Usa: rivisto al ribasso a +1,1% Pil II trim. (lettura intermedia), come stime -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - New York, 26 ago -
Insieme al dato sul Pil, il dipartimento al Commercio ha
diffuso anche quello preliminare sui profitti aziendali,
aumentati per il secondo trimestre consecutivo. Al netto
delle tasse, della valutazione delle scorte e degli
aggiustamenti sui consumi patrimoniali sono aumentati del
4,9% rispetto al precedente trimestre a 1.627 miliardi di
dollari. I profitti aziendali, che si attestano in calo del
2,2% su base annuale, ovvero rispetto al periodo
aprile-giugno 2015, erano saliti dell'8,9% nei primi tre mesi
dell'anno, dopo essersi attestati in calo nei precedenti
quattro periodi. Tornando invece ai numeri sul Pil, va
sottolineato che l'economia americana ha rallentato il passo
all'inizio del 2016, dopo che nel 2015 la crescita si e'
attestata al 2,6%, l'anno migliore dal 2006, sopra la media
del 2,1% all'anno registrata dal 2010, il primo anno intero
dopo la recessione. Per fare un paragone, la crescita media
negli anni Novanta era stata del 3,4% all'anno. La Federal
Reserve per il 2016 prevede un rialzo del 2% (rivisto al
ribasso dal +2,2% precedente durante la riunione del 14 e 15
giugno, mentre dopo la riunione di luglio non era in
calendario un ulteriore aggiornamento). A mettere il freno al
dato sono stati come detto gli investimenti aziendali: quelli
fissi non residenziali, metro di misura del settore, sono
scesi dello 0,9%, un calo inferiore rispetto al -2,2% della
stima preliminare, ma comunque il terzo ribasso trimestrale
consecutivo. Altri fattori che hanno inciso in negativo sono
stati gli investimenti residenziali (-7,7%, contro il -6,1%
della prima stima), le scorte private, che hanno sottratto
1,26 punti percentuali al Pil, e le spese federali (-1,5%,
contro il -0,9% preliminare). Le spese per consumi, che
generano due terzi dell'output, si sono invece confermate il
motoro dell'economia, con un incremento del 4,4%, meglio del
+4,2% della stima preliminare e l'aumento maggiore dalla fine
del 2014. L'inflazione resta comunque debole, con un rialzo
della componente "core", quella che esclude le componenti
piu' volatili come i prezzi di energia e generi alimentari,
in aumento dell'1,8%, meno del 2,1% della stima del mese
scorso.