Certificati di investimento - Capitolo 6

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La Borsa specula su TIM che balza dell'1,62% dopo la lettera di Vivendi inviata al Governo per un dialogo sulla rete con prove d'intesa prima dell'offerta di KKR.
Una risposta non è ancora arrivata, ma secondo fonti vicine al MEF, l'esecutivo sarebbe pronto a convocare i francesi nei prossimi giorni.
 
Personalmente ho (storicamente) sempre amato le azioni, sono un neofita del mondo Certificates e ho una esperienza non enorme nelle obbligazioni.
Ma penso, comunque, che da qui a due anni, se tutte le previsioni saranno rispettate, con una inflazione al 2% e i tassi piu' o meno su quei valori, le obbligazioni dovrebbero valere molto di piu' e le nuove emissioni dei Certifcates dare rendimenti quasi dimezzati rispetto agli attuali (come del resto erano quelli emessi fino al 2021-inizio2022).
Di conseguenza, sto per il momento facendo il "pieno" di certificates (a breve scadenza quelli piu' rischiosi, sopra il 10%-12% di rendimento) e a lunga scadenza quelli piu' tranquilli (sotto il 10%).
Man mano che verranno richiamati i certificates spostero' parte del portafoglio su 4 o 5 ETF obbligazionari ben diversificati, e quando tra 2 o 3 anni anche loro raggiungeranno il plateaux si vedra'...
Di certo al momento sto sottopesando molto l'azionario (e mi sono gia' perso tutto il rally 2023, lo so...).

Comunque, mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno su questa strategia.
 
Confesso che non mi hai convinto e guarda che sono nato obbligazionista. Ho l'impressione che i tuoi conti abbiano fatto un po' di lifting. Però ti posso dire per certo che ho marciato coi certificati, da più di un anno, al ritmo del 10% abbondante (netto).
Premesso che con l'andamento avuto non può esserci confronto tra obbligazionario e azionario/certificati, tento di spiegare le onde (mio gergo da semplice autodidatta) che sto "cavalcando" da un po:
16/10/22 71.6 min
07/12 79.34 max
27/12 73 min
18/01 78.81 max
2/3 74 min
20/3 78 max
26/5 75.5 min
27/6 78.5 max
11/7 76 min
19/7 78 max
21/8 77 min
31/8 78 max
20/9 76 min ??

non dico che entri ed esci ogni volta su minimi e massimi, ma se ad una parte (per me circa il 50%) la tieni fissa e con un'altro 50% tradi un po vedi che ci arrivi. Fino ad oggi il limite per vendere è chiaro, intorno i 78, il limite per acquistare chiaramente con il tempo tende obbligatoriamente a salire, ma non è difficilissimo scalpare 1/2 punti percentuali quasi ogni mese.
 
Ultima modifica:
Personalmente ho (storicamente) sempre amato le azioni, sono un neofita del mondo Certificates e ho una esperienza non enorme nelle obbligazioni.
Ma penso, comunque, che da qui a due anni, se tutte le previsioni saranno rispettate, con una inflazione al 2% e i tassi piu' o meno su quei valori, le obbligazioni dovrebbero valere molto di piu' e le nuove emissioni dei Certifcates dare rendimenti quasi dimezzati rispetto agli attuali (come del resto erano quelli emessi fino al 2021-inizio2022).
Di conseguenza, sto per il momento facendo il "pieno" di certificates (a breve scadenza quelli piu' rischiosi, sopra il 10%-12% di rendimento) e a lunga scadenza quelli piu' tranquilli (sotto il 10%).
Man mano che verranno richiamati i certificates spostero' parte del portafoglio su 4 o 5 ETF obbligazionari ben diversificati, e quando tra 2 o 3 anni anche loro raggiungeranno il plateaux si vedra'...
Di certo al momento sto sottopesando molto l'azionario (e mi sono gia' perso tutto il rally 2023, lo so...).

Comunque, mi piacerebbe confrontarmi con qualcuno su questa strategia.
Sui certificati non mi sembra giusto considerare solo quelli che saranno di nuova emissione. Di certificati ce ne sono così tanti che se sei bravo troverai sempre quelli migliori per tutti i gusti (rischio alto/basso) e tutte le stagioni (tassi, volatilità dei mercati), ecc...
Infatti, va considerato che il rendimento non è dato solo dalle cedole, ma anche dal prezzo di acquisto/vendita e mi pare una variabile decisiva, nel bene e nel male per quei prodotti.
Detto questo, per me è sbagliato mettere sullo stesso piano i certificati con le obbligazioni perchè i primi hanno rischi infinitamente maggiori rispetto al mondo obbligazionario, a maggior ragione adesso che le regole di gestione sono molto peggiorate (il rischio liquidità quanto vale??)
 
Io la cosa di cui sono più fiero è l essermi liberato di un AT1 Unicredit 3.875% (200k) all inizio dello scorso anno a 93.5 non oso immaginare dove sia sceso ora
 
Sui certificati non mi sembra giusto considerare solo quelli che saranno di nuova emissione. Di certificati ce ne sono così tanti che se sei bravo troverai sempre quelli migliori per tutti i gusti (rischio alto/basso) e tutte le stagioni (tassi, volatilità dei mercati), ecc...
Infatti, va considerato che il rendimento non è dato solo dalle cedole, ma anche dal prezzo di acquisto/vendita e mi pare una variabile decisiva, nel bene e nel male per quei prodotti.
Detto questo, per me è sbagliato mettere sullo stesso piano i certificati con le obbligazioni perchè i primi hanno rischi infinitamente maggiori rispetto al mondo obbligazionario, a maggior ragione adesso che le regole di gestione sono molto peggiorate (il rischio liquidità quanto vale??)

Perfettamente d'accordo su quello che hai scritto, soprattutto con la parte finale (altro motivo in piu' per switchare maggiormente verso le obbligazioni, nei prossimi mesi).
Per quanto riguarda la parte iniziale, avevo mancato di dire "a parita' di livello di rischio attuale"; e' vero che si troveranno sempre certificati con rendimenti (relativamente) alti, ma credo che il livello di rischio, a parita' di rendimento, crescera' da qui in avanti (Optiq a parte, che gia' di per se' ha incasinato abbastanza le cose :D )
 
Rendimenti reali (ovvero depurati dall'inflazione) dei mercati azionari per annum dal 1923, anno in cui @Joe Silver e' andato in pensione.
Gli amici fanno ciaociao.

F6d5wpSW4AAsiZQ
 
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