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Confermato l’interesse per i titoli governativi italiani. Intanto anche le banche collocano prestiti sfruttando le condizioni di mercato favorevoli

Il Tesoro ha fatto il pieno all’asta dei Btp collocando tutti i 7,75 miliardi offerti. In particolare, per i Btp a 3 anni con scadenza 15 luglio 2002, sono stati assegnati 4 miliardi: la domanda è stata molto sostenuta, e l’asta si è conclusa con un rapporto di copertura di 1,49. Il tasso di rendimento, all’1,06%, mostra una variazione positiva di 7 punti base. Anche per i Btp settennali (scadenza 15 novembre 2025), collocati 2,5 miliardi, la richiesta è stata sostenuta: in questo caso, però, il tasso di rendimento, al 2,05%, risulta in calo di 20 punti base. Il rapporto di copertura invece è stato pari a 1,40. Infine, il Tesoro ha collocato 1,25 miliardi di Btp ventennali, con scadenza 1 settembre 2038: in questo caso, il rapporto di copertura è stato 1,36 con tasso di rendimento al 3,35%.
NON SOLO BTP, ECCO IL RITORNO DEI BOND BANCARI
Dopo un blocco durato nove mesi, nelle ultime settimane le banche italiane hanno collocato ben otto prestiti. A far ripartire le emissioni è sia il forte interesse degli investitori che le condizioni di mercato tornate favorevoli. Non a caso tra gli strumenti preferiti in questa nuova fase ci sono proprio i covered bond, l’asset class maggiormente collegata ai Btp. “Il ritorno dell’appetito degli investitori per i bond bancari è dovuto al rasserenamento delle condizioni di mercato – ci spiega Emanuele Canegrati, senior analyst di BpPrime – grazie allo spread calato a 250 punti base, con la riduzione del rischio sovrano, confermata dal giudizio di Fitch sul rating italiano e dal ritorno alle politiche monetarie ultra accomodanti da parte della BCE, soprattutto con l’annuncio di una nuova tranche di T-ltro per il sistema bancario”...
FinanciaLounge
 
Grafici cambi:

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Wall Street: futures Usa in moderato calo, preoccupano Cina e Brexit
I futures sugli indici statunitensi mostrano un moderato calo,
suggerendo un avvio di seduta debole per Wall Street. A circa
un'ora e mezza dalla partenza, il contratto sul Dow Jones
scivola dello 0,16%, quello sull'S&P500 cede lo 0,12% e il
future sul Nasdaq è piatto con un -0,01%. Gli investitori si
muovono cauti dopo le notizie giunte dal fronte macro della
Cina, dove la produzione industriale è salita del 5,3% su base
annua, riportando il tasso di crescita più debole degli ultimi
17 anni. Sul fronte internazionale pesano poi le parole del
presidente Usa, Donald Trump, che ha detto di "non avere
fretta" a concludere un accordo commerciale con la Cina.
Attenzione sempre alta sulla Brexit, con il Parlamento inglese
che oggi torna a votare sull'opzione dell'estensione
dell'Articolo 50. Nei giorni scorsi Westminster ha detto
ancora no al deal di Theresa May e ieri ha bocciato l'opzione
no-deal Brexit. Milano, Finanza.com
 
Germania: Ifo abbassa stime su Pil 2019 a +0,6%
L'economia tedesca è ribasso. Lo segnalano le previsioni
economiche di primavera dell'istituto tedesco Ifo. Nel
dettaglio, l'Ifo si attende un Prodotto interno lordo (Pil) in
rialzo dello 0,6% nel 2019 rispetto al +1,1% indicato in
precedenza, con una accelerazione nel 2020 a +1,8% (contro il
+1,6% pronosticato in precedenza). "Le attuali difficoltà
nella produzione industriale tedesca - spiega Timo
Wollmershauser, responsabile dell'analisi e delle previsioni
del ciclo economico di Ifo - dovrebbero essere superate solo
gradualmente. La domanda globale di prodotti tedeschi è debole,
poiché l'economia internazionale continua a perdere slancio.
Ma le forze motrici interne sono ancora intatte".
Wollmershauser aggiunge che "il numero di persone impiegate
dovrebbe continuare a salire, da 44,8 milioni dello scorso anno
a 45,2 milioni quest'anno e 45,5 milioni l'anno prossimo. In
linea con l'indebolimento dell'economia, il ritmo della
crescita dell'occupazione sta rallentando". Milano,
Finanza.com
 
marketinsight.it - USA - RICHIESTE SETTIMANALI SUSSIDI DISOCCUPAZIONE CRESCONO SOPRA LE ATTESE
Nella settimana che si è conclusa il 9 marzo le richieste di
sussidi di disoccupazione sono state pari a 229mila unità,
superiori al consensus (225mila unità) e alle 223mila unità della
settimana precedente. Il numero totale di persone richiedenti
l'indennità di disoccupazione nella settimana terminata il 2
marzo è stato[...]


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