Certificati di investimento - Capitolo 10

Uno stralcio dall’articolo criptato di mf che sono riuscito fortunosamente a copiare


La novità andrà quindi a favorire per esempio le società non quotate o addirittura forse lo stesso Fondo Nazionale Strategico Indiretto di Cdp che da giugno 2026 investirà nelle piccole e medie imprese meno liquide scambiate a Piazza Affari.

Di questo importante cambiamento normativo in arrivo ha fatto cenno Carlo Liguori, Responsabile Servizi di Investimento Banca dei Territori e Private di Intesa Sanpaolo davanti alla nutrita platea dell'Assiom Forex, l'Associazione degli Operatori dei Mercati Finanziari, la principale associazione finanziaria italiana che raccoglie le grandi banche.



Il quadro di riferimento è quello della cosiddetta Siu (Saving and Investment Union, l'Unione del Risparmio e degli Investimenti), l'iniziativa generale dell'Ue per connettere i risparmi ai finanziamenti produttivi, all'interno della quale si inserisce la Retail Investment Strategy (Ris), una specifica riforma. La Ris, presentata dalla Commissione Europea nel 2023, mira a migliorare la tutela degli investitori finali e la trasparenza dei mercati finanziari, intervenendo su diverse direttive come la MiFid II e la Idd(Insurance Distribution Directive) per favorire la partecipazione dei cittadini agli investimenti. «Il punto», ha spiegato Liguori, «è collegare le esigenze di risparmio e di investimento per migliorare le modalità con cui il sistema finanziario Ue saprà convogliare l’enorme stock di risparmio privato che in Italia è di circa 4.000 miliardi di euro, la metà dei quali fermi in conti correnti e depositi a basso rendimento, verso gli investimenti produttivi nell’economia reale europea».



Il cosiddetto dossier Ris è presente «nell’agenda dell’attuale Commissione europea», riprende Liguori, «confermato quale componente fondamentale della Siu, presentata a marzo di quest’anno. Nonostante restino ancora alcune incertezze, a due anni e mezzo dalla presentazione della proposta da parte della Commissione Ue (maggio 2023), emergono punti ancora pendenti ma alcuni principi di fondo sembrano essere consolidati». Fra questi, riprende il manager di Intesa Sanpaolo, la classificazione della clientela professionale su richiesta.



«Ai tre requisiti attualmente previsti (il cliente dovrà soddisfare due dei tre) sono stati aggiunti la conoscenza ed esperienza dei mercati finanziari che il cliente può comprovare attraverso unacertificazione che accerti la sua istruzione finanziaria. Inoltre è prevista un'importante riduzione dei criteri di operatività su volumi e frequenza delle operazioni eseguite rispetto alle 40 previste oggi per ciascun anno. Ovvero 15 all’anno per tre anni, oppure 30 per un anno, oppure ancora 10 in un anno su strumenti non quotati oltre alla riduzione, come si è visto, degli asset in gestione del cliente da 500.000 a 250.000 euro», conclude Liguori. (riproduzione riservata)
 
Uno stralcio dall’articolo criptato di mf che sono riuscito fortunosamente a copiare


La novità andrà quindi a favorire per esempio le società non quotate o addirittura forse lo stesso Fondo Nazionale Strategico Indiretto di Cdp che da giugno 2026 investirà nelle piccole e medie imprese meno liquide scambiate a Piazza Affari.

Di questo importante cambiamento normativo in arrivo ha fatto cenno Carlo Liguori, Responsabile Servizi di Investimento Banca dei Territori e Private di Intesa Sanpaolo davanti alla nutrita platea dell'Assiom Forex, l'Associazione degli Operatori dei Mercati Finanziari, la principale associazione finanziaria italiana che raccoglie le grandi banche.



Il quadro di riferimento è quello della cosiddetta Siu (Saving and Investment Union, l'Unione del Risparmio e degli Investimenti), l'iniziativa generale dell'Ue per connettere i risparmi ai finanziamenti produttivi, all'interno della quale si inserisce la Retail Investment Strategy (Ris), una specifica riforma. La Ris, presentata dalla Commissione Europea nel 2023, mira a migliorare la tutela degli investitori finali e la trasparenza dei mercati finanziari, intervenendo su diverse direttive come la MiFid II e la Idd(Insurance Distribution Directive) per favorire la partecipazione dei cittadini agli investimenti. «Il punto», ha spiegato Liguori, «è collegare le esigenze di risparmio e di investimento per migliorare le modalità con cui il sistema finanziario Ue saprà convogliare l’enorme stock di risparmio privato che in Italia è di circa 4.000 miliardi di euro, la metà dei quali fermi in conti correnti e depositi a basso rendimento, verso gli investimenti produttivi nell’economia reale europea».



Il cosiddetto dossier Ris è presente «nell’agenda dell’attuale Commissione europea», riprende Liguori, «confermato quale componente fondamentale della Siu, presentata a marzo di quest’anno. Nonostante restino ancora alcune incertezze, a due anni e mezzo dalla presentazione della proposta da parte della Commissione Ue (maggio 2023), emergono punti ancora pendenti ma alcuni principi di fondo sembrano essere consolidati». Fra questi, riprende il manager di Intesa Sanpaolo, la classificazione della clientela professionale su richiesta.



«Ai tre requisiti attualmente previsti (il cliente dovrà soddisfare due dei tre) sono stati aggiunti la conoscenza ed esperienza dei mercati finanziari che il cliente può comprovare attraverso unacertificazione che accerti la sua istruzione finanziaria. Inoltre è prevista un'importante riduzione dei criteri di operatività su volumi e frequenza delle operazioni eseguite rispetto alle 40 previste oggi per ciascun anno. Ovvero 15 all’anno per tre anni, oppure 30 per un anno, oppure ancora 10 in un anno su strumenti non quotati oltre alla riduzione, come si è visto, degli asset in gestione del cliente da 500.000 a 250.000 euro», conclude Liguori. (riproduzione riservata)

Eh, ma non dice di che importo devono essere le operazioni (che, a quanto so, è a discrezione dell'intermediario)...
 
OT esperienza con fineco: avevo una posizione (a copertura) sul cambio euro/dollaro con CFDFX di 170k. Ieri sera ho eseguito una chiusura parziale a 1,1645 di 70k intorno alle 21:30, essendo in leggero guadagno. Intorno alle 22:30 mi ritrovo la posizione di 100k chiusa, essendo scattato lo stop loss a 1,1604 e al contempo mi ritrovo acceso una posizione short di 50k a 1,1604 (non ricordo di aver immesso questo ordine) in perdita, in quanto il prezzo dopo pochi secondi risulta riallineato ai valori normali di 1,1644 circa. Da una visione dei grafici ho notato che effettivamente ed esclusivamente, solo la quotazione del CFDFX su euro/usd ha raggiunto il prezzo minimo (anomalo) di di 1,16024.
Sapendo che i prezzi del cfd sono fatti dalla banca (mercato otc) con riferimento alle quotazioni ordinarie del cambio con un piccolo differenziale, nella realtà il cambio effettivo sul forex non ha mai raggiunto quel livello, essendo stato sempre superiore, a quell'ora, a 1,1640. Quindi, solo sulla quotazione del cfdfx si è rivelata quella discrasia di valore cosi ampia allo stesso tempo: il cfdfx ha quotato 1,16024 e il cambio forex ha quotato 1,1643.
Io ho chiesto l'annullamento delle operazioni anomale, considerando che il prezzo sul cfdFX lo fanno loro e che la differenza con il prezzo reale del cambio è stata consistente.
L'interlocuzione con operatore telefonico non è stato soddisfacente, avendomi riferito che il prezzo è stato comunque fatto dal cfdfx.
Su mia insistenza mi ha riferito che verificheranno con la sala operativa eventuali anomalie e che mi sarà comunicato il responso.
Avete avuto esperienze simili? Suggerimenti sul da farsi?
 

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Quello che è veramente incredibile è che se uno diventa cliente professionale con una banca ,non vale automaticamente per tutte le altre,devi rifare tutta la trafila,questo vuol dire semplicemente che le banche non si fidano l’una dell’altra,il che appunto è incredibile
 
OT esperienza con fineco: avevo una posizione (a copertura) sul cambio euro/dollaro con CFDFX di 170k. Ieri sera ho eseguito una chiusura parziale a 1,1645 di 70k intorno alle 21:30, essendo in leggero guadagno. Intorno alle 22:30 mi ritrovo la posizione di 100k chiusa, essendo scattato lo stop loss a 1,1604 e al contempo mi ritrovo acceso una posizione short di 50k a 1,1604 (non ricordo di aver immesso questo ordine) in perdita, in quanto il prezzo dopo pochi secondi risulta riallineato ai valori normali di 1,1644 circa. Da una visione dei grafici ho notato che effettivamente ed esclusivamente, solo la quotazione del CFDFX su euro/usd ha raggiunto il prezzo minimo (anomalo) di di 1,16024.
Sapendo che i prezzi del cfd sono fatti dalla banca (mercato otc) con riferimento alle quotazioni ordinarie del cambio con un piccolo differenziale, nella realtà il cambio effettivo sul forex non ha mai raggiunto quel livello, essendo stato sempre superiore, a quell'ora, a 1,1640. Quindi, solo sulla quotazione del cfdfx si è rivelata quella discrasia di valore cosi ampia allo stesso tempo: il cfdfx ha quotato 1,16024 e il cambio forex ha quotato 1,1643.
Io ho chiesto l'annullamento delle operazioni anomale, considerando che il prezzo sul cfdFX lo fanno loro e che la differenza con il prezzo reale del cambio è stata consistente.
L'interlocuzione con operatore telefonico non è stato soddisfacente, avendomi riferito che il prezzo è stato comunque fatto dal cfdfx.
Su mia insistenza mi ha riferito che verificheranno con la sala operativa eventuali anomalie e che mi sarà comunicato il responso.
Avete avuto esperienze simili? Suggerimenti sul da farsi?
per esperienza personale mai affidarsi per coperture ai cfd, mi chiedo perchè non hai utlizzato il future?
 
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