un,dos,tres,un pasito bailante by mototopo

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Il docile cane da guardia americano



"La strategia di contenimento della Cina non si può limitare all'Asia, poiché il suo raggio di azione è planetario, dall'Africa al Sud-America all'Europa. Per Washington è pertanto prioritario coinvolgere in questa strategia anticinese anche le potenze europee, soprattutto perché una solida alleanza con l'Europa rimane la conditio sine qua non del proprio predominio planetario. Le nazioni europee appartenenti alla NATO, se da un punto di vista politico-militare sono già inquadrate ed "ingabbiate" all'interno dell'alleanza, da un punto di vista economico hanno, almeno sulla carta, la libertà di approfondire il legame con Pechino e i BRICS. Ma i rapporti economici, quando superano un certo volume e toccano certi settori strategici, diventano il volano per più strette relazioni politiche con il costituirsi di gruppi d'affari e di potere fortemente interessati al mantenimento di buone relazioni con i paesi non allineati con cui fanno affari e pertanto certi paesi NATO possano alla lunga diventare meno sensibili alle necessità degli schemi strategici atlantici. Gli Stati Uniti cercano di ostacolare l'intensificarsi di queste relazioni economiche soprattutto quando coinvolgono settori ad alta tecnologia . Quest'azione che prende di mira i paesi "alleati" che dimostrano un eccesivo e pericoloso grado di libertà economica con le nazione di volta in volta non allineate al potere nord-atlantico non è affatto nuova ma è anzi una costante della politica statunitense – l'Italia l'ha sperimentata sulla propria pelle da decenni, da Enrico Mattei a Bettino Craxi fino all'ultimo Silvio Berlusconi – e si concretizza con le buone e le cattive maniere, provocando pesanti ricadute negative all'economia e al tessuto sociale dei paesi che cedono a queste pressioni.

(…)

Il TAFTA è uno strumento che i circoli politici atlantisti di entrambe le sponde dell'oceano hanno elaborato per tenere le nazioni europee ancorate a Washington e rappresenta un ulteriore "ingabbiamento" di questi paesi dentro i già stretti perimetri politico-militari dell'alleanza; le relazioni economiche verranno riorientare e incanalate verso l'indebitato e piccolo mercato americano mentre l'espansione verso il grande e dinamico mercato eurasiatico, nostro vicino di casa, imperniato sulla Russia e la Cina, dovrà essere contenuta.

"Rinserrare i ranghi" della NATO attraverso il TAFTA sarebbe un progetto inconcepibile se l'Unione Europea si sgretolasse sotto la crisi dell'euro. Gli Stati Uniti, fin dall'inizio della crisi della moneta unica – frutto delle decennali contraddizioni del processo di unificazione europea e della crisi dei mutui subprime – sono stati fo...



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USA Detroit: è bancarotta. La città
 
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SP500, diamond top secolare in formazione?

Probabile se la crisi attuale porterà a bancarotte a catena di paesi sovrani. Nel qual caso target 400-500 punti per lo SP500.





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Blitz Casapound contro Mps: “Banche da riformare, finanzino solo economia reale”

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Blitz Casapound contro Mps: "Banche da riformare, finanzino solo economia reale"

Una decina di sacchi di juta decorati con il simbolo dell'Euro e uno striscione: "Rubate anche questi". L'invito lanciato dalla sezione parmense di Casapound Emilia Romagna, attraverso blitz notturno condotto a Parma da alcuni militanti del movimento di estrema destra, è rivolto al Monte dei Paschi di Siena. "Per sottolineare in maniera provocatoria – spiega Pier Paolo Mora, candidato alla Camera per Casapound Italia e responsabile provinciale del movimento a Parma – la vergognosa gestione di Mps". Una gestione sulla quale ora indaga la procura senese, denunciata per la prima volta dal giornalista Marco Lillo del Fatto Quotidiano, che raccontò all'Italia dell'operazione Alexandria e di quel contratto, stipulato a luglio 2009, che sarebbe dovuto servire a far sparire dal bilancio della banca un buco di almeno 220 milioni di euro. Costato, agli italiani, già mezzo miliardo di aiuti statali.
"Monte dei Paschi – spiega Mora – ha investito in maniera sciagurata, creando un buco da 14 miliardi di euro. Ma quel che è peggio è che non è una banca qualsiasi: è una banca che è stata di fatto governata indirettamente dal Pd, che l'ha usata come cassa continua per i propri affari, ottenendo finanziamenti e mutui agevolati per i suoi dirigenti. Ora – prosegue il dirigente di Cpi – questo stesso Pd, che una volta a settimana chiede la chiusura delle nostre sedi in giro per l'Italia, vorrebbe governare il paese dopo aver sostenuto, con Pdl e Udc, il governo del tecnico Monti, che a sua volta ha salvato Mps erogando l'equivalente dell'incasso dell'Imu, 3,9 miliardi di euro di soldi pubblici, senza che nessuno muovesse un dito o protestasse".
Un'azione politica quindi, una rivendicazione per dimostrare la presenza, sul territorio, di un'alternativa, quando già nell'aria c'è il profumo delle elezioni. "Del resto – continua Mora – non c'è rimasta molta scelta, quando si tratta di votare: Pd, Pdl e Monti sono un unico soggetto, i democratici e i berlusconiani hanno votato le leggi del Professore e insieme hanno affossato il paese in questi 13 mesi". La Lega Nord, poi, "ha finto di contrastare il governo tecnico, ma non bisogna dimenticare che subito prima, quando c'era il Cavaliere al timone del paese, hanno appoggiato il salvataggio delle banche", un sistema che, secondo Casapound, andrebbe completamente ridimensionato. Il modello da seguire, o uno dei modelli a cui fare riferimento, è quello tedesco, "dove la terza banca del paese è dello Stato, che finanzia l'economia reale".
Anche i nuovi partiti, secondo il movimento di estrema destra, non sono una soluzione, un soggetto politico da prendere realmente in considerazione.
 
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Gli USA non garantiscono più i depositi bancari

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A partire dal primo gennaio 2013 negli Stati Uniti è stato introdotto un cambiamento epocale, a livello bancario, che suggerisce, peraltro, diverse considerazioni ulteriori.


La cronaca: non esiste più la garanzia illimitata per i Conti Correnti, che negli Usa è fornita dalla FDIC (Federal Deposit Insurance Corporation).
 
l 'ultimo pezzo si puo' tradurre cosi', chi e' veneto capisce..... strucca le stroppe.......................e,buseta e boton.................................................
 


giovedì 21 febbraio 2013

OKKIO alle Banche Olandesi...Ma non solo... perchè IO non faccio il Nazional-populista da quattro soldi...



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Dicono che SNS, la 4° Banca Olandese nel CORE dell'Eurozona
sia saltata per aria principalmente a causa delle voragini immobiliati spagnole
e dunque sia stata nazionalizzata in fretta e furia,
azzerando azioni & Bond Subordinati
ed inkiappettando (giustamente?) chi ha investito su una banca marcia,
solleticato consapevolmente dai maggiori rendimenti (vedi per es. le diaboliche tentazioni sui bond Argentini poi andati in crack)
od ingannato incosapevolmente per dissimulazione del bancario sotto casa o del blogger-bancario-mascherato dei quali continuate a fidarvi per pigrizia, per sottomisssione psicologica o per genetica pirlaggine.

Dunque provate a fare 2+2
con questo dato che dimostra come la BOLLA IMMOBILIARE OLANDESE
stia seriamente rischiando di fare PLUFF!
Altro che perdite della SNS sull'immobiliare Spagnolo che sarà solo una frazione degli investimenti!
QUI si parla di sofferenze immobiliari delle Banche Olandesi a casa propria e non a Siviglia-Olè....
Dutch House Price Index (Jan) Y/Y -9.6% (Prev. -6.3%)
Dutch House Price Index (Jan) M/M -2.9% (Prev. -0.4%)
Thu, 09:31 21-02-2013
Cosa succederebbe dunque alle già provate, nazionalizzate e stra-tamponate Banche Olandesi?
Atro giro di finanziamenti di Stato a tutte?
Od interverrebbe la BCE
(e dunque anche la FED, come al solito sottotraccia...) ?.........
.
L'INFORMAZIONE INDIPENDENTE NON GODE DEL PRIVILEGIO DEI SUSSIDI STATALI.
CLICCATE SUI VIDEO PUBBLICITARI


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Basta ri-leggere con attenzione il mio post:
Ma la piantiamo con la cazzata che il sistema finanziario&bancario sarebbe solido ed in via di guarigione?
Ecco una PROVA fresca fresca delle fregnacce che ci raccontano:
L'Olanda nazionalizza la banca SNS Reaal
1 Febbraio 2013
Il quarto gruppo bancario del Paese, che ha subito forti perdite nel settore immobiliare....riceverà dallo Stato un'iniezione di 2,2 miliardi di euro di nuovi capitali.
Inoltre lo Stato fornirà garanzie per 5 miliardi di euro.
SNS Reaal è la quarta istituzione finanziaria olandese con asset per 134 miliardi di euro. Ha subito forti perdite soprattutto nel settore immobiliare e da mesi sta cercando di cedere asset per finanziare la propria attività.
L'esposizione della banca nel settore immobiliare è di 9,8 miliardi di euro, di cui 2,3 miliardi riguardano cattivi prestiti. ...
......Con questa operazione, in considerazione del fatto che anche ABN Amro è in mani pubbliche dopo la nazionalizzazione del 2009, due delle quattro banche sistemiche olandesi sono statalizzate.
Il conto complessivo della crisi del sistema finanziario per i cittadini dei Paesi Bassi ha ormai raggiunto 40 miliardi....
Senza considerare che ING, la piu' grande banca olandese, non ha ancora ripagato l'aiuto ricevuto del 2008 dallo stato.....Insomma signore e signori...stiamo mica parlando di una banchetta greca o portoghese
ma di una Banca del CORE che più CORE non si può dell'Eurozona...ovvero dell'Olanda...
Però vedete...
io per fortuna non sono una fonte bancaria di parte
od un blogger-bancario-mascherato....
Loro fanno i nazional-populisti da Bar Sport
perchè sotto sotto hanno paura di perdere il posto di lavoro....
e/o perchè vivono a SPESE NOSTRE in Regioni a Statuto Speciale che ormai galleggiano in un'altra dimensione rispetto allo sfacelo italiano....
mentre NOI (assurdamente) CONTINUIAMO a mantenere il loro pulpito di privilegi dal quale costoro continuano a pontificare ipocritamente...
Dunque IO
ho maggiori possibilità di essere imparziale ed equilibrato
e non me la prendo solo con le banche Tedesche o con quelle USA o con quelle Olandesi...
ma evidenzio allo stesso tempo anche i rischi peculiari della Banche Italiane
che vi millantano come "più solide delle altre"...
e sono sempre fonti di ambiente ABI-bancario (anche mascherato da Bloggers) a menarvela....
Ecco dunque cosa dicevo:
E le banche italiane?
Beh...di Monte dei Pacchi già sappiamo...: è un episodio mooolto significativo che ci da uno spaccato assai significativo del sistema finanziario italiano nel suo insieme e delle sue terribili inefficienze&debolezze strutturali, anche se le Istituzioni continuano a dirci che è un caso isolato e che il sistema sarebbe solido...
Poi si scopre che le Banche Italiane hanno giocato parecchio con i Derivati...anche se le solite fonti bancarie di parte vi narravano che NOI saremmo più solidi ed avremmo giocato meno al casinò rispetto alle banche degli altri Paesi...;-)
Ma facendo anche solo un'analisi della semplice gestione ordinaria, senza conteggiare buchi da 17 miliardi o giochetti sui derivati, non è che le cose vadano così bene....
Leggetevi queste interessanti ed approfondite analisi di Economy 2050...che ci dicono molte cose sul sistema bancario italiano, come già vi anticipai nel mio Blog anni fa.
Dunque piantiamola per favore con le solite PUTTANATE che le banche italiane sarebbero messe molto meglio delle altre...puttanate che guarda a caso provengono sempre da ambienti bancari nostrani....
Come si fa ad affermare una cosa del genere anche di fronte ad un caso macroscopico come Monte dei Pacchi?
Tutte le Banche....Francesi, Tedesce, UK, Americane, Spagnole, Italiane etc
fanno cagare
solo che sono MARCE in modo un po' diverso tra loro, con tipicità peculiari di schifezza...
e dunque spesso sono state tamponate in modo diverso.
E poi facciamoci due risate sugli IDIOTI e/o sui BANFONI IN MALAFEDE
che interpretano i "successi" delle Aste sui Titoli di Stato Italiani
(post-LTRO da 1.000mld di Draghi e post Bazooka-OMT di Draghi...)
come un INEQUIVOCABILE segno che l'Italia sarebbe OKKEY!
E che GNA-GNA-GNAAAA l'Italia doveva fallire....
mentre invece la Speculazione ormai si fiderebbe di noi...addirittura sui BTP trentennali...;-)
Peccato che in realtà l'Italia sia già TECNICAMENTE FALLITA...
basta non vivere in un Regione Statuto Speciale sovvenzionata dai nostri sacrifici sempre più insostenibili...
e lo capisci AL VOLO nei drammi quotidiani della vita quotidiana....
Ma costoro vedono solo investimenti sui BTP
e pensano solo a speculazioni sui BTP...
mentre ci sono MIGLIAIA di migliori opportunità la fuori...nel MONDO.
Anche perchè, se collassassero i titoli di stato italiani, collasserebbero anche le banchette per cui lavorano...

Il Bello è che questi IDIOTI dicono di stare tranquilli
perchè l'Italia sarebbe SOLVIBILE
INFATTI....
2.000 miliardi di Debito Pubblico
vs.
8.000 miliardi (più verosimile 4.000-5.000) di nostro sangue&sudati risparmi....
Dicono che Monti avrebbe banfato una situazione di EMERGENZA per poterci pelare in greek-style
Ma cari amici miei...
la solvibilità vantata da questi IDIOTI BANCARI in conflitto d'interesse su cosa si baserebbe???
Sui nostri risparmi!
E dunque lo STATO marcio&parassita&inefficiente
sarebbe SOLVIBILE PROPRIO sulle spalle della NOSTRA Ricchezza Privata...
Fate dunque 2+2....
applicate la TEORIA DEI VASI COMUNICANTI
e viene fuori 4...
OVVERO POSSIBILE PATRIMONIALE SECCA
per rendere effettiva la mitica SOLVIBILITA' DELL'ITALIA
E QUESTI IDIOTI
in conflitto d'interessi e nella piena impossibilità di essere IMPARZIALI
SPARANO TEOREMI PARADOSSALI
CHE CHI HA 5.000 EURO SUL CONTO CORRENTE PUO' A NCHE BERSI TRANQUILLAMENTE
tanto non gli cambia un *****
come bersi un Cynar al Bar Sport di Provincia....
Poi i suoi figli e nipoti faranno i disokkupati perenni...
ma l'importante è dar la colpa alla Germania
e DERESPONSIBILIZZARE la banchetta che gli riempe il piatto....


Dunque basta dare SOLO la colpa alla Germania, alla speculazione anglo-sassone, a Moody's ed a mia nonna in carriola
ed al Bar Sport di Rovereto tutti esultano perchè hanno un capro espiatorio fittizio contro il quale brindare e fare a gara di rutto libero....
La realtà però..
fuori dai luoghi comuni nazional-populisti...
è un po' diversa...
è PARECCHIO diversa...;-)
L'Europa ha in pancia 103 mld di bond Italia, fetta più alta tra i Piigs
Quasi la metà dei titoli di Stato che ha in pancia la Bce sono italiani.
Nell'ambito del programma di acquisto bond volto a contenere i livelli di spread, l'Eurotower ha reso noto di avere in pancia 218 miliardi di titoli di Stato, calcolati sul valore di rimborso a scadenza, facenti riferimento ai Paesi Piigs (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna)
Nello specifico, 102,8 miliardi sono titoli del debito pubblico dell'Italia, poi Spagna per 44,3 miliardi, Grecia 33,9 miliardi, Portogallo 22,8 miliardi, Irlanda 14,2 miliardi.
I numeri diffusi oggi fanno riferimento agli acquisti effettuati solo nell'ambito del Securities Market Programme (Stm), il programma di sostegno avviato dalla Bce alla metà del 2010, allo scoppio delle crisi del debito ellenico, e terminato lo scorso settembre quando è stato sostituito dall'Outright Monetary Transactions (Omt) che finora però non è ancora stato attivato in quanto, a differenza del precedente programma , richiede a chi ne fa richiesta, di sottoporsi alle condizioni di aggiustamento strutturale fissate dal Fondo europeo salva-Stati......................

Draghi rivela gli aiuti all’Italia: peserà sul voto?

Ed eccole le SOLIDISSIME BANCHE ITALIANE...
mentre quelle del resto d'Europa sarebbero sull'orlo del fallimento....
mica come MONTE DEI PACCHI....;-)
Banche italiane, nuovi record per sofferenze e credit crunch
Sofferenze record e credit crunch ai massimi.
E' questo lo scenario sul settore bancario italiano che emerge dall'ultimo bollettino dell'Abi.
E' ancora in flessione la dinamica dei prestiti a famiglie e imprese, che a gennaio è stata pari a circa 1.467 miliardi di euro (-3,3% su base annua, contro -2,5% di dicembre 2012).
L'Abi ha rilevato che i dati sono "in linea con l'evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche, come pil e investimenti".
Le aste Ltro della Bce hanno scongiurato dati peggiori, ma non hanno invertito la tendenza: per i prestiti si tratta del nono calo mensile consecutivo e del dato peggiore segnalato negli ultimi due anni.
....La recessione si fa sentire sulle sofferenze lorde degli istituti, che a fine 2012 hanno raggiunto il livello record di quasi 125 miliardi di euro, 3,1 miliardi in più rispetto a novembre e +17,8 miliardi rispetto a fine 2011, segnando un incremento su base annua di circa il 16,6%.
In rapporto agli impieghi, ha precisato l'Abi, le sofferenze risultano pari al 6,3% a fine 2012 (5,4% un anno prima).............
E pensate alle ULTERIORI E NEFASTE conseguenze sui bilanci delle banche italiane (che sono concentrate soprattutto sul nostro Paese e poco globalizzate) che questi DATI potrebbero rappresentare.....
Italia: il 20% delle imprese fallirà. Le dure previsioni di Intesa San Paolo
Il 20% delle imprese italiane è destinato a fallire mentre la recessione continua a "mordere": ha parlato così ieri alla Cnbc l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Enrico Cucchiani.
"Il 20% delle imprese italiane negli ultimi tre anni ha visto la propria top line crescere tra il 35 e il 50%, ma dall’altra parte, purtroppo, la parte inferiore del 20% ha visto la propria top line contrarsi del 35-45%, quindi è chiaro che queste aziende non ce la faranno", dice in un’intervista a Milano Cucchiani, l’amministratore delegato della seconda più grande banca italiana.
I problemi del settore bancario
Egli ha detto che un’ondata di crolli aziendali avrà un impatto negativo sul settore bancario in Italia.
"Alimenterà i crediti in sofferenza e ciò renderà le banche riluttanti a concedere prestiti a questo tipo di società. Non credo che il problema sia la disponibilità di fondi, quanto la questione della selezione dei rischi."
Gli ultimi dati mostrano che il prodotto interno lordo in Italia è diminuito dello 0,9% nel quarto trimestre del 2012.
E sempre con il pensiero ai soliti IDIOTI nazional-populisti
che quando BlackRock va Short sull'Italia...allora la demonizzano
mentre quando va Long Italia...allora la incensano come prova scientifica della nostra SOLIDITA'....
Mentre la realtà VERA è solo che 'sti qui speculano al rialzo od al ribasso su un investimento speculativo ad alto beta a seconda di come tira il vento a 3-6 mesi
e sono pronti a girarsi in qualunque momento
al ribasso od al rialzo, a livello speculativo
Dunque usare questi "test" come prova della solidità dell'Italia è da IDIOTI
che non capiscono nulla di trading&finanza
ma che fanno semplicemente i venditori ai borsini delle banchette italiane...eventualmente RICICLANDOSI come Santi Predicatori della blogosfera....
Ecco qua....
.
 
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Generalmente la Chiesa di Roma è considerata dai suoi fedeli come una certezza imperturbabile, mentre dai suoi detrattori come una rigida obsolescenza, ma sostanzialmente si concorda sul fatto che in Vaticano il tempo sembra essersi fermato e che tutto appaia perennemente immutabile. Ma forse è vero esattamente il contrario. Questa visione infatti pare alquanto impropria alla luce della storia millenaria del soglio pontificio, che è stato tormentato da fazioni in eterna lotta tra loro, intrighi, guerre militari, diplomatiche o teologiche, correnti, riforme, apostasie, scomuniche e persecuzioni. Una storia contraddistinta in realtà da un equilibrio instabile con tensioni interne che sono riaffiorate puntualmente in corrispondenza di ogni conclave fino ai nostri giorni. Ancora oggi infatti si possono distinguere fazioni contrapposte come per esempio quella spiritualista, la conservatrice, l'integralista (Opus Dei o CL) o la massonica-moderata che possono assumere dei connotati di vere lobby.
Ma le dimissioni papali di Benedetto XVI rimangono un evento storico, così raro che era successo solo altre sei volte negli ultimi mille anni. Il penultimo predecessore del soglio pontificio a compiere tale gesto è stato Celestino V (Pietro Angelerio del Morrone, 1215-1296), il papa che Dante apostrofò nei canti infernali come "colui che fece per viltade il gran rifiuto". L'analogia tra i due papi potrebbe in realtà andare oltre al semplice dato statistico, in quanto Benedetto XVI ha pronunciato un discorso di dimissioni molto simile a quello di Celestino V.

(continua...)


Inoltre il 28 aprile 2009 papa Ratzinger ha espresso un desiderio molto singolare, cioè di poter lasciare il pallio papale proprio sopra le spoglie di Celestino V presso la basilica di Collemaggio gravemente colpita dal terremoto dell'Aquila.

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E dato che i simboli alto-ecclesiali sono importanti, già allora qualcuno pensò che Benedetto XVI considerasse l'ipotesi delle dimissioni. A rafforzare il collegamento simbolico, il 4 luglio 2010 il papa commemorò anche l'ottavo centenario della nascita di Celestino V a Sulmona. Può sorgere quindi il dubbio lecito se si possa trovare una qualche spiegazione a queste clamorose dimissioni analizzando quelle di Celestino V.

Riassumiamo brevemente la sua storia. L'eremita fondatore della omonima congregazione dei frati di "Pietro da Morrone" è stato eletto da un conclave lungo e difficile (interrotto anche dalla peste) che non è riuscito a far convergere i voti su nessun candidato tra la fazione dei Colonna e quella opposta. Come spesso è successo in questi casi è stato scelto un papa di transizione al di fuori dei giochi di potere, preferibilmente un carismatico eremita avulso dai riti romani, una persona che poteva essere ritenuta influenzabile e Pietro Angelerio rispondeva a questi requisiti. Ma appena divenuto papa col nome di Celestino V, su consiglio di Carlo d'Angiò re di Napoli, indisse subito un Concistoro per eleggere 13 nuovi cardinali filo-francesi, quindi presi al di fuori delle storiche famiglie romane da cui è sempre stato scelto il successore di san Pietro, per riequilibrare i giochi di potere nella Santa Sede. Il pontificato di Celestino V fu, come previsto, molto difficoltoso per una evidente incapacità amministrativa che generò confusione (anche nelle nomine) tale da convincerlo a presentare clamorosamente le dimissioni dopo solo quattro mesi dall'investitura.

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Dietro questo atto, che re Carlo II aveva più volte tentato di scongiurare, c'è il sospetto più che fondato dell'opera del cardinale Benedetto Caetani, che non potendo controllare il papa come da lui previsto per colpa delle ingerenze proprio del re del Regno di Napoli, avrebbe però approfittato della situazione caotica e, secondo alcuni storici, avrebbe addirittura scritto di suo pugno la bolla pontificia di dimissioni di Celestino V.

Successivamente proprio il cardinale Caetani venne eletto papa col nome di Bonifacio VIII. Questi decise subito di mettere sotto controllo Celestino V che, avvertito del piano, tentò la fuga, ma venne catturato presso Santa Maria di Merino e riportato a Roma. Dopo gli inutili tentativi di Celestino V di persuadere Bonifacio VIII per ottenere la libertà, avrebbe concluso il colloquio con la famosa frase: "hai ottenuto il Papato come una volpe, regnerai come un leone, morirai come un cane". Celestino V venne quindi rinchiuso nella rocca di Fumone, in territorio dei Caetani, dove morì l'anno seguente. La morte ha generato ulteriori sospetti e ombre su Bonifacio VIII dato che il cranio di Celestino V presentava un foro secondo alcuni compatibile con un chiodo di dieci centimetri.


IL PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI

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Ritratto di Benedetto XVI nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura



Ma veniamo ai problemi del pontificato di Benedetto XVI, anch'esso probabilmente di "transizione", ugualmente caotico e duramente segnato dagli scandali.

Non passa neanche un mese dal suo insediamento (19 aprile 2005) che scoppia il caso pedofilia da parte di prelati prima negli Stati Uniti, poi con effetto domino in America Latina e infine in Europa. Al culmine delle accuse vengono divulgate coperture di alti prelati a casi di abusi in Irlanda. In merito il Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, ha fatto una quantomeno infelice e inopportuna dichiarazione sostenendo che "studi scientifici affermano che la pedofilia è collegata all'omosessualità, e non ha niente a che vedere con il celibato". Vengono comunque scoperti anche finti casi di pedofilia come quelli costruiti ad arte in ambienti anti-clericali tedeschi, ma il fenomeno ha ormai assunto dimensioni indiscutibili: pervengono alla giustizia vaticana ben 600 denunce all'anno per abusi del clero sui minori, anche se la maggior parte riguardanti abusi commessi dal '65 all'85. Benedetto XVI parla di "crimini enormi", di "stabilire sempre la verità", di "portare sostegno", "assistenza e cura delle vittime" e traccia una linea di rigore.

Nel 2009 scoppia il caso Boffo, direttore di Avvenire, che accusa il direttore dell'Osservatore Romano, Giancarlo Vian, di aver tramato per indurlo a dimettersi, procurando le fonti alla base delle inchieste giornalistiche di "Libero" e "Il giornale" che lo attaccarono per una vicenda collegata ad una condanna per molestie poi rivelatasi un falso, condita da insinuazioni di presunta omosessualità da parte di Vittorio Feltri. La vicenda si è chiusa comunque con le effettive dimissioni di Boffo e le pubbliche scuse di Feltri. Dalle inchieste, per quanto pilotate, era però emersa una reale conflittualità negli ambienti vicini al pontefice.

Passando dalle polemiche con il collegio cardinalizio, ai problematici rapporti con l'islam, arriviamo agli scandali finanziari. Nel 2010 lo IOR (Istituto Opere Religiose) viene accusato di violazione delle norme di anti-riciclaggio. Tra gli imputati il presidente Ettore Gotti Tedeschi che gode però della fiducia del papa. Benedetto XVI comunque reagisce e il 30 dicembre 2010 crea una Autorità per l'Informazione Finanziaria per allinearsi alle normative, lo IOR aderisce quindi alla convenzione monetaria UE e nell'anno seguente viene varato un apposito programma per l'anti-riciclaggio. Ma la questione non finisce qui.


I documenti riservati resi pubblici

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Il 25 gennaio 2012, nel corso di una trasmissione televisiva su La7 ("Gli intoccabili") vengono rese note lettere private dell'arcivescovo Carlo Maria Viganò e nel frattempo "Il Fatto Quotidiano" comincia a pubblicare altri documenti riservati riguardanti il papa e lo IOR. Era iniziata una consistente fuga di dati vaticani secretati (da qui il soprannome di "Vatileaks") che, oltre a clarare le lotte ecclesiali intestine, certificavano delle irregolarità gestionali finanziarie dello IOR secondo le normative di antiriciclaggio e quindi l'esistenza dello IOR parallelo che si credeva finito. La prima denuncia vaticana viene formalizzata il 6 febbraio 2012 e la Procura Romana comincia ad indagare sui movimenti dello IOR presso la JP Morgan. Intanto documenti riservati continuano ad essere divulgati, come la lettera di padre Federico Lombardi sul caso Orlandi o un bilancio della Fondazione Ratzinger. Uno dei divulgatori è Gianluigi Nuzzi, il conduttore del programma "Gli intoccabili", che cerca di trarre profitto dai documenti ricevuti pubblicando un libro. Ha suscitato l'interesse dei media anche l'inserimento del Vaticano nella black list Statunitense degli stati a rischio di riciclaggio, ma in realtà è stato solo un atto formale e poco significativo dato che agli stessi Stati Uniti (come anche a UK, Italia o Germania) era assegnato un rischio maggiore.

Tra i documenti resi pubblici quelli che hanno fatto più scalpore sono stati comunque quelli riguardanti un presunto complotto di morte nei confronti del papa. Il testo, risalente al 30 dicembre 2011, scritto in tedesco e intitolato "Mordkomplott" (complotto di morte), diceva che il cardinale Paolo Romeo, in viaggio in Cina, aveva profetizzato la morte del papa entro 12 mesi e il suo successore sarebbe stato l'arcivescovo di Milano Angelo Scola. Lo stesso cardinal Romeo ha smentito tutta la storia. Anche Padre Federico Lombardi, capo della sala stampa vaticana, ha smontato subito l'attendibilità del documento, che in effetti pare farneticante e poco credibile anche dal punto di vista linguistico. A seguito di questa presunta rivelazione Benedetto XVI ha comunque istituito una Commissione cardinalizia d'inchiesta composta dai cardinali Jozef Tomko, Julián Herranz Casado e Salvatore De Giorgi.

Il 21 maggio 2012 avviene una drammatica riunione della Famiglia pontificia in cui papa Ratzinger parla apertamente dei sospetti che sono ricaduti su Paolo Gabriele, l'aiutante di camera di papa (o "maggiordomo"). Tra gli accusatori c'è anche padre Federico Lombardi.

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Gabriele, presente a quella riunione, nega ogni coinvolgimento. Il 23 maggio vengono trovate copie di documenti divulgati durante una perquisizione nel suo appartamento e il giorno seguente viene arrestato per furto aggravato (manco a dirlo, caso unico nella storia della Gendarmeria Vaticana). Successivamente, durante le indagini, la posizione di Gabriele si è alleggerita essendo decaduta l'ipotesi che il tutto fosse gestito da lui solo e probabilmente anche per i dubbi sollevati dal papa stesso che non riusciva a credere ad un suo coinvolgimento. Si continua comunque a vagliare altre piste e il numero dei sospettati sale a venti, ma in giudizio, oltre a Paolo Gabrile si aggiunge solo Claudio Sciarpelletti, dipendente (laico) della Segreteria di Stato, che oltre tutto attira i sospetti rilasciando due dichiarazioni contraddittorie. Benedetto XVI reagisce a queste notizie con tristezza e stupore e rinnova comunque la fiducia nei suoi più stretti collaboratori: "tutti coloro che ogni giorno, con lealtà e spirito di sacrificio e in silenzio, mi aiutano nel compimento del mio ministero". Il 6 giugno Gabriele ammette di essere la talpa e di avere avuto contatti con Nuzzi. Un mese dopo gli viene contestato anche il possesso illegittimo di oggetti provenienti dall'appartamento papale: un assegno, un libro antico e una non meglio definita "pepita". Il processo lampo a fine settembre dello stesso anno condanna per furto aggravato Garbiele a tre anni di reclusione, poi ridotti a 6 mesi ed infine è giunta la grazia del perdono papale il 22 dicembre 2012. Analogamente Sciarpelletti viene condannato per favoreggiamento a 4 mesi, successivamente ridotti a 2, poi la pena viene sospesa e alla fine annunciato il condono anche per lui.
L'inchiesta comunque non è ancora chiusa. All'apertura dell'anno giudiziario il cardinal Bertone, Segretario di Stato Vaticano, ha chiesto "giustizia con umiltà e nella verità", ma ha cercato di buttare un pò di acqua sul fuoco esortando "a mettere da parte il protagonismo" e assicurando che il Vaticano è "sempre più integrato nella legislazione internazionale". La cerimonia si è conclusa stranamente con l'accusa del promotore di giustizia Grossi nei confronti degli avvocati a cui ha attribuito testualmente "assoluta ignoranza del diritto canonico". Si parla comunque anche di un rapporto segreto, definito "sconvolgente", che tre cardinali anziani avrebbero consegnato nei mesi scorsi agli inquirenti e quindi c'è da pensare che l'inchiesta sia solo agli inizi.

LO IOR - GOTTI TEDESCHI - BERTONE

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Ma gli scandali non sono ancora finiti : Il 25 maggio 2012, giusto il giorno dopo l'arresto di Paolo Gabriele, il presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi, viene sfiduciato e allontanato dal suo incarico da parte della commissione cardinalizia di vigilanza presieduta ancora dal Segretario di Stato Vaticano, Tarcisio Bertone, proprio colui che gli aveva assegnato l'incarico nel 2009. Ci sarebbe anche da dire che con Gotti Tedeschi lo IOR sarebbe passato nelle mani dell'Opus Dei, mentre prima era tradizionalmente territorio dell'ala massonica del "sacro collegio". Stranamente anche in questo caso è stato attuato il cosiddetto "metodo Boffo" per demolire inspiegabilmente la figura umana di Gotti Tedeschi. Il motivo della rottura tra Bertone e Gotti Tedeschi sarebbe da ricondurre al desiderio del prelato di creare una s.p.a. che gestisse sia l'ospedale "Gemelli", che il "San Raffaele" di don Verzè travolto da un enorme scandalo finanziario e quindi con una pesante situazione debitoria che Gotti Tedeschi non voleva accollarsi. Ma indiscrezioni sottolineano un altro screzio del banchiere nei confronti di Bertone, cioè la scelta di farsi volontariamente interrogare dai magistrati di Roma nell'inchiesta sulle presunte violazioni delle norme anti-riciclaggio. Indiscrezioni arrivano addirittura a sostenere che Gotti Tedeschi abbia lasciato un memoriale in cassaforte e l'abbia affidato alla segretaria con le seguenti parole: "Ho paura di morire; se mi uccidono, mandi questi tre plichi". Da allora la IOR è rimasto senza presidente fino alla settimana scorsa, quando la commissione cardinalizia, presieduta da Bertone, ha annunciato l'insediamento del tedesco Ernest von Freyber, con un tempismo quanto meno sospetto se non inopportuno, dato che questa nomina avviene proprio nel periodo di vacanza della sede papale.

Ci sarebbe poi da valutare l'inchiesta in corso sul Monte dei Paschi di Siena, dato che lo IOR probabilmente ha avuto un ruolo importante sull'acquisizione di Antonveneta da parte di MPS con delicate riunioni tra l'allora direttore dello IOR Piero Pioppo e il banchiere Andrea Orcel che seguiva il Banco Santander, banca da cui MPS ha acquisito Antonveneta per la cifra spropositata di 10 miliardi euro, mentre solo tre anni prima Santander l'aveva ottenuta per 6,6. Un testimone ha raccontato che "per quell'operazione furono aperti almeno quattro conti intestati a quattro organizzazioni religiose che coprono cinque personaggi che hanno avuto un ruolo chiave nella costruzione dell'acquisto di Antonveneta". Gli inquirenti ipotizzano una mega tangente di circa 2 miliardi pagata da MPS ad una banca londinese, poi ritornata in Italia attraverso lo scudo fiscale dopo aver transitato per il Brasile. Una parte poi sarebbe transitata proprio dallo IOR, come ai tempi della maxi-tangente Enimont di Raul Gardini. ( leggi più info ) Per ora il Vaticano ha seccamente smentito coinvolgimenti con dirigenti MPS, ma Gotti Tedeschi è comunque già stato interrogato in merito dai pm e probabilmente a breve verranno svelati nuovi aspetti della vicenda giudiziaria.

Benedetto XVI, soffocato da così tanti e tali scandali, cerca comunque di portare avanti una "azione purificatrice" che porta alle dimissioni ben 77 vescovi in sei anni. La "pulizia silenziosa" riguarda sacerdoti colpevoli di abusi sessuali, una minoranza per malattia e un discreto numero per cattiva amministrazione economica o difficoltà dottrinali. Ovviamente il repulisti ha finito per acuire maggiormente le tensioni all'interno della Chiesa e, per non peggiorarle ulteriormente, Benedetto XVI ha preferito non scardinare le alte cariche ecclesiastiche, ma ha assegnato comunque a cardinali e vescovi stranieri incarichi importanti. Ultimo fra questi Rafael García de la Serrana Villalobos posto il 26 gennaio 2013 a capo della Direzione dei Servizi Tecnici del Governatorato Vaticano, una delle strutture più colpite dallo scandalo della corruzione. Con questo atteggiamento il pontefice tende a giustificare la tesi che imputa le sue dimissioni ad un estremo tentativo di rinnovamento nella Chiesa, a coronamento di un percorso di purificazione che evidentemente non potrebbe proseguire oltre se non con la sfiducia dei più stretti collaboratori. Cosa che probabilmente il pontefice auspica possa riuscire al suo successore e, per quanto sia certificato il fatto che il papa non possa influenzare il conclave, tanto meno parteciparvi, si può immaginare che abbia cercato comunque di spingere le forze in gioco in una certa direzione o almeno avrà scelto il momento che lui considerava più propizio e opportuno a questo (dato che a quanto pare meditava già da parecchio tempo queste dimissioni). Significativa la prima omelia di Benedetto XVI dopo le dimissioni, incentrata proprio sull'unità della Chiesa, in cui ha detto che <Il vero discepolo non serve se stesso o il "pubblico", ma il suo Signore> e che le <divisioni deturpano il volto della Chiesa, basta rivalità>, invitando alla riflessione su come <il volto della Chiesa venga a volte deturpato da colpe contro l'unità della Chiesa e divisioni del corpo ecclesiale>.


IL SEGRETARIO DI STATO VATICANO "L' INSOSTITUIBILE" Tarciso Bertone

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Secondo diversi vaticanisti ci sarebbe un altro personaggio che avrebbe attuato una sua personale epurazione e questo sarebbe ancora Tarcisio Bertone che, divenuto sottosegretario nel 2006, ha smantellato la vecchia struttura di papa Wojtyla, assegnando per esempio Crescenzio Sepe e Renato Boccardo incarichi lontani da Roma. Altro aspetto da tenere in considerazione è il contemporaneo aumento di potere e influenza dello stesso Bertone all'interno del Vaticano e anche al di fuori. Ha forti legami con il mondo politico, soprattutto con Gianni Letta e Berlusconi, ma anche coi "tecnici" Renato Balduzzi, Francesco Profumo e Mario Monti. Da notare anche l'accesissimo antagonismo tra Bertone e Scola, proprio colui che era stato incriminato del presunto complotto contro il papa. Il papa è stato costretto a rinnovare la propria fiducia a Bertone per ben tre volte sull'Osservatore Romano, caso unico, e se l'ha fatto è perchè la tensione interna era molto forte. Bertone, per quanto ufficialmente riconosciuto come storico e fedele braccio destro del papa, è accusato al contrario, di essere responsabile di buona parte degli errori diplomatici e di gestione della Chiesa che hanno reso il Papa un bersaglio facile agli attacchi sia interni che esterni. Ma Bertone non si è limitato a mettere nei guai solo il papa, per esempio l'Ordine dei Salesiani (da cui deriva) è a rischio fallimento per colpa sua o meglio, secondo quanto da lui scritto ai giudici, poichè è stato "raggirato" da persone che avrebbero "abusato della sua ingenuità".

Arriviamo quindi a citare il secondo paragrafo del fantomatico documento "Mordkomplott" che è intitolato proprio al Segretario di Stato Tarcisio Bertone e da cui è tratta la seguente frase: "il rapporto fra Papa Benedetto XVI e il suo Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone sarebbe molto conflittuale. In un’atmosfera di confidenzialità il Cardinale Romeo ha riferito che Papa Benedetto XVI odierebbe letteralmente Tarcisio Bertone e lo sostituirebbe molto volentieri con un altro Cardinale. Romeo ha aggiunto però, che non esisterebbe un altro candidato adatto a ricoprire questa posizione e che per questo il Segretario di Stato Cardinale Tarcisio Bertone continuerebbe a svolgere il suo incarico". In definitiva se prendessimo come vero il suddetto documento, l'"insostituibile" Bertone ne uscirebbe come una vittima del papa e il suo acerrimo nemico Scola sarebbe un complottista, se invece la prendessimo come una montatura i ruoli si invertirebbero completamente e la storia sembrerebbe curiosamente ancora più simile a quella di Celestino V e Bonifacio VIII.

Chi sarà quindi il futuro papa?

Qualcuno che ha lavorato per costringere Benedetto XVI alle dimissioni o un outsider che possa ristabilire nuovi equilibri? Non dovremo aspettare molto per saperlo, ma per gli amanti dell'arte divinatoria c'è già una risposta a questo quesito e sarebbe scritta nella famosa profezia di San Malachia di Armagh (1094-1148). Questa profezia indicherebbe il prossimo come l'ultimo papa della Chiesa di Roma e la sua descrizione sarebbe racchiusa in queste due parole: Petrus Romanus. Se per puro diletto volessimo prendere in considerazione la lista dei papabili per cercarne uno rispondente a questa sibillina descrizione, potremmo considerare per esempio il ganese "Peter" Kodwo Appiah Turkson, il brasiliano Odilo "Pedro" Scherer o il francese Jean-Louis "Pierre" Tauran, ma una strana coincidenza vuole che, ancora una volta, non si possa escludere un certo Tarcisio "Pietro" Evasio Bertone di "Romano" Canavese.

"In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen."






Aggiornamenti:


Balestrero lascia la Segreteria di Stato

 
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Webster Tarpley: la CIA ha fatto cadere governo Berlusconi tramite Napolitano

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In un lungo e probabilmente storico articolo su Press TV il docente universitario, giornalista e scrittore americano Webster Griffin Tarpley rivela i retroscena della politica italiana degli ultimi anni è spiega come ancora una volta, la CIA e gli Stati Uniti si siano intromessi nella vita politica italiana per dare vita al governo di Mario Monti attraverso una loro vecchia conoscenza, Giorgio Napolitano.
Ecco alcune parti salienti dell’articolo di Tarpley.
“I prossimi domenica e lunedì, gli italiani andranno alle urne per scegliere il nuovo parlamento e quindi il nuovo primo ministro, gettando pure le basi per l’elezione, poco dopo, di un nuovo presidente della Repubblica”.
Molte indicazioni spiegano che probabilmente la compagine più numerosa al prossimo Parlamento con solo un terzo dei voti sarà quella della coalizione del Bene Comune, composta dal Partito Democratico, il movimento di Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola, che include anche filo-comunisti e forze minori. Questa coalizione è guidata da Pierluigi Bersani, un burocratico senza colori. Ironia della sorte, nonostante la retorica di sinistra, la coalizione del Bene Comune mira a proseguire le politiche di austerità che stanno attualmente facendo a pezzi l’Italia.
Al secondo posto con il 30% delle preferenze ci dovrebbe essere la coalizione di centro-destra formatasi intorno al Popolo delle Libertà, il partito dell’intramontabile ex premier, Silvio Berlusconi, alleato della Lega Nord di Umberto Bossi, un gruppo xenofobo che cavalca sentimenti estremisti del Nord Italia contro il Mezzogiorno. Un altro leader importante è Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia e delle Finanze. Berlusconi, un businessman di successo e tre volte premier, è stato recentemente al potere dal 2008 al 2011. Il crollo di Berlusconi è stato preparato attraverso tutta una serie di luride rivelazioni approposito della sua vita personale, incluso un attacco di Wikileaks dietro al quale si pensa si nascondesse la CIA. Il secondo posto di Berlusconi è molto significativo e gli ultimi sondaggi lo mostrano in veloce crescita ed in avvicinamento a Bersani.
Il terzo posto con circa il 20% delle preferenze dovrebbe andare al Movimento 5 Stelle, che ha come personaggio dominante l’ex comico genovese Beppe Grillo, un grande comunicatore. Il M5S è anti-politico, anti-euro, anti-infrastrutture, anti-tasse ed anti-media mainstream. Grillo propone un reddito minimo garantito per tutti gli italiani, 30 ore di lavoro alla settimana, una drastisca riduzione del consumi e della produzione e connessione gratuita Wi-Fi per tutti. Ma senza una moderna produzione industriale, come saranno offerti questi vantaggi?
Grillo vuole poi fermare i progetti infrastrutturali come il TAV o il Ponte sullo Stretto, progetti dai quali dipende il futuro economico dell’Italia secondo alcuni esperti. Grillo si distingue per politiche più o meno bizzarre e potrebbe portare con se volti mai visti nella politica e potrebbe essere lo strumento per una rivoluzione colorata, stile Ucraina o Georgia, anche in Italia.
Al quarto posto con il 10% o meno ci dovrebbe essere il premier uscente, Mario Monti, che ha guidato un regime di austerità brutale dal suo arrivo nel 2011 quando salì al potere con un colpo di Stato sponsorizzato dall’FMI e dalla BCE, eseguito dal presidente italiano Giorgio Napolitano con l’aiuto di Mario Draghi alla BCE.
Sia Monti che Draghi sono ex impiegati della Goldman Sachs, la tanto odiata banca degli zombie. Monti, appena giunto al potere, venne accolto come un salvatore ed aveva il 70% delle preferenze; i suoi consensi oggi sarebbero sul 30%. Come Gorbaciov, è molto impopolare in casa ma rimane il “prediletto” dei leaders stranieri. Il Financial Times di Londra però è critico nei suoi confronti, accusandolo di avere avviato il suo regime di austerità quando l’Italia era già in recessione.
Ci sono in corsa anche la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia, coalizione formata dai verdi e da Di Pietro, il protagonista di Mani pulite che colpì tanti politici ma non fece quasi niente per fermare la maggiore corruzione all’interno della Banca d’Italia e delle grandi banche.
Un altra lista minore è Fare per Fermare il Declino di Oscar Giannino, sostenuta da un gruppo di docenti che hanno studiato negli Stati Uniti che se ne intendono di economia d’austerità neo-liberale. Si pensava che questa lista potesse togliere voti a Berlusconi ma probabilmente non più dopo lo scandalo legato ai falsi titoli universitari di Giannino”.
In un altra parte del suo articolo Tarpley ricorda come la comunità bancaria italiana, a partire da Mediobanca ed altri, incrocia le dita per una vittoria di Monti e Bersani. Bersani, spiega Tarpley, ha persino inviato il suo piano alle grandi banche promettendo sostegno e promettendo di soffocare le proteste ed il movimento sindacale e di imporre leggi di austerità. Bersani dimentica che le politiche affini del cancelliere Heinrich Bruning, nella Germania pre-nazista, portò all’ascesa del nazionalsocialismo.
Nella parte dell’articolo che forse è più interessante Tarpley scrive:
“Durante i primi anni dell’amministrazione Obama, il primo obbiettivo della comunità d’intelligence Usa è stata la distruzione del governo Berlusconi per motivi geopolitici. Per via delle vicine relazioni personali di Berlusconi con Putin, Berlusconi aveva assicurato all’Italia un ruolo importante nella costruzione del gasdotto Nordstream, e persino un maggiore ruolo nel SouthStream, entrambi progetti che Washington voleva sabotare.
Berlusconi era in buone relazioni anche con il bielorusso Lukashenko, molto odiato dagli Usa.
Il Dipartimento di Stato Usa voleva mettere contro la Russia di Putin l’Unione Europea, ma i burocratici pro-Usa a Bruxelles riferivano che l’Italia è divenuta l’avvocato difensore di Mosca. Lucia Annunziata sul quotidiano La Stampa del 25 Maggio 2009 scrisse in un articolo “L’ombra del Complotto” che le buone relazioni tra Berlusconi e Putin stavano danneggiando le relazioni Stati Uniti-Italia. Il London Economist scrisse al tempo che dall’Agosto 2008, tempo della guerra di Georgia, l’Italia era uno dei paesi europei che si era avvicinato alla Russia più di quanto Washington volesse. Almeno dal 2010, quindi, le agenzie di intelligence Usa erano completamente mobilitate per spodestare Berlusconi.
La campagna del Dipartimento di Stato per rovesciare Berlusconi, 2008-2011
Una parte di questi sforzi inclusero Gianfranco Fini, ex neo-fascista che Berlusconi aveva reso presidente della Camera dei Deputati nel 2008. Nel Luglio 2010, dopo una divergenza, Fini venne espulso dal partito di Berlusconi e si portò con se 34 deputati e 10 senatori che indebolì il governo Berlusconi ma non lo fece crollare. In seguite si seppe che l’azione di Fini era coordinata in maniera ravvicinata con l’ambasciata Usa a Roma.
Durante il 2009, David Thorne divenne l’ambasciatore Usa in Italia. Thorne era all’Università di Yale compagno di stanza di John Kerry, attuale Segretario di Stato. Thorne, come Kerry ed i Bush è un membro della famigerata società segreta del Teschio e delle Ossa. Throne al suo primo incontro da ambasciatore in Italia vide Fini e non Berlusconi. Fini è secondo alcuni documenti anche un vicino amico di Nancy Pelosi.
Fini, oggi, è un membro della coalizione di Monti. Ma nonostante il sostegno Usa, Fini potrebbe essere vicino alla fine. Il teatro dove ha organizzato un comizio ad Agrigento, in Sicilia, si è riempito solo di qualche decina di persone.
Con il fallimento dell’operazione Fini, la Cia inizia ad esporre i festini di Berlusconi ad Arcore, vicino Milano, dando vita ad una propaganda di dimensioni mondiali. Nel 2009 Berlusconi viene seriamente ferito al volto dinanzi al Duomo di Milano. I giudici italiani, in buona parte motivati politicamente, perseguitano Berlusconi. I documenti di WikiLeaks del Dicembre 2010 confermano l’acerrima ostilità del Dipartimento di Stato Usa contro Berlusconi.
Giorgio Napolitano, il comunista preferito da Kissinger.
Il colpo di Stato che alla fine spodesta Berlusconi nel 2011 viene gestito da Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica italiano e quindi Capo dello Stato. La presidenza italiana è quasi sempre stata una carica di carattere formale, ma che assume potere significante quando cadono i governi, cosa che non è rara in Italia. Napolitano ha reso ancor più vasti questi poteri.
Per gran parte della sua vita Napolitano è stato un membro attivo del Pci. È stato rivelato recentemente che tra il 1977 ed il 1981, Napolitano ebbe incontri segreti con l’ambasciatore Usa a Roma ai tempi di Carter, Richard Gardner. Questi incontri sono divenuti di dominio pubblico solo nel 2005, con la pubblicazione delle memorie di Gardner, nel libro “Mission Italy”. Ciò rende chiaro che Napolitano fu in contatto con l’ambasciata Usa in Italia durante il rapimento e l’assassinio di Aldo Moro, una operazione in cui le agenzie di intelligence Usa ebbero un ruolo importante.
Henry Kissinger ha chiamato Napolitano “il mio comunista preferito”. Business Week lo indica come uomo di riferimento in Italia per il New York Council on Foreign Relations. Il sostegno di Putin a Berlusconi, ha però fatto aspettare due anni alla CIA prima di riuscire a farlo cadere”.
Nel resto dell’articolo Tarpley scrive questioni relativamente note su Monti, sul fatto che è un uomo di Bilderberg, di Goldman Sachs e della Trilaterale.
Tarpley spiega in maniera significativa che il Colpo di Stato “moderno” di Napolitano e Monti è avvenuto con lo spread e non con i carri armati.
 

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