Warrant aedes

Swichveloce

Banned
ha detto FABBRO

Il warrant AEDES basandosi su quello che sta battendo l'azione, è ora correttamente prezzato . Allo inizio costava poco cioè il mercato pagava troppo bassa volatilità azionaria , poi ad un certo punto siamo giunti al contrario anche se non con l'eccesso della prima fase . Ora ,sempre secondo me, il warrant invece vale il giusto ----sempre in relazione al valore corrente dell'azione --- e quindi siamo nelle mani dell'azione , cioè se prima anche con azione stabile il warrant doveva salire perchè sottoprezzato ,oggi se l'azione non sale il warrant dovrebbe rimanere a questi prezzi. Esiste per i warrant il decadimento temporale , cioè avvicinandosi alla scadenza di esercizio il warrant deve tendere a 0 ,ma cinque anni sono tanti e diverso il fatto se scadesse ad esempio tra due.
 
IL CASO

Area Innse, braccio di ferro col Comune
A rischio lo sbarco di Camozzi


Trattative a oltranza in prefettura. Ancora nessuna decisione sui macchinari contestati


MILANO - Innse: in bilico l’accordo che garantisce la salvezza dell’azien­da. Il vero finale di partita si gio­cherà nei prossimi giorni. A co­minciare da mercoledì, giornata in cui al consiglio di ammini­strazione di Aedes — società proprietaria dell’area — sarà chiesto di ratificare l’intesa fir­mata dai vertici dell’immobilia­re. E poi il 15 di settembre, ter­mine entro cui dove concluder­si l’ultimo strascico di trattati­va sulle venti macchine presen­ti in via Rubattino. «Ribadiamo gli impegni pre­si l’11 agosto — dicono intanto alla Camozzi di Brescia, l’azien­da pronta a rilevare la Innse —. Speriamo che anche gli altri fac­ciano la stessa cosa. Certo non siamo disponibili a giochi al rialzo. E ci aspettiamo che il Co­mune di Milano inizi una verifi­ca in sede tecnica sulla parte im­mobiliare della partita».
Primo nodo: l’area. Nell’ac­cordo firmato in agosto Aedes cede a Camozzi 45 mila metri quadrati a ridosso della tangen­ziale per un «compenso simbo­lico». La vendita è però condi­zionata al fatto che il Comune di Milano consenta nella restan­te parte dell’area controllata da Aedes trasformazioni urbanisti­che «tali da garantire la conser­vazione dei valori economici e patrimoniali». Come dire: Ae­des è pronta a cedere a compen­so simbolico un’area iscritta a bilancio per 100 milioni di eu­ro, ma poi vuole essere messa in condizione di far tornare i conti recuperando valore da qualche altra parte. Tutto ciò potrebbe avvenire, per esempio, con una modifica del piano di riqualificazione ur­bana dell’area Rubattino.
L’as­sessore all’urbanistica del Co­mune di Milano, Carlo Massero­li, chiarisce subito che «non si paga con volumetrie (aggiunti­ve per Aedes, ndr;) la sostenibi­lità industriale di un business». E se Aedes ha l’esigenza di far tornare i conti, la necessità di palazzo Marino è «garantire agli abitanti del quartiere i ser­vizi promessi». In ogni caso gli attori del Pru si incontreranno entro la fine di settembre. Altra questione è quella dei macchinari contesi. Sette erano già stati ceduti dalla Innse a due aziende, la Nuova Lombar­met di Milano e la Mpc di Vicen­za. L’accordo prevede che tutto resti alla Innse di Camozzi (ec­cetto un tornio soltanto). E che le due aziende firmino entro il 15 settembre una rinuncia in cambio della restituzione dei compensi già versati.
Qui si complicano le cose. La rappre­sentanza legale di Mpc ieri è sta­ta sentita in prefettura. L’azien­da non chiede soltanto i 200 mi­la euro di caparra ma anche un risarcimento danni. Si parla di tre milioni di euro. Oggi in cor­so Monforte sarà sentita la Nuo­va Lombarmet. Intanto in via Rubattino i 49 della Innse guardano il cielo rabbuiarsi sulle loro teste. Tan­topiù che alcuni sostenitori del­la vertenza hanno ricevuto mul­te da 2.500 a diecimila euro per il blocco della tangenziale del 2 agosto. «Non vogliamo nemme­no pensare che l’accordo con Camozzi possa essere rimesso in discussione — si schermisce Roberto Giudici, funzionario della Fiom che ha condiviso i lunghi giorni sulla gru con gli operai dell’Innse —. Sarebbe una grave sconfitta per tutti».
Rita Querzé
08 settembre 2009
 

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