TCW: banche centrali globali e fine dei giochi, i possibili epiloghi - PAROLA AL MERCATO
di Brian Smith*
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 29 ago - Sono oltre
13mila i miliardi di dollari di debito globale che scambiano
con tassi negativi. Eppure, crescita e inflazione globali
restano praticamente inesistenti. Le misure di polita
monetaria sembrano sempre piu' inefficaci. Forse il
Quantitative Easing (QE) funziona solo se e' un unico Paese
ad attuarlo. Gli Stati Uniti hanno ridotto la disoccupazione
durante i molteplici round di QE della Fed, ma dal 2014,
crescita economica reale e inflazione non si sono spinte
molto sopra il 2%. A livello globale, le esperienze con QE e
tassi negativi sono ancora meno ottimistiche. La Banca
Centrale Europea, la Bank of Japan e la Bank of England sono
molto espansive, ma crescita e inflazione significative non
sono attese ne' in Europa, ne' in Giappone, ne' in Gran
Bretagna. Come possiamo scampare a misure di politica
monetaria sbagliate su scala globale? Ecco tre possibili
epiloghi per la fine dei giochi della Banche Centrali
globali.
L'epilogo ideale: una crescita economica fiorente
Se crescita economica e inflazione dovessero tornare sui
livelli pre-crisi, allora gli Istituti Centrali dovrebbero
dichiarare vittoria, aumentare i tassi e ridurre i loro
bilanci. Per far si' che cio' accada, gli stimoli fiscali
potrebbero gravarsi la maggior parte del peso, come previsto
da molti, in quanto in Giappone il primo ministro Abe si sta
preparando ad aumentare la spesa fiscale e negli Stati Uniti
e' possibile che arrivi un pacchetto di spese di bilancio
prima delle elezioni presidenziali. Il successo di questi
stimoli dipende dall'effetto moltiplicatore e dalla reazione
dei privati. In ogni caso, le speranze di una maggiore
crescita economica sono tenui, visto che i dati hanno
disatteso le aspettative dal 2009, al punto che si puo' dire
che il QE e i tassi negativi stanno sottraendo la crescita
futura per contribuire a quella attuale. Non solo. I tassi
negativi distruggono i modelli di business di molte
industrie, associano erroneamente i livelli di credito alla
volonta' di concedere prestiti e annientano le banche che non
sono in grado di far slittare i costi di gestione sui
depositanti. Perche' allora le Banche Centrali non
abbandonano semplicemente queste politiche?
L'epilogo improbabile: un ripensamento globale
Gli Istituti Centrali sono limitati dai mandati che ricevono,
cioe' la stabilita' dei prezzi e la crescita economica, i
quali, pero', non prevedono clausole per cancellare i loro
obiettivi, nonostante la consapevolezza che dovrebbero essere
le politiche fiscali a intervenire maggiormente e che
bisognerebbe fare meno affidamento su quelle monetarie.
L'unico modo per abbandonare le posizioni attuali sarebbe
quello di abolire i mandati. Abolizione, questa, che dovrebbe
arrivare coscientemente dai politici, non vincolati tanto
quanto gli Istituti nelle loro azioni. I Governatori Kuroda,
Draghi, Carney e Yellen dovrebbero agire tutti nello stesso
momento. Questo e' un classico esempio del dilemma del
prigioniero. Non c'e' nulla che impedisca un maggior
coordinamento a livello globale, ma e' estremamente
improbabile che tutti gli Istituti concordino nel rifiutare
l'attuale status-quo. In questo senso, siamo intrappolati in
un equilibrio sub-ottimale.
L'epilogo indesiderabile: sempre la stessa terapia
Le Banche Centrali stanno aspettando segnali di crescita
solida e di inflazione per abbandonare le loro politiche
monetarie, ma sono queste stesse misure che stanno in qualche
modo impedendo invece che facilitando il concretizzarsi di
queste condizioni. Si trovano in stallo. Il risultato e' un
circolo vizioso di aspettative su tassi negativi prolungati.
Il mercato e' prezzato per questo, in quanto le curve globali
dei tassi non implicano un rialzo da parte di BCE, BOJ o BOE
nei prossimi 5 anni. La Fed e' un'eccezione, ma qualsiasi
debolezza nell'economia statunitense potrebbe spingere
l'Istituto a riallinearsi al resto delle Banche Centrali.
Inoltre, nonostante i discorsi da falco di molti
rappresentanti, la curva del debito USA e' estremamente
colomba. Il primo aumento non e' prezzato prima di meta'
2017.
In conclusione, quando le imprese falliscono nel rinnovarsi
diventano delle aziende zombie. Quando le Banche Centrali
falliscono nel rinnovarsi pospongono gli obiettivi dichiarati
e continuano a fare cio' che gia' stavano facendo. La maggior
parte delle economie sviluppate sta sperimentando tassi
negativi e i bilanci delle loro Banche Centrali stanno
scoppiando, ma la crescita economica e' ancora inadeguata. I
policy maker dovrebbero mettere sempre piu' in discussione le
loro azioni e ripensare ai loro mandati, tenendo in
considerazione un quadro economico piu' ampio. Per ora, se
escludiamo l'eventualita' di una crescita economica piu'
forte che permetta l'uscita dalle attuali politiche
monetarie, quindi l'epilogo piu' probabile nel breve termine
e' 'more of the same', cioe' che le Banche Centrali
proseguano con cio' che stanno gia' facendo.
*Senior Vice President U.S. Fixed Income di TCW
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