Alla cortese attenzione di Tashtego

Molto più breve la visita in Vaticano, dove papa Francesco ha accolto la sovrana nello studio privato con un grande sorriso e un «welcome», unica parola pronunciata in inglese, prima di farsi tradurre tutto dall'interprete. Lo scambio dei doni è stato alquanto elaborato. Elisabetta, al primo incontro con il successore di Pietro, gli ha regalato un grande cesto di vimini pieno di leccornie biologiche, tutte provenienti dalle tenute reali.
REGINA ELISABETTA GUARDIE SVIZZERE «We brought you something from all our estates», ha detto Elisabetta. Ma il Duca di Edinburgo, più che mai espansivo, ha voluto entrare nel dettaglio. E davanti a Francesco, sorpreso e divertito allo stesso tempo, ha tirato fuori alcuni prodotti, spiegandone l'origine: «Questo è whisky da Balmoral, in Scozia. Questo è il miele che facciamo nei giardini di Buckingham Palace. E questo è succo di mela prodotto a Sandringham».
C'erano anche cervo affumicato e uova da Windsor, confetture, gelatine, mostarde e sidro sempre da Sandringham, tè da Fortnum & Mason, shortbread scozzesi ancora da Balmoral. Una cornucopia, che la regina ha voluto precisare «it's for you personally», è personalmente per lei. Quasi a voler dire al Papa, forse conoscendone le sobrie abitudini: la gusti lei, non la dia in elemosina. Sull'altro dono, una foto di lei e del Duca di Edinburgo firmata e in cornice d'argento, tradizione dei reali inglesi, la regina ha ironizzato: «Ho paura di doverle dare anche questo, è inevitabile»
 
La luce del mattino aiuterebbe contro l’obesità: a rivelarlo è uno studio condotto dagli studiosi della Feinbergh School of Medicine della Northwestern University, che hanno evidenziato un legame tra l’esposizione alla luce naturale delle prime ore del giorno ed un peso corporeo ideale.
Tra i 54 individui analizzati (26 uomini e 28 donne), infatti, è stato notato che coloro che stanno regolarmente all’aria aperta nelle ore mattutine comprese tra le 8 e le 12 hanno un indice di massa corporea, il BMI, che misura il rapporto tra peso, altezza e grassi, inferiore rispetto a coloro che vanno fuori abitualmente nel pomeriggio.
“Per ogni ora pomeridiana che si aggiunge da mezzogiorno in poi in termini di esposizione alla luce del giorno, si osserva un aumento di 1,22 unità di BMI – spiega Phyllis Zee, professore di neurologia e autore della ricerca – il che si traduce in un aumento del peso tra i 2,5 ed i 5 chilogrammi per una persona alta 1,73 metri”.
Secondo il rapporto pubblicato su PLOSOne, la luce mattutina più scintillante armonizza i ritmi circadiani, regola l’equilibrio energetico e ha effetti positivi sugli ormoni come quello della melatonina, sollecitando un miglior equilibrio veglia-sonno, che ha effetti sull’obesità.
“Il messaggio – conclude Zee – è: se volete dimagrire uscite alle 8 del mattino”.
 
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La tempistica è decisiva, per quanto riguarda Crozza e il suo show del venerdì sera. Antonio Razzi per esempio ha imparato che se vuole essere citato, imitato e riprodotto in lungo e in largo in trasmissione deve iniziare a sparare vaccate già il lunedì, per dare tempo agli autori di prepararsi, come ha fatto questa settimana con la faccenda delle assistenti sessuali etc.
 
Gaffe di Matteo Renzi sull‘Eni. Ieri sera il premier era ospite a Otto e mezzo, su La7. Si parlava di nomine ai vertici delle aziende pubbliche e, in particolare, dei requisiti di onorabilità che il ministro dell’Economia, Padoan, vuole imporre ai loro amministratori. Tentando di dribblare una domanda di Lilli Gruber sulla possibilità che Paolo Scaroni, ad del gruppo energetico, sia riconfermato nonostante la recente condanna in primo grado, il premier si è però fatto scappare una rivelazione ben più compromettente: ha rivelato, in pratica, che il gruppo energetico ha stretti legami con gli uomini dei servizi. Questa, testualmente, la frase incriminata: “L’Eni è oggi un pezzo fondamentale della nostra politica energetica, della nostra politica estera, della nostra politica di intelligence. Cosa vuol dire intelligence? I servizi, i servizi segreti“.
Apriti cielo: Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, ora grida allo scandalo e parla di “gaffe inqualificabile e pericolosa“. Che cosa c’è sotto è presto detto: a livello ufficioso è noto che le sedi estere del Cane a sei zampe spesso ospitano anche le nostre “barbe finte”, più o meno mascherate da dipendenti. Un segreto di Pulcinella, forse, ma custodirlo è buona norma e dichiararlo in prima serata non è certo consigliabile. In primo luogo per la sicurezza stessa di chi per l’Eni lavora, magari in Paesi politicamente turbolenti. Ma anche perché, come ha sottolineato Guido Crosetto, coordinatore di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, l’affermazione “potrebbe essere usata da qualunque concorrente, all’estero, per bloccare contratti o gare”. Per non dire del fatto che potrebbe addirittura configurarsi l’ipotesi di rivelazione di segreto di Stato.
 
All'età di dieci anni Silvana iniziò a svilupparsi manifestando tutti i segnali tipici della pubertà, cambiamenti che non sfuggirono all'attenzione di uno zio, uomo malato, che la molestò sessualmente. Silvana con l'ingenuità e la confusione tipiche della sua età sviluppò un senso di colpa, accusando se stessa e il proprio corpo per queste attenzioni non volute. Iniziò a vergognarsi della propria sessualità e scoprì casualmente che ingrassando quelle malsane attenzioni diminuivano, diventando obesa si sentiva protetta. Ogni volta che iniziava a dimagrire e a ricevere complimenti da parte maschile in lei si scatenava il panico e si ritirava nella comodità del suo travestimento, rimanendo obesa si sentiva al sicuro dagli uomini e libera dall'ansia che le loro attenzioni suscitavano in lei. Un circolo vizioso difficile da spezzare dal momento che la causa scatenante non era stata superata. Mi faccio schifo, sono proprio da buttare, gli uomini mi cercano solo per il sesso, stare in intimità con loro mi disgusta, il grasso mi aiuta a nascondermi: finché le cose stavano così, nessuna dieta le avrebbe giovato. Silvana, non puoi cambiare gli altri ma puoi cambiare le tue reazioni di fronte agli altri. Nel suo caso era necessario rivedere tutti i suoi meccanismi mentali attraverso l'elaborazione del dolore derivante dalla sua sessualità negata. Era necessario che dicesse: gli abusi di cui sono stata vittima non sono colpa mia, essere magri non è peccato.
 
Un ragazzo di 28 anni si è evirato all'alba di domenica 6 aprile nel parco pubblico di via Terreni a Livorno. Non era la prima volta che ci provava. Ma se in almeno un'occasione precedente il tentativo era fallito e i soccorritori erano giunti in tempo per medicare la ferita, stavolta l'esito del gesto è stato raggiunto. Al 118 la chiamata è arrivata quando erano da poco passate le 5.30. Dall'altra parte della cornetta un ragazzo di 28 anni che raccontava di essersi evirato, chiedendo l'aiuto dei sanitari.
Ai sanitari ha raccontato che alla base del suo gesto c'è la sua presunta sieropositività, che lo avrebbe portato a decidere di tagliarsi i genitali. L’uomo, infatti, stando sempre al racconto riportato dai soccorritori, riteneva che il suo apparato riproduttivo fosse "colpevole" della sua presunta malattia.
Stando alle prime ricostruzioni, il 28enne si è recato nel piccolo parco di via Terreni, non lontano dell'ospedale di viale Alfieri. Ha acceso un fuoco, forse per sterilizzare la lama. E a quel punto, ha tirato fuori tutto l'occorrente per tagliarsi i genitali: un coltello, ma anche bende e ghiaccio per tamponare l'emorragia. Dopo l'evirazione, il giovane ha allertato il 118 che ha inviato sul posto un'ambulanza della Misericordia.
Ai sanitari che gli hanno chiesto dove fosse finito il membro amputato, l'uomo ha risposto di averlo gettato via, oltre il muro di un condominio. Nonostante le ricerche, non è stato trovato. Quindi non sarà possibile reimpiantarlo. Il 28enne è stato subito trasportato in pronto soccorso per ricevere le cure del caso. Ai sanitari ha raccontato che alla base del suo gesto c'è la sua presunta sieropositività, che lo avrebbe portato a decidere di tagliarsi i genitali.
 
L'amore carnale. «Eravamo, al liceo, una banda. Quindici-venti ragazzi, solo maschi. Italo Calvino uno di noi. In seconda liceo fummo accompagnati da uno dei ripetenti della nostra classe al bordello. Era così che si conoscevano le donne. D'altra parte la verginità era un totem, le ragazze non si concedevano a rapporti completi prima del matrimonio. Potevi, con loro, andare al cinema, sederti in ultima fila e baciarle. Tutt'al più carezzarle in zone periferiche. Al bordello non rifiutai, ma non mi divertii. Feci il mio dovere. Non ci sono più tornato. Calvino no, uscì urlando».
 
L'uso troppo frequente dei colluttori, soprattutto quelli che contengono alcol, può portare a un maggiore richio di sviluppare un tumore della bocca. Impiegarli più di tre volte al giorno per i risciacqui dopo aver lavato i denti con lo spazzolino, infatti, potrebbe favorire la penetrazione di sostanze cancerogene.
E' quanto emerge da una ricerca della University of Glasgow Dental School, pubblicata sulal rivista Oral Oncology. Esaminando 1962 pazienti che avevano un tumore della bocca e 1993 persone sane in 13 centri di nove diversi paesi, gli studiosi sono arrivati alla conclusione che non sarebbe consigliabile utilizzare di routine il colluttorio, salvo che in alcuni casi.

«Ci sono situazioni e condizioni nelle quali il dentista può prescriverlo, ad esempio perché il paziente haun basso flusso salivare anche a causa delle medicine che rpende - spiega David Conway che ha svolto la ricerca - ma in generale ciò che è raccomandabile è lavare i denti dopo i apsti principali con un dentifricio al fluoro e riscquarli bene, oltre a fare periodici check up dal dentista». Anche una cattiva igiene orale può portare, infatti, a sviluppare un tumore della bocca, avvertono gli studiosi, e il problema riguarda anche chi ha una dentiera e chi mastica spesso le gomme».
 

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