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“Quell’uomo è malato, va curato”, disse Veronica Lario del suo ex consorte Silvio Berlusconi
Pubblicato il17 settembre 2011 dainfosannio
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Le parole pronunciate in solitudine quasi due anni fa da Veronica Lario nei confronti del suo ex consorte Silvio Berlusconi tornano alla memoria con forza dopo la lettura delle intercettazioni pubblicate oggi da molti quotidiani. Bisogna dare atto alla signora Lario di avere visto lontano. Evidentemente l’ex moglie del cavaliere conosceva bene le patologie dell’uomo che gli è stata accanto per anni. Già, perchè al di là della rilevanza penale che si intravvede in quegli scambi osceni sesso-appalti, da quelle conversazioni con Giampaolo Tarantini e con altri personaggi del suo entourage emerge con evidenza un’ossessione e una visione delle donne che probabilmente nasconde qualcosa di patologico, oltrechè offensivo per il mondo femminile.
Se da un punto di vista politico l’ammissione dello stesso Berlusconi di fare il presidente del consiglio a tempo perso è gravissima, dalla sfera privata del nostro capo di governo affiora un moto compulsivo nei confronti del sesso assai preoccupante, tanto più se accompagnato da una mercificazione della donna che fa impallidire il peggior maschilismo anni ’60. Sembra di leggere quei giornaletti che circolavano a Rimini 50 anni fa i cui protagonisti erano i playboy di provincia che si vantavano dell’avventura con la svedese di turno, fino a farne una classifica. Peccato che in questo caso si tratti del presidente del consiglio. “Stanotte me ne sono fatte otto”, racconta il cavaliere orgoglioso in una botta di gallismo. “Meglio abbondare”, dice il premier in un altro passaggio in cui si capisce chiaramente che per lui il sesso più che un piacere è un’ossessione che deve essere il più possibile quantificata per poi raccontarla in giro. E che dire di quel volgarissimo scambio di battute con il signor Tarantini, dove la merce, come in un mercato all’ingrosso, è la patonza? “Vedi Gianpaolo è meglio che ce ne portiamo due a testa, tu porti le tue io le mie. Poi ce le scambiamo. La patonza deve girare”.
I magistrati valuteranno se dietro questi scambi sesso-appalti c’è rilevanza penale. Intanto però ci sarebbe da consigliare a Berlusconi di fare un passo indietro e pensare a curarsi. Probabilmente aveva ragione davvero la signora Veronica Lario: “Quell’uomo è malato”. Noi aggiungiamo: si curi e lasci da parte il mestiere che fa a tempo perso. (di Bruno Perini - linkiesta.it)
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“Quell’uomo è malato, va curato”, disse Veronica Lario del suo ex consorte Silvio Berlusconi
Pubblicato il17 settembre 2011 dainfosannio
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Le parole pronunciate in solitudine quasi due anni fa da Veronica Lario nei confronti del suo ex consorte Silvio Berlusconi tornano alla memoria con forza dopo la lettura delle intercettazioni pubblicate oggi da molti quotidiani. Bisogna dare atto alla signora Lario di avere visto lontano. Evidentemente l’ex moglie del cavaliere conosceva bene le patologie dell’uomo che gli è stata accanto per anni. Già, perchè al di là della rilevanza penale che si intravvede in quegli scambi osceni sesso-appalti, da quelle conversazioni con Giampaolo Tarantini e con altri personaggi del suo entourage emerge con evidenza un’ossessione e una visione delle donne che probabilmente nasconde qualcosa di patologico, oltrechè offensivo per il mondo femminile.Se da un punto di vista politico l’ammissione dello stesso Berlusconi di fare il presidente del consiglio a tempo perso è gravissima, dalla sfera privata del nostro capo di governo affiora un moto compulsivo nei confronti del sesso assai preoccupante, tanto più se accompagnato da una mercificazione della donna che fa impallidire il peggior maschilismo anni ’60. Sembra di leggere quei giornaletti che circolavano a Rimini 50 anni fa i cui protagonisti erano i playboy di provincia che si vantavano dell’avventura con la svedese di turno, fino a farne una classifica. Peccato che in questo caso si tratti del presidente del consiglio. “Stanotte me ne sono fatte otto”, racconta il cavaliere orgoglioso in una botta di gallismo. “Meglio abbondare”, dice il premier in un altro passaggio in cui si capisce chiaramente che per lui il sesso più che un piacere è un’ossessione che deve essere il più possibile quantificata per poi raccontarla in giro. E che dire di quel volgarissimo scambio di battute con il signor Tarantini, dove la merce, come in un mercato all’ingrosso, è la patonza? “Vedi Gianpaolo è meglio che ce ne portiamo due a testa, tu porti le tue io le mie. Poi ce le scambiamo. La patonza deve girare”.
I magistrati valuteranno se dietro questi scambi sesso-appalti c’è rilevanza penale. Intanto però ci sarebbe da consigliare a Berlusconi di fare un passo indietro e pensare a curarsi. Probabilmente aveva ragione davvero la signora Veronica Lario: “Quell’uomo è malato”. Noi aggiungiamo: si curi e lasci da parte il mestiere che fa a tempo perso. (di Bruno Perini - linkiesta.it)
