Per prima cosa devi avere ben presente il prezzo massimo al quale sei disposto ad acquistare e non devi mai condividerlo con il venditore. Anche lui, d'altro canto, ha in mente un prezzo minimo al quale è disposto a vendere. Non credere al luogo comune che ogni immobile ha un suo prezzo di mercato oggettivo, soprattutto nel contesto attuale dove il mercato è piuttosto illiquido. Esistono dei riferimenti ma questi non sono legge. Ciò che conta è che la tua domanda incroci l'offerta del venditore. Tieni presente che nelle contrattazioni il prezzo iniziale fissato dal venditore funge da ancora e zavorra l'intera negoziazione. L'ideale sarebbe avere la possibilità di avere la parola per primi. Quando acquistai casa nel 2011 ricordo che al primo appuntamento feci fare una stima da un geometra e considerai anche la stima del perito della banca che concesse il mutuo. La banca valutò l'immobile 290.000 Euro (ovviamente aveva già ipotizzato una svalutazione futura) e il geometra mi diede una forchetta compresa fra 310.000 e 380.000. Al secondo appuntamento mi presentai con un'offerta, consapevole di non voler spendere oltre 350.000 Euro. Ebbi la prontezza di esordire con la cifra di 300.000 tondi e il venditore iniziò a scoprire le carte e mi disse che non era disposto ad un prezzo così basso allora gli chiesi di fornirmi una forchetta sulla quale lavorare e lui disse che gliela valutarono tra 400.000 e 330.000. A quel punto io dissi la forchetta che mi aveva dato il mio geometra e la stima del perito bancario. A quel punto il venditore disse che sotto i 300.000 era un valore assurdo e concordai con lui (anche se non ne ero convinto che fosse così assurdo) allora inizia ad andargli incontro e aumentai a 315.000. Alla fine ho acquistato a 320.000, sotto il mio budget e sotto la sua forchetta, perchè mi confessò che la mia era l'offerta più alta ricevuta fino ad allora poiché aveva ricevuto diverse offerte sui 300.000 Euro.