi potrebbero sgonfiarsi (da un punto di vista tecnico un prino segnale potrebbe essere la divergenza evidenziata negativa evidenziata sull’RSI), in questo scenario è ipotizzabilie una correzione con target 3198.


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Le spinte inflazionarie del gigante asiatico (ieri è stato ufficializzato il sorpasso sul Giappone nel ranking delle economie mondiali classificate secondo il PIL) preoccupano i mercati, ed in particolare i metalli di cui la Cina, la fabbrica del mondo, è il primo importatore a livello mondiale.

Il tasso di inflazione cinese è passato dal 3,6% di Ottobre 2010 al 4,9% odierno (il dato è stato rilasciato nella notte dal governo cinese, il dato atteso era del 5,3%), un dato che, anche se migliore delle attese, continua inevitabilemente ad alimentare le voci speculative su un possibile intervento di politica monetaria restrittiva teso ad aumentare i tassi di interesse per contenere l’inflazione. Un intervento che porterebbe ad una contrazione della produzione e quindi della domanda e delle importazioni di metalli ed altre materie prime con conseguente “sgonfiamento” del rally che vede le commodities protagoniste da ormai due anni.
Uno scenario contrario a quanto previsto dai principali analisti a livello mondiale ma certamente non da escludere.

Abbiamo condotto un’analisi sul grafico daily (figura di seguito) del rame e sul suo comportamento in seguito alla pubblicazione dei dati relativi all’inflazione cinese. In seguito alla pubblicazione dei dati c’è sempre stata una correzione ribassista (indipendentemente dal fatto che il dato pubblicato sia stato sopra o sotto le aspettative); tuttavia i prezzi da ottobre ad oggi sono saliti del 22%.
L’analisi porta a due conclusioni: il rialzo dei prezzi è sostenuto dalla differenza fondamentale tra domanda (in crescita, col PIL cinese che si attesta ancora al 9,30%) ed offerta (con i paesi esportatori che non riescono a tenere il passo della domanda); gli investitori osservano il mercato con diffidenza, pronti ad andare al ribasso non appena se ne presenti l’occasione, un segnale che dovrebbe far riflettere chi pensa che la corsa dei metalli possa perdurare nel lungo periodo.


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BRENT: Ultimamente i prezzi sono stati spinti al rialzo da due cause:
- un aumento della domanda soprattutto dai peasi emergenti ma anche dalla ritrovata crescita dei paesi che lentamente stanno uscendo dalla crisi ritornando alla crescita produttiva (tra l’altro oggi sono attese le stime sulle riserve di crude oil), bisognerebbe chiedersi se la crisi è finita e se i paesi che crescono velocemente possano continuare a farlo a questi ritmi (l’inflazione cinese potrebbe essere un primo campanello di allarme);
- speculazione, sostenuta in questi giorni dalle piazze mediorientali, ma i cittadini che manifestano contro la spererquazione chiedendo diritti alimentano i rumors, spesso senza fondamento, su possibili cali di domanda. In Egitto si mormorava la chiusura del canale di Suez con conseguenti ritardi sulle consegne (ed aumento dei prezzi), ma chiuso un problema (Egitto con la situazione ancora in divenire) si sono aperti nuovi fronti, Iran, Yemen, Bahrein, Algeria, e la speculazione potrebbe continuare.

Da un punto di vista tecnico
su un grafico H4, dopo aver toccato il massimo degli ultimi 2 anni nella giornata del 14.02.2011 a quota 104,21 (che ha superato il massimo toccato qualche giorno prima a 103,31) il prezzo ha subito rintraccato al ribasso (prese di profitto); la fine della correzione (101,27) ha subito creato una nuova occasione di entrata nel mercato (in questo momento il brent scambia a 102,20) con target 103,10. La MM a 50 periodi (in blu nel grafico) indica ancora un quadro rialzista, volatilità stabile (bande di Bollinger che non si contraggono – contrazione di volatilità – e non si espandono – esplosione di volatilità). Vedremo se il quado rialzista terrà (RSI in aumento ma non in ipercomprato) con nuovi test dei massimi sopra citati.
In caso contrario (e la divergenza evidenziata sull’RSI dovrebbe aprire qualche riflessione) la correzione potrebbe anche arrivare a quota 100 (soglia psicologica), in questo caso i segnali potrebbero giungere dalla rottura al ribasso della MM a 50 periodi e del supporto posto a 101,27.

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L'economia americana crescerà nel 2011 più del previsto, l'inflazione non rappresenterà un problema, mentre a preoccupare sarà ancora una volta la disoccupazione. Questo in sintesi, il quadro che emerge dalle minute della Federal Reserve relative alla riunione dello scorso 25 e 26 gennaio. L'istituto guidato da Ben Bernanke guarda dunque al futuro con cautela ma anche con ottimismo.
Da una parte lo slancio positivo della banca centrale Usa che ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l'anno in corso: il Pil dovrebbe registrare un miglioramento del 3,4-3,9% rispetto al 3-3,6% della precedente previsione. Non sono state invece ritoccate le proiezioni sull'inflazione nel 2011, confermate fra l'1,3% e l'1,7%, nonostante ieri i dati relativi ai prezzi alla produzione abbiano mostrato un aumento dello 0,8% a gennaio dopo il +0,9% di dicembre. Si tratta dell'aumento più forte in due anni. A riguardo, un'indicazione importante arriverà oggi. Alle 14.30 verrà infatti reso noto l'indice dei prezzi al consumo a gennaio. Le attese sono per un aumento dello 0,3% mensile e dell'1,6% annuale. La versione “core”, depurata delle componenti più volatili quali alimentari ed energia, è vista in salita dello 0,1%, in linea con la lettura precedente.
La Federal Reserve però ribadisce la sua cautela guardando al mercato del lavoro, il tasto dolente per l'economia Usa. Il livello di disoccupazione infatti rimarrà alto per tutto il 2011, attestandosi all'8,8%-9%. Questo pomeriggio verranno diffuse le nuove richieste settimanali ai sussidi di disoccupazione, dando un segnale dell'andamento della situazione occupazionale. Gli analisti si aspettano 400mila nuove richieste nella settimana fino al 12 febbraio, in rialzo rispetto alle 383mila della settimana precedente.
Su questo scenario, la Fed ha confermato la necessità di proseguire con il programma di acquisto di titoli di stato da 600 miliardi di dollari, precisando che "eventuali revisioni saranno prese in considerazione sulla base dell'andamento dei dati macroeconomici". Oggi un altro appuntamento occuperà l'agenda di Ben Bernanke. Il capo della banca centrale terrà un discorso sulla riforma di Wall Street.
 
...il top del top della follia rialzista l'avevo per ferragosto attorno a 1730 ...buono per un colpo di sole :D

@mat :) ...non spaventarti è follia pura!!

grazie free... sei gentile a precisarmelo.

sono dotato di grande ironia... so stare al gioco... con voi è molto divertente
inoltre so perdere e ammettere senza nessun problema gli sbagli che faccio... in qtà industriale
 

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