Fisco, verso un'imposta alla fonte?
La proposta dell'ABES per salvare il segreto bancario
18 lug 2009
BERNA - Alfredo Gysi, presidente dell'Associazione delle banche estere in Svizzera (ABES), vuole salvare il segreto bancario con una imposta alla fonte. In questo modo gli investitori stranieri non potrebbero evadere il fisco attraverso la Svizzera, ma potrebbero salvaguardare la loro sfera privata.
L'imposta alla fonte sarebbe riscossa su tutti i redditi di capitale di clienti bancari stranieri e trasmessa dagli istituti di credito alle autorità fiscali dei vari paesi, ha precisato Gysi in un'intervista pubblicata oggi su «Bund» e «Tages-Anzeiger». Non sarebbero però rivelati i nomi.
Adesso si tratta di passare all'offensiva per impedire lo scambio automatico d'informazioni, ha aggiunto Gysi. Per quanto riguarda l'importo dell'imposta, il presidente dell'ABES e CEO della Banca della Svizzera italiana ritiene che esso vada negoziato bilateralmente con ogni paese, per tener conto delle diverse aliquote. In contropartita dell'imposta alla fonte, i singoli paesi dovrebbero permettere alle banche svizzere l'accesso ai loro mercati.