Daee
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L'ACCENTO SVEDESE
Studio condotto in Svezia su dati epidemiologici da oltre nove milioni di persone (e dunque gli studi epidemiologici valgono quel che valgono, ma insomma...) che conclude per un incremento del rischio di pancreatite dopo vaccini covid.
Nelle parole degli autori: "In questo studio nazionale su oltre 9 milioni di persone di età pari o superiore a 12 anni, senza precedenti patologie pancreatiche, patologie correlate ai calcoli biliari, patologie correlate all'alcol e disturbi da abuso, non è stato riscontrato un aumento complessivo del rischio di pancreatite acuta con programmi vaccinali che includevano solo vaccini a mRNA o solo il vaccino vettoriale. Tuttavia, non si può escludere un leggero aumento del rischio per le prime due dosi di un vaccino a mRNA in alcuni gruppi di pazienti. I soggetti vaccinati con due dosi di vaccino a mRNA dopo una singola dose di vaccino a vettore virale sembravano avere un rischio aumentato di pancreatite acuta, ma la dimensione della popolazione interessata era ridotta. Non si può escludere che questi risultati possano essere dovuti a fattori correlati all'implementazione del programma vaccinale non sufficientemente controllati nell'analisi o a bias di selezione. Sono giustificati studi sulle vaccinazioni contro il SARS-CoV-2 in popolazioni più ampie."
Insomma, (i) gli RNA hanno sempre il loro perché, (ii) il cocktail vaccinale di buona memoria pian piano si rivela una bella pensata e (iii) se si tratta di vaccini comunque, prima vedi di scartare qualsiasi concausa (che se fosse presente sarebbe causa primaria e scagionante) e poi, se ancora trovi qualcosa, il punto è ristudiare lo stesso argomento in popolazioni più ampie. E su quest'ultimo punto non si può non ricordare che su temi differenti, tipo i disturbi del neurosviluppo, per certa gente gli studi disponibili sono invece più che sufficienti e "non è etico" pensare di farne altri. Mah...
Studio condotto in Svezia su dati epidemiologici da oltre nove milioni di persone (e dunque gli studi epidemiologici valgono quel che valgono, ma insomma...) che conclude per un incremento del rischio di pancreatite dopo vaccini covid.
Nelle parole degli autori: "In questo studio nazionale su oltre 9 milioni di persone di età pari o superiore a 12 anni, senza precedenti patologie pancreatiche, patologie correlate ai calcoli biliari, patologie correlate all'alcol e disturbi da abuso, non è stato riscontrato un aumento complessivo del rischio di pancreatite acuta con programmi vaccinali che includevano solo vaccini a mRNA o solo il vaccino vettoriale. Tuttavia, non si può escludere un leggero aumento del rischio per le prime due dosi di un vaccino a mRNA in alcuni gruppi di pazienti. I soggetti vaccinati con due dosi di vaccino a mRNA dopo una singola dose di vaccino a vettore virale sembravano avere un rischio aumentato di pancreatite acuta, ma la dimensione della popolazione interessata era ridotta. Non si può escludere che questi risultati possano essere dovuti a fattori correlati all'implementazione del programma vaccinale non sufficientemente controllati nell'analisi o a bias di selezione. Sono giustificati studi sulle vaccinazioni contro il SARS-CoV-2 in popolazioni più ampie."
Insomma, (i) gli RNA hanno sempre il loro perché, (ii) il cocktail vaccinale di buona memoria pian piano si rivela una bella pensata e (iii) se si tratta di vaccini comunque, prima vedi di scartare qualsiasi concausa (che se fosse presente sarebbe causa primaria e scagionante) e poi, se ancora trovi qualcosa, il punto è ristudiare lo stesso argomento in popolazioni più ampie. E su quest'ultimo punto non si può non ricordare che su temi differenti, tipo i disturbi del neurosviluppo, per certa gente gli studi disponibili sono invece più che sufficienti e "non è etico" pensare di farne altri. Mah...