Grecia, sale la protesta tedesca "Dobbiamo espellerla dall´euro"
Csu in pressing. No del governo: ma basta aiuti se viola i patti Si accende lo scontro politico in vista delle elezioni in Nordreno Westfalia. La stampa accusa: così dovremo aiutare anche Italia e Spagna
Tuoni, allarme rosso, ultimatum e campagne mediatiche made in Germany contro la Grecia. La Csu, cioè l´Unione cristiano-sociale bavarese (partito fratello della Cdu della Cancelliera Angela Merkel) chiede apertamente che Atene esca dall´Unione monetaria europea. Non se ne parla, ribatte in sostanza il governo, per bocca del ministro delle Finanze in persona, il senior leader democristiano Wolfgang Schaeuble. Ma ogni giorno che passa, cresce la paura del centrodestra al potere a Berlino di perdere le vitali elezioni del 9 maggio nel Nordreno-Westfalia, il più popoloso e centrale dei sedici Stati della federazione. E pur di non alienarsi il consenso degli elettori, terrorizzati dall´ipotesi di pagare per i debiti ellenici, molti politici conservatori e moderati parlano senza freni. Col forte rischio di esasperare le tensioni tra Berlino e il resto dell´Unione europea.
«Un´uscita della Grecia dall´unione monetaria europea, a fronte della situazione, non può più essere considerato un tabù», ha detto a Spiegel online Hans-Peter Friedrich, uno dei massimi esponenti della Csu. I problemi della Grecia, sostiene, sono profondi, è necessario andare alle estreme conseguenze. Atene, spiega Friedrich, «non ha solo un problema di liquidità, ma anche un problema strutturale di crescita e di debolezza strutturale». È necessario «riflettere seriamente sull´ipotesi di una sua uscita dall´eurozona, ciò non può essere dichiarato tabù».
Non se ne parla, replica subito Schaeuble, ministro delle Finanze, decano della Cdu, molto più europeista del partito fratello bavarese e potentissimo senior leader nel governo. Io rifiuto, ha detto alla Frankfurter Allgemeine in edicola oggi, l´ipotesi di costringere la Grecia a uscire dalla moneta unica o di imporle diktat sulle sue misure di consolidamento dei conti pubblici. In un´altra intervista, al settimanale di Monaco Focus, Schaeuble ha comunque aggiunto di ritenere che l´Unione europea dovrebbe interrompere gli aiuti alla Grecia, se da parte di Atene ci saranno violazioni, se cioè il governo del premier socialista George Papandreou non riuscirà a centrare gli obiettivi di riduzione di deficit e debito indicati dalla Ue in cambio del suo ampio pacchetto di aiuti.
«L´ipotesi di esclusione di Atene dall´unione monetaria non è realistica e non è praticabile», ha aggiunto una fonte governativa parlando con Repubblica: «Queste sortite della Csu sono cucina interna, dibattito di politica interna con uno sfondo elettorale».
L´irritazione e l´imbarazzo del team di governo della Merkel sono evidenti, e scomodi. La paura di perdere in Nordreno-Westfalia è fortissima, e spinge a fare la voce grossa con Atene per piacere agli elettori.
Le voci per una cacciata della Grecia dall´euro si moltiplicano, nel fronte cristiano-conservatore. Secondo Werner Langen, capogruppo Cdu-Csu all´Europarlamento, «c´è da essere molto scettici se gli aiuti europei siano conformi con la Costituzione tedesca, la vera alternativa seria è che la Grecia esca dall´unione monetaria e torni competitiva con dure riforme di struttura». L´opposizione socialdemocratica (Spd) coglie la palla al balzo e accusa la Merkel di "miserabile gestione" della crisi greca. Ma molti media liberalconservatori o vicini al governo alzano il tiro. Secondo l´autorevole Frankfurter Allgemeine, «se salveremo la Grecia dovremo poi fare lo stesso con Portogallo, Spagna e Italia». Bild, il quotidiano popolare più letto d´Europa, usa i toni più brutali: «Allora è vero, i greci vogliono i nostri soldi!».
Andrea Tarquini
Fonte:
La Repubblica.it - Homepage