gianni76
Forumer storico
Le statistiche spesso ingannano. I lavoratori sono sempre più spesso temporanei, precari e conteggiati più volte.Da tempo migliorano i dati sull'occupazione, tanto che a luglio si registrano 56mila lavoratori in più, ma allo stesso tempo:
-il PIL non aumenta
-la produttività non aumenta
-il fatturato dell'industria è in calo da 16 mesi consecutivi
La domanda sorge spontanea (avrebbe detto Antonio Lubrano); tutta questa gente, quali lavori starebbe facendo? Si tratta di persone che lavoravano in nero e, grazie alla decontribuzione entrano a fare statistica? Per me rimane un mistero.
Se una persona fa il cameriere due mesi in un posto, poi lo licenziano, sta due mesi fuori, poi in altro locale e poi fuori e infine in un terzo locale nello stesso anno, per l'istat sono tre lavoratori (tre contratti separati). Una volta i lavori erano continui e a tempo indeterminato e le statistiche avevano senso. Oggi con tutti questi lavori temporanei, a stagione, al bisogno ecc., magari una singola persona passa da una parte all'altra o addirittura fa più lavori assieme (cameriere di sera e rider di giorno per esempio) e conta per due o più!
L'economia reale non sta crescendo e il mercato del lavoro sempre più a tempo, a pacchetto, a cottimo lo dimostra.