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Pag.10 IL Sole 24 Ore di oggi.
 

ALNEWS
12:01:02
MILAN MARKET MID DAY: Indici in netto calo, delude PIL della Germania
(Alliance News) - Piazza Affari accelera in ribasso a metà giornata venerdì, con i trader che hanno "digerito" diversi dati macro mentre banche e oil pesano sul listino principale di Borsa Italiana e mentre a Roma regna l'indecisione per la scelta del nuovo Presidente della Repubblica. Sul fronte macro, l'economia francese è aumentata dello 0,7% su base trimestrale nel quarto trimestre del 2021, rallentando notevolmente da una crescita del 3,1% rivista al rialzo nel terzo trimestre ma superando le previsioni di mercato di un'espansione dello 0,5%. Per tutto il 2021, l'economia è cresciuta del 7,0%, il massimo in 52 anni, dopo una contrazione dell'8,0% nel 2020. A gennaio, l'Economic Sentiment Indicator si è ulteriormente allentato sia nell'Unione Europea, di 1,4 punti a 111,6 punti, che nell'area dell'euro, di 1,1 punti a 112,7 punti, ma è rimasto nel complesso elevato, come reso noto dalla Commissione europea venerdì. A gennaio 2022, si stima una diminuzione sia del sentiment dei consumatori che di quello delle imprese in Italia, come reso noto dall'Istat venerdì. L'indice del clima di fiducia dei consumatori è infatti calato a 114,2 punti dai 117,7 di dicembre, mentre quello composito delle imprese è sceso a 105,4 da 112,7. L'economia tedesca si è contratta dello 0,7% su base trimestrale negli ultimi tre mesi del 2021, facendo molto peggio delle previsioni di mercato di un calo dello 0,3%, danneggiata dall'inasprimento delle restrizioni imposte dal governo per rallentare la diffusione della variante Omicron del coronavirus. Come riferito da Destatis venerdì, il governo ha abbassato le sue previsioni di crescita per il 2022 al 3,6% dal 4,1%. I prezzi alla produzione italiani sono aumentati sia su base mensile che annuale a dicembre, come reso noto dall'Istat venerdì. Nello specifico, i prezzi alla produzione sono incrementati dello 0,8% su base mensile dall'1,2% di novembre. Su base annua, l'IPP è invece su del 23% dal 22% di novembre. Milano è in calo dell'1,5% a 26.470,46, Londra cala dell'1,3% a 7.453,15 mentre Francoforte perde l'1,8% a 15.245,70 e Parigi cede l'1,5% a 6.917,10. Tornando ai listini minori italiani, il Mid-Cap è in rosso dello 0,9% a 46.107,16 e lo Small-Cap cede lo 0,6% a 31.064,48 mentre l'Italia Growth è in ribasso dello 0,4% a 10.906,94. Sul paniere principale di Piazza Affari, UniCredit inverte la rotta e cede l'1,6% nonostante abbia comunicato stamattina di aver chiuso il 2021 con un utile sottostante in aumento a EUR3,90 miliardi dai EUR1,26 miliardi del 2020. Nel solo quarto trimestre dello scorso anno, l'utile sottostante è balzato a EUR810 milioni da EUR204 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. L'utile netto contabile sale invece a EUR1,54 miliardi dalla perdita di EUR2,79 miliardi del 2020 mentre la perdita netta contabile si amplia nel quarto trimestre, a EUR1,44 miliardi da EUR1,18 miliardi su base annua. I ricavi crescono del 4,8% su base annua nell'intero esercizio, a EUR17,95 miliardi da EUR17,13 miliardi, e del 4,8% su base tendenziale nel quarto trimestre, a EUR4,44 miliardi da EUR4,24 miliardi. Il CET 1 ratio contabile di gruppo è solido al 15,03%, con EUR6,52 miliardi di generazione organica di capitale nel 2021. Il CET 1 ratio pro-forma si è attestato al 14,13%, al di sopra della guidance per il 2021 di 13,5-14%, principalmente per effetto di più 200 pb dalla generazione organica di capitale, meno 132 pb dalla distribuzione, meno 71 pb per impatti da quadro normativo avverso e meno 72 pb da altre poste. La banca ha inoltre firmato un accordo quadro internazionale con Allianz che riguarda Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale, con investimenti congiunti finalizzati a una integrazione seamless dei processi e ad accelerarne la digitalizzazione. Verranno anche poste le basi per una collaborazione tra i due gruppi nel settore dell'insure-banking, consentendo a UniCredit di offrire i propri migliori prodotti bancari ai clienti attraverso open platform di Allianz in Germania, Italia e altri Paesi. Male poi l'oil, con Saipem peggior performer del listino, complice un ribasso del 3,9%, con 7,2 milioni circa di azioni scambiate dall'apertura. Sale invece Leonardo, su dello 0,5%, che prevede di chiudere l'anno con ordini, ricavi ed Ebitda nella parte alta della guidance, con un FOCF pari a circa EUR200 milioni, circa il doppio rispetto alla guidance originale, ed Hera, in verde dell'1,6%. Quest'ultima ha approvato giovedì il piano industriale al 2025, che prevede un margine operativo lordo a EUR1,4 miliardi nel 2025 e investimenti complessivi per circa EUR3,8 miliardi in arco piano, con tutti i principali target rivisti al rialzo la delineazione di una serie di interventi per la transizione energetica. Approvato l'aggiornamento del piano industriale 2021-2030, rafforzato con ulteriori EUR2 miliardi di investimenti e l'impegno verso la decarbonizzazione, A2A cede l'1,9%. Gli investimenti, per il 90% in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e per il 70% allineati alla tassonomia europea, sono quindi previsti ora pari a EUR18 miliardi nell'arco di 10 anni, di cui EUR7,00 miliardi per l'economia circolare ed EUR11 miliardi per la transizione energetica. L'Ebitda è invece stimato a EUR2,9 miliardi a fine piano, più che raddoppiato rispetto alla media degli ultimi anni di EUR600,0 milioni. L'utile netto è invece previsto in crescita del 9% medio annuo, escluse le poste non ricorrenti, a EUR780 milioni nel 2030 dai EUR335 milioni del 2020, con dividendi minimi attesi in crescita del 3% medio annuo. La distribuzione dei dividendi agli azionisti prevede almeno 8,2 centesimi di euro per azione sull'utile del 2021, 8,5 centesimi sull'utile del 2022 e 8,7 centesimi su quello del 2023. Hera, che ha comunicato ieri il nuovo piano, sale del 2,1% e registra la miglior performance di un listino prevalentemente ribassista. Sul Mid-Cap, avviato un programma di buyback che permetterà alla società di rilevare il 10% massimo del proprio capitale, ovvero 999,9 milioni di azioni ordinarie proprie, Webuild sale dello 0,4%. Male Salvatore Ferragamo, che cala del 4,2%, nonostante la società abbia riportato ricavi preliminari per il 2021 pari a EUR1,13 miliardi, in aumento del 30% a cambi correnti e del 31% a cambi costanti rispetto all'esercizio 2020. I ricavi del quarto trimestre 2021 hanno registrato un aumento del 21% a tassi di cambio correnti e del 24% a cambi costanti, rispetto allo stesso periodo del 2020. Maire, le cui controllate Tecnimont e MT Russia hanno firmato un contratto EPC con Rosneft per la realizzazione di Hydrocracking VGO presso il sito di produzione della Ryazan Refining Company - RORC, 200 chilometri a sud-est di Mosca, per un valore complessivo di EUR1,1 miliardi, cala del 2,0%. Sullo Small-Cap, prosegue la corsa di ePrice, su dello 0,7% dopo un avvio in deciso rialzo ma anche dopo due chiusure consecutive in aumento a due cifre. Chiuso il 2021 con ricavi consolidati preliminari per EUR324,6 milioni dai EUR269,1 milioni del 2020, Aeffe cede il 2,6%. Tra le PMI, emessa la prima tranche del prestito obbligazionario convertibile cum warrant riservato a Negma Group, Illa avanza del 27%. La prima tranche è composta da 65 obbligazioni, del valore nominale di EUR10.000 cadauna, per un controvalore complessivo pari ad EUR650.000. Ciascuna obbligazione avrà una durata pari a 12 mesi, decorrenti dalla data della loro emissione. Abbinati alle 65 obbligazioni, sono stati altresì emessi 575.675 warrant, che danno diritto alla sottoscrizione di un pari numero di azioni ordinarie, ad un prezzo di esercizio di EUR0,37 cadauno, pari ad un controvalore complessivo di EUR213.000. Rialzo del 2,9% per CrowdFundMe, il cui valore della produzione del 2021 è salito a EUR1,4 milioni da EUR967.483 dell'anno precedente. Nice Footwear sale dello 0,7%, dopo aver reso noti i risultati relativi alla prima relazione semestrale del gruppo al 30 ottobre 2021, i cui ricavi netti si attestano a EUR14,8 milioni. In Asia, il Nikkei ha chiuso venerdì in rialzo del 2,1% a 26.717,34, lo Shanghai Composite ha perso l'1,0% a 3.361,44 e l'Hang Seng ha terminato giù dell'1,1% a 23.550,08. A New York, il Dow ha chiuso ieri poco sotto la parità a 34.160,78, il Nasdaq è sceso dell'1,4% a 13.352,78 e l'S&P 500 ha ceduto lo 0,5% a 4.326,51. Tra le valute, l'euro passa di mano a USD1,1134 contro USD1,1152 contro della chiusura di giovedì mentre la sterlina vale USD1,3377 da USD1,3396 dell'ultima chiusura borsistica europea. Tra le commodity, il Brent si prezza a USD89,98 al barile contro USD89,79 al barile di giovedì sera mentre un'oncia d'oro scambia invece a USD1.790,81 da USD1.792,81 dell'ultima chiusura azionaria europea. Nel calendario macro di venerdì, alle 1430 CET, focus sull'indice dei prezzi PCE dagli USA, prima dei dati di Baker Hughes alle 1900 CET sul mercato petrolifero statunitense mentre, alle 2130 CET, come di consueto il venerdì, la giornata si chiuderà con il COT Report. Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo; [email protected] Copyright 2022 Alliance News IS Italian Service Limited. Tutti i diritti riservati.
 

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