treno
trenotrading.blogspot.it
.... parlando di massa monetaria recentemente ha messo in risalto che da dicembre la stessa stà rientrando velocemente .
si ma quella comunicata dalla BCE zona euro.
Repubblica.it | Finanza
per il resto metto un articolo del 2006 fatto da una persona perbene , vale la bene di leggere anche postdatato.
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Educazione Finanziaria - Lettera Settimanale
Edizione #72 del 17 Marzo 2006
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In questo messaggio:Educazione Finanziaria - Lettera Settimanale
Edizione #72 del 17 Marzo 2006
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[*]Un dato non più pubblicato
[*]E' l'inflazione un vero problema?
[*]Il futuro del sistema monetario e cosa comporta per i nostri investimenti.
#72 - Un dato non più pubblicato.
Caro investitore,
chi segue maggiormente i mercati finanziari sa che tra breve la Federal Riserve smetterà di pubblicare i dati relativi all'aggregato monetario M3. Tale aggregato è composto dal circolante, fondi di mercato monetario, depositi a breve termini e depositi monetari degli operatori istituzionali e depositi del paese all'estero. Esso è da sempre stato particolarmente importante in quanto punto di riferimento per valutare la politica monetaria americana e, di conseguenza, per comprendere il ciclo mondiale.
Perché questo dato non sarà più pubblicato non ci è dato saperlo, comunque è evidente che l'inflazione (reale) sta diventando un chiaro problema.
L'aggregato M3 è cresciuto ad un ritmo a doppia cifra durante gli anni '70, si è poi contratto durante gli '80 per riprendere a crescere durante l'amministrazione Clinton (e le presidenza di Greenspan). Dal 2000, il tasso di crescita si è prima ridotto durante il crollo dei mercati azionari, per poi crescere in maniera robusta negli ultimi due anni.
Da questa cronologia sono evidenti alcune cose: quando l'M3 si espande i tassi scendono e gli assets reali crescono (anni '70 e post-2000). Gli anni '90 hanno visto gli assets reali ristagnare nonostante l'espansione monetaria, a causa della dissoluzione del blocco sovietico, di una certa "distensione" e la conseguente crescita della produzione globale (anche di energia e materie prime).
Le azioni generalmente traggono vantaggio da una politica "accomodante" e reagiscono negativamente quando è atteso un cambio di rotta (fine anni '70 e fine degli anni '90).
E il futuro?
Se la FED volesse restringere l'offerta di moneta per "combattere" il rischio inflazione non avrebbe motivo di "occultare" il dato M3. Una possibile spiegazione del contrario è che nonostante una politica restrittiva "di facciata" realizzata tramite l'aumento dei tassi a breve essa continuerà ad accrescere a ritmo sostenuto l'aggregato M3. Questo provocherebbe l'aggravarsi del rischio inflazione.
La FED può permettersi una stagnazione del mercato azionario (generato dall'aumento dei tassi a breve) e persino una recessione che la curva invertita genererà con buona probabilità, ma non può permettersi la perdita di fiducia nel dollaro che un progressivo aumento noto a tutti della massa monetaria può provocare. L'obiettivo è piuttosto quello di evitare la deflazione e la "soft-depression" stile Giappone, che potrebbe innescarsi nel caso una vera contrazione monetaria dovesse aver luogo (cosa che comunque non avverrà).
L'aumento dei tassi a breve mantiene buona la fiducia nella valuta americana e nella capacità degli USA di fronteggiare l'inflazione, mentre l'aumento dell'M3 scongiurerà la deflazione. Da un lato la FED deciderà quanta moneta "stampare" (molta per evitare la deflazione) e cercherà anche di fissare la qualità di questa moneta (buon potere d'acquisto, per evitare la sfiducia nella propria moneta).
Cosa significa?
Quello che ogni banca centrale non vuole ammettere è che può decidere o la quantità dell'offerta di moneta o la sua qualità. Non c'è modo di evitare questo perché ciò deriva dalla legge "fisica" della domanda e dell'offerta.
Le persone presentano in ogni momento una certa domanda di moneta.
Più l'offerta cresce e più la "qualità" della moneta si riduce. In una prima fase l'eccesso di offerta potrà essere riversata in bond e azioni.
Ma ad un certo punto "l'uomo della strada" avrà percezione che la carta che ha in mano, anche se è aumentata di quantità, può comprare sempre meno cose e vorrà liberarsi il prima possibile della moneta scambiandola con beni e servizi prima che essi aumentino eccessivamente di prezzo. Questo finché il sistema non avrà perso completamente fiducia nella moneta di carta.
Investimenti
Innanzitutto una premessa: al contrario di molti pessimisti, non credo che si arriverà mai alla "sfiducia" nel sistema monetario basato sulla "carta", almeno no nei prossimi 10 anni (salvo guerre o shock particolari ed imprevedibili). Nell'eventualità, il sistema correggerà.
Comunque, sapendo questo, possiamo dire che in una prima fase il progressivo aumento della massa monetaria continuerà a far apprezzare energia, materie prime ed assets reali.
Persino l'immobiliare, evidentemente sopravvalutato, andrà incontro ad una fase stazionaria o di leggera discesa, non ad un crollo totale che la bolla degli scorsi anni giustificherebbe.
In questa prima fase, anche le azioni potrebbero continuare a far bene e, comunque, difficilmente si verificheranno crolli.
Quando la qualità della valuta americana scenderà eccessivamente, probabilmente inizierà una progressiva contrazione della massa monetaria. Se ci sarà una recessione questa contrazione sarà più forte, a causa dei fallimenti bancari e industriali. Le azioni scenderanno, le obbligazioni probabilmente seguiranno, gli assets reali raggiungeranno il picco (per via della ricerca di investimenti rifugio in fase di incertezza) e poi inizierà il declino.
A quel punto, "cash will be king". Fino ad allora, oro, argento, petrolio, materie prime, energia are kings………..
Il tuo educatore.
Roberto

