carrodano
Forumer storico
Il Teorema Del Delirio - Pi Greco
Pi - 1h 35'
Regia: Darren Aronofsky
Ho trovato questo commento
che bel 3D
Numeri. Numeri primi e formule matematiche. Figure geometriche e corpi solidi. "Il Cubo" e "Pi greco". All'ingresso del nuovo millennio sembra che siano rimaste ormai poche certezze. Da sempre ci raccontano che la matematica è una scienza esatta. Che due più due dà sempre come risultato quattro. Vero, ma questa certezza preconcetta non basta più a lenire le angosce dell'uomo contemporaneo. Importante è scoprire cosa si cela dietro i semplici tratti grafici delle cifre, cosa rappresentano i numeri, che relazione esiste fra di essi. Il procedimento soppianta il risultato.
Max Cohen (Sean Gullette) è un giovane genio matematico. Vive rinchiuso notte e giorno nel suo misero appartamento di Chinatown. All'interno della sua abitazione "vive" e prospera un enorme super computer che lo stesso Max ha costruito. Scopo dichiarato della sua esistenza: scoprire il valore trascendente di Pi greco. Ogni movimento nella sua vita quotidiana è focalizzato alla scoperta di questo valore mistico. Le leggi che regolano la sua esistenza sono molto semplici: 1. La matematica è il linguaggio della natura. 2. Ogni cosa attorno a noi può essere rappresentata e spiegata attraverso i numeri. 3. Ottenendo numeri semplici dalla scomposizione di ogni sistema complesso è possibile fare emergere dei modelli. Perciò ovunque in natura esistono dei modelli.
L'unico contatto che Max ha con il mondo esterno è attraverso il suo precettore, e vecchio insegnante, Sol. Per il resto tutto quello che accade a Max avviene quasi esclusivamente nella sua mente, nella sua stanza iper tecnologica. La scarsa dimestichezza con il mondo reale porta il protagonista a pensare all'ambiente esterno come ad un elemento fortemente ostile. Quando, in seguito alla sua straordinaria scoperta (la formula che regola il mercato globale? Il vero nome e la vera essenza di Dio? Le leggi che regolano lo sviluppo del mondo naturale?), Max sarà costretto a scontrarsi violentemente con la realtà, la sua stessa incolumità fisica sarà messa in grave pericolo. Il reale valore di Pi greco diventerà questione di vita o di morte.
Film strano e straripante Pi Greco. Girato in piena economia ed in un B/N fortemente sgranato, il film di esordio del regista newyorchese Darren Aronofsky è uno sguardo al tempo stesso lucido ed allucinato sullo stato mentale del genere umano alla vigilia di una "nuova era". La capacità di accostare gli opposti, mantenendone inalterate le proprie caratteristiche peculiari, è il segno distintivo del film. Genio e follia, razionale ed irrazionale, scienza e religione sembrano sempre sul punto di annullarsi l'una all'interno dell'altra. L'uomo (Max) e la macchina (il suo computer) vivono in una simbiosi perfetta, ciascuno sfruttando appieno le caratteristiche peculiari dell'altro. Ciascuno traendo vantaggio dalle differenze che li separano. La parabola di Max rappresenta alla perfezione questa capacità di avvicinare gli opposti senza che questi si annullino in un'unica materia priva di identità. Mentre il protagonista cerca in tutti i modi di allargare lo spazio tra organico ed inorganico, tra ciò che e vivo e ciò che è meccanico, il risultato finale è in realtà proprio quello di ridurre tale spazio ai minimi termini. Tutto il film vive su questo strano e complesso equilibrio.
La struttura stessa del film, in apparenza caotica vista la mancanza di una trama vera e propria, è in realtà una nitida e particolareggiata riproposizione della struttura mentale del protagonista. Solo nel momento in cui tutto il mondo attorno a Max (rabbini, strani agenti di borsa, matematici pentiti.....) sembra essere sull'orlo di un completo collasso, il giovane riconquista la sua sanità mentale. Nel momento della massima espressione della confusione si arriva ad intravedere una regola, un modello. Modello facilmente individuabile nella ripetizione e dalla duplicazione. Analizzato attraverso una lente microscopica il film si rivela essere una infinita riproposizione della medesima sequenza, solo leggermente modificata. Sequenza scandita dai terribili attacchi di emicrania che affliggono il giovane matematico. Per assurdo è il rompersi di questo cerchio (con la morte improvvisa del mentore Sol), di questa alienante routine, a fornire le basi della sopravvivenza per Max. La rottura del modello è la vita per il protagonista e la "logica" conclusione per il film.
Arrendendosi alla logica del caos Max, e per estensione tutta l'opera cinematografica, acquistano una perfetta logicità. Una paradossale logicità caotica che fornisce una delle possibili chiavi di lettura del lungometraggio. Ancora una volta due opposti, ordine e caos, si sfiorano. Dal loro movimento a spirale, fatto di continui avvicinamenti e momentanei allontanamenti, scaturisce l'idea e la realizzazione di un film come Pi Greco
Pi - 1h 35'
Regia: Darren Aronofsky
Ho trovato questo commento
che bel 3D
Numeri. Numeri primi e formule matematiche. Figure geometriche e corpi solidi. "Il Cubo" e "Pi greco". All'ingresso del nuovo millennio sembra che siano rimaste ormai poche certezze. Da sempre ci raccontano che la matematica è una scienza esatta. Che due più due dà sempre come risultato quattro. Vero, ma questa certezza preconcetta non basta più a lenire le angosce dell'uomo contemporaneo. Importante è scoprire cosa si cela dietro i semplici tratti grafici delle cifre, cosa rappresentano i numeri, che relazione esiste fra di essi. Il procedimento soppianta il risultato.
Max Cohen (Sean Gullette) è un giovane genio matematico. Vive rinchiuso notte e giorno nel suo misero appartamento di Chinatown. All'interno della sua abitazione "vive" e prospera un enorme super computer che lo stesso Max ha costruito. Scopo dichiarato della sua esistenza: scoprire il valore trascendente di Pi greco. Ogni movimento nella sua vita quotidiana è focalizzato alla scoperta di questo valore mistico. Le leggi che regolano la sua esistenza sono molto semplici: 1. La matematica è il linguaggio della natura. 2. Ogni cosa attorno a noi può essere rappresentata e spiegata attraverso i numeri. 3. Ottenendo numeri semplici dalla scomposizione di ogni sistema complesso è possibile fare emergere dei modelli. Perciò ovunque in natura esistono dei modelli.
L'unico contatto che Max ha con il mondo esterno è attraverso il suo precettore, e vecchio insegnante, Sol. Per il resto tutto quello che accade a Max avviene quasi esclusivamente nella sua mente, nella sua stanza iper tecnologica. La scarsa dimestichezza con il mondo reale porta il protagonista a pensare all'ambiente esterno come ad un elemento fortemente ostile. Quando, in seguito alla sua straordinaria scoperta (la formula che regola il mercato globale? Il vero nome e la vera essenza di Dio? Le leggi che regolano lo sviluppo del mondo naturale?), Max sarà costretto a scontrarsi violentemente con la realtà, la sua stessa incolumità fisica sarà messa in grave pericolo. Il reale valore di Pi greco diventerà questione di vita o di morte.
Film strano e straripante Pi Greco. Girato in piena economia ed in un B/N fortemente sgranato, il film di esordio del regista newyorchese Darren Aronofsky è uno sguardo al tempo stesso lucido ed allucinato sullo stato mentale del genere umano alla vigilia di una "nuova era". La capacità di accostare gli opposti, mantenendone inalterate le proprie caratteristiche peculiari, è il segno distintivo del film. Genio e follia, razionale ed irrazionale, scienza e religione sembrano sempre sul punto di annullarsi l'una all'interno dell'altra. L'uomo (Max) e la macchina (il suo computer) vivono in una simbiosi perfetta, ciascuno sfruttando appieno le caratteristiche peculiari dell'altro. Ciascuno traendo vantaggio dalle differenze che li separano. La parabola di Max rappresenta alla perfezione questa capacità di avvicinare gli opposti senza che questi si annullino in un'unica materia priva di identità. Mentre il protagonista cerca in tutti i modi di allargare lo spazio tra organico ed inorganico, tra ciò che e vivo e ciò che è meccanico, il risultato finale è in realtà proprio quello di ridurre tale spazio ai minimi termini. Tutto il film vive su questo strano e complesso equilibrio.
La struttura stessa del film, in apparenza caotica vista la mancanza di una trama vera e propria, è in realtà una nitida e particolareggiata riproposizione della struttura mentale del protagonista. Solo nel momento in cui tutto il mondo attorno a Max (rabbini, strani agenti di borsa, matematici pentiti.....) sembra essere sull'orlo di un completo collasso, il giovane riconquista la sua sanità mentale. Nel momento della massima espressione della confusione si arriva ad intravedere una regola, un modello. Modello facilmente individuabile nella ripetizione e dalla duplicazione. Analizzato attraverso una lente microscopica il film si rivela essere una infinita riproposizione della medesima sequenza, solo leggermente modificata. Sequenza scandita dai terribili attacchi di emicrania che affliggono il giovane matematico. Per assurdo è il rompersi di questo cerchio (con la morte improvvisa del mentore Sol), di questa alienante routine, a fornire le basi della sopravvivenza per Max. La rottura del modello è la vita per il protagonista e la "logica" conclusione per il film.
Arrendendosi alla logica del caos Max, e per estensione tutta l'opera cinematografica, acquistano una perfetta logicità. Una paradossale logicità caotica che fornisce una delle possibili chiavi di lettura del lungometraggio. Ancora una volta due opposti, ordine e caos, si sfiorano. Dal loro movimento a spirale, fatto di continui avvicinamenti e momentanei allontanamenti, scaturisce l'idea e la realizzazione di un film come Pi Greco