La domanda è: quale impatto ci sarà, if any, dal pagamento della cedola della 414? Il prezzo attuale, vicino a 80, sconta già tale pagamento? E se così non fosse, a quali nuovi livelli potrebbe assestarsi il nuovo prezzo?
Esistono vari modi, sofisticati o pragmatici, per valutare il prezzo “giusto” di un T1. Personalmente prediligo un approccio pragmatico: il confronto con titoli “simili”.
Naturalmente si apre immediatamente un'altra diatriba: quali titoli si possono considerare “simili”? E nel nostro caso?
Secondo JPM, che non è l’ultima arrivata, il confronto più sensato è con il T1 di Ageas, ma su questa affermazione di certo non mancheranno le opinioni critiche.
Proviamo a gettare la rete in modo ampio e guardiamo le quotazioni dei T1 assicurativi (almeno questo deve essere un punto fermo) con possibile call negli anni 2016 e 2017. Vi troviamo nomi come Ageas, Generali, Swiss Re, Swiss Life, Zurich, CNP, Irish life, Allianz, Ing Verzikerengen, RSA Insurance, Scor…
Sino alla possibile call la cedola è grosso modo compresa nel range 5-6% (quella della 414 è pari a 6.298%).
Come quotano? Credo si possano distinguere all’incirca 2 gruppi: intorno a 100 (le emittenti considerate più “nobili”) e poco sopra 90 (le altre).
A questo punto mi sembra si possa ragionevolmente concludere che la quotazione a 80 della 414 di Groupama sconti, oggi, un certo grado di sfiducia del mercato.
Dal quale ci si può attendere, probabilmente, un atteggiamento di questo tipo: analizzati i bilanci (con particolare riferimento alle voci che possono generare ansia…), esaminato lo sforzo di riposizionamento strategico, preso atto del programma di rafforzamento patrimoniale (che anche Ono ricordava ieri), preso atto della decisione di riprendere a pagare la cedola, preso atto delle decisioni preannunciate da Fitch…..:
a)considerare che la società abbia percorso un bel pezzo di strada verso la “normalità”, e che pertanto si giustifichi una quotazione non lontana dal gruppo delle “novantenni”;
b)considerare che ci sia ancora una distanza notevole dalla “normalità”, e in tal caso le quotazioni rimarranno inchiodate.
Credo che ogni investitore debba fare analisi analoghe, prima di giungere alla propria decisione.
P.S.: è chiaro che questo scenario non considera eventi esterni. Questi ultimi, purtroppo, aleggiano in gran numero su di noi (crisi di governo in Italia, debito USA, etc. etc.) e possono cambiare in ogni momento le carte in tavola…