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It's time to play the game
*FOREX FOCUS: Grecia, mercato spera ma è difficile essere ottimisti
MILANO (MF-DJ)--Il mercato spera che la Grecia e i suoi creditori riescano a raggiungere un accordo, anche solo "tappabuchi", nell'Eurogruppo straordinario di oggi pomeriggio, ma per gli analisti è difficile essere ottimisti sul destino di Atene.
"Il futuro della Grecia dipende dalla capacitá di Syriza di governare in modo responsabile e di riconoscere che le piú importanti riforme strutturali rimangono necessarie per aumentare la competitivitá del Paese", anche se "sfortunatamente, è difficile essere ottimisti da questo punto di vista, poichè Syriza promette di abolire le riforme del mercato del lavoro fatte e di nazionalizzare le banche", afferma Azad Zangana, European economist di Schroders. "Nel frattempo la permanenza della Grecia nell'unione monetaria dipende anche dall'abilitá di Alexis Tsipras di raggiungere un compromesso accettabile con la Troika".
A detta dell'esperto, "andremo quasi certamente verso uno stallo nelle negoziazioni nel breve periodo, anche solo per la volontá di Syriza di mantenere una linea ferma. Il rischio della cosiddetta 'Grexit' è ancora una volta elevato e, per questa ragione, gli investitori dovrebbero pensarci molto bene, prima di investire in Grecia".
Zangana afferma che sono quattro i possibili esiti delle trattative in corso. Secondo lo scenario positivo, "la Troika fa alcune concessioni a Syriza, in cambio della continuazione del processo di riforme. L'economia greca ha un piccolo rallentamento, ma evita la recessione. L'impatto sull'Europa nel suo complesso è poco significativo".
Altra possibilitá è il fallimento di Syriza che "non riesce a ottenere nulla dalla Troika e si rende conto della dura realtá delle finanze greche. Il partito non riesce quindi ad effettuare gli aumenti di spesa pubblica e i tagli alle tasse promessi. Il partito si frammenta e la coalizione si rompe, portando a nuove elezioni. L'economia ellenica rallenta, ma le implicazioni generali sono poco significative".
Terzo, la Grexit. "Syriza rompe i legami con la Troika, non essendo riuscita a raggiungere un compromesso, e poi si rifiuta di pagare gli interessi sul debito concesso dalla Troika. I leader europei decidono di spingere la Grecia fuori dall'Eurozona bloccando i fondi della BCE diretti verso le banche greche, il che porta alla cosiddetta 'corsa agli sportelli'. Alla fine, la Grecia è costretta ad abbandonare l'unione monetaria per poter stampare la propria valuta. Il Paese entra in una profonda e lunga recessione, con alcuni effetti collaterali in Europa", avverte l'economista.
Infine, "la Troika se ne va, ma senza Grexit. Le negoziazioni finiscono in stallo, con un blocco del credito. La Grecia continua a ripagare i prestiti ma, per poterlo fare, è costretta a mantenere un ampio avanzo di bilancio. Poichè non c'è default, la Bce continua a supportare le banche greche, facendo sì che Atene rimanga nell'Eurozona. L'economia ellenica entra in recessione a causa dell'aumento di austeritá, ma gli effetti secondari sono temporanei e di piccola portata", conclude l'esperto.
La situazione in Grecia, in effetti, pone rischi di contagio limitati sui mercati finanziari, ma potrebbe avere "effetti collaterali a livello politico", conclude Zangana, spiegando che "Syriza è il primo partito di protesta in grado di raggiungere il potere in uno Stato europeo. In base ai suoi successi nei prossimi mesi, il supporto per i partiti simili in tutta Europa potrebbe aumentare", avverte l'esperto. "Per esempio, la versione spagnola di Syriza, cioè Podemos, è attualmente al secondo posto nei sondaggi in vista delle prossime elezioni, a dicembre 2015. Se un partito anti-austeritá dovesse prendere il potere nella quarta economia europea, il rischio di una crisi politica conclamata potrebbe impattare seriamente sui mercati europei".
Alla fine, la Grecia e i creditori "troveranno una soluzione allo stallo attuale, basata sulla semantica, che possa cioè far cantare vittoria a entrambe le parti", ipotizzano inoltre gli strategist di Rabobank, puntualizzando però che il contesto "resterá volatile lungo la via verso una risoluzione dell'ultimo minuto". Gli esperti affermano che dal lato ellenico ci sono stati degli ammorbidimenti, come "ad esempio la proposta di concordare le riforme con l'Ocse" che mette in gorco una parte terza, "pur al di fuori dell'impopolare Troika". Per quanto riguarda i creditori invece, le aperture sono state inferiori, "come evidenziato dai commenti di ieri di Schaeuble".
Intanto, ricordano gli strategist, "il primo ministro Tsipras ha ottenuto il voto di fiducia del Parlamento" e si appresta ad affrontare l'Eurogruppo di emergenza di oggi portando sul tavolo quattro punti fondamentali: la cancellazione del 30% del memorandum e la sostituzione con un piano di riforme in 10 punti da concordare con l'Ocse, la riduzione del target di surplus primario di quest'anno dal 3% all'1,49%, il piano di swap del debito e l'implementazione di misure volta ad allentare la crisi umanitaria.
Per gli strategist di Societe Generale "il ministro delle Finanze ellenico Varoufakis scoprirá le carte, presentando la proposta di un accordo ponte che dovrebbe fornire ulteriore tempo ai negoziati sul possibile swap del debito. Le posizioni dovranno ammorbidirsi notevolmente per trovare un'intesa di breve termine, ma vista l'elevata posta in gioco, verranno fatti progressi sulla tabella di marcia delle discussioni future". Gli esperti vedono questa "estensione tecnica come un pre-requisito affinchè la Bce possa continuare a finanziare le banche elleniche tramite l'Ela".
Al di là degli scenari possibili, "la sessione di oggi verrá dominata dal rumors e dall'attesa per l'Eurogruppo", aggiungono gli strategist di Lloyds Bank, spiegando che "a giudicare dalla reazione di ieri alle indiscrezioni di stampa su un compromesso" tra Atene e creditori, "ci sono possibilitá sostanziali di delusione sui mercati". In particolare, il rischio è quello di "un allargamento degli spread periferici" dopo il termine dell'incontro.
Certo è che la riunione straordinaria odierna dell'Eurogruppo è solo il primo passo di un processo di negoziazioni tra il Governo greco e i suoi creditori che potrebbe durare a lungo, sostengono gli economisti di Rbc. Atene ha "alcuni debiti nei confronti dell'Fmi da rimborsare a marzo, ma i pagamenti cruciali che la Grecia dovrá rispettare non arriveranno prima della metá di luglio: in poche parole c'è un sacco di tempo e l'incertezza potrebbe prolungarsi".
MILANO (MF-DJ)--Il mercato spera che la Grecia e i suoi creditori riescano a raggiungere un accordo, anche solo "tappabuchi", nell'Eurogruppo straordinario di oggi pomeriggio, ma per gli analisti è difficile essere ottimisti sul destino di Atene.
"Il futuro della Grecia dipende dalla capacitá di Syriza di governare in modo responsabile e di riconoscere che le piú importanti riforme strutturali rimangono necessarie per aumentare la competitivitá del Paese", anche se "sfortunatamente, è difficile essere ottimisti da questo punto di vista, poichè Syriza promette di abolire le riforme del mercato del lavoro fatte e di nazionalizzare le banche", afferma Azad Zangana, European economist di Schroders. "Nel frattempo la permanenza della Grecia nell'unione monetaria dipende anche dall'abilitá di Alexis Tsipras di raggiungere un compromesso accettabile con la Troika".
A detta dell'esperto, "andremo quasi certamente verso uno stallo nelle negoziazioni nel breve periodo, anche solo per la volontá di Syriza di mantenere una linea ferma. Il rischio della cosiddetta 'Grexit' è ancora una volta elevato e, per questa ragione, gli investitori dovrebbero pensarci molto bene, prima di investire in Grecia".
Zangana afferma che sono quattro i possibili esiti delle trattative in corso. Secondo lo scenario positivo, "la Troika fa alcune concessioni a Syriza, in cambio della continuazione del processo di riforme. L'economia greca ha un piccolo rallentamento, ma evita la recessione. L'impatto sull'Europa nel suo complesso è poco significativo".
Altra possibilitá è il fallimento di Syriza che "non riesce a ottenere nulla dalla Troika e si rende conto della dura realtá delle finanze greche. Il partito non riesce quindi ad effettuare gli aumenti di spesa pubblica e i tagli alle tasse promessi. Il partito si frammenta e la coalizione si rompe, portando a nuove elezioni. L'economia ellenica rallenta, ma le implicazioni generali sono poco significative".
Terzo, la Grexit. "Syriza rompe i legami con la Troika, non essendo riuscita a raggiungere un compromesso, e poi si rifiuta di pagare gli interessi sul debito concesso dalla Troika. I leader europei decidono di spingere la Grecia fuori dall'Eurozona bloccando i fondi della BCE diretti verso le banche greche, il che porta alla cosiddetta 'corsa agli sportelli'. Alla fine, la Grecia è costretta ad abbandonare l'unione monetaria per poter stampare la propria valuta. Il Paese entra in una profonda e lunga recessione, con alcuni effetti collaterali in Europa", avverte l'economista.
Infine, "la Troika se ne va, ma senza Grexit. Le negoziazioni finiscono in stallo, con un blocco del credito. La Grecia continua a ripagare i prestiti ma, per poterlo fare, è costretta a mantenere un ampio avanzo di bilancio. Poichè non c'è default, la Bce continua a supportare le banche greche, facendo sì che Atene rimanga nell'Eurozona. L'economia ellenica entra in recessione a causa dell'aumento di austeritá, ma gli effetti secondari sono temporanei e di piccola portata", conclude l'esperto.
La situazione in Grecia, in effetti, pone rischi di contagio limitati sui mercati finanziari, ma potrebbe avere "effetti collaterali a livello politico", conclude Zangana, spiegando che "Syriza è il primo partito di protesta in grado di raggiungere il potere in uno Stato europeo. In base ai suoi successi nei prossimi mesi, il supporto per i partiti simili in tutta Europa potrebbe aumentare", avverte l'esperto. "Per esempio, la versione spagnola di Syriza, cioè Podemos, è attualmente al secondo posto nei sondaggi in vista delle prossime elezioni, a dicembre 2015. Se un partito anti-austeritá dovesse prendere il potere nella quarta economia europea, il rischio di una crisi politica conclamata potrebbe impattare seriamente sui mercati europei".
Alla fine, la Grecia e i creditori "troveranno una soluzione allo stallo attuale, basata sulla semantica, che possa cioè far cantare vittoria a entrambe le parti", ipotizzano inoltre gli strategist di Rabobank, puntualizzando però che il contesto "resterá volatile lungo la via verso una risoluzione dell'ultimo minuto". Gli esperti affermano che dal lato ellenico ci sono stati degli ammorbidimenti, come "ad esempio la proposta di concordare le riforme con l'Ocse" che mette in gorco una parte terza, "pur al di fuori dell'impopolare Troika". Per quanto riguarda i creditori invece, le aperture sono state inferiori, "come evidenziato dai commenti di ieri di Schaeuble".
Intanto, ricordano gli strategist, "il primo ministro Tsipras ha ottenuto il voto di fiducia del Parlamento" e si appresta ad affrontare l'Eurogruppo di emergenza di oggi portando sul tavolo quattro punti fondamentali: la cancellazione del 30% del memorandum e la sostituzione con un piano di riforme in 10 punti da concordare con l'Ocse, la riduzione del target di surplus primario di quest'anno dal 3% all'1,49%, il piano di swap del debito e l'implementazione di misure volta ad allentare la crisi umanitaria.
Per gli strategist di Societe Generale "il ministro delle Finanze ellenico Varoufakis scoprirá le carte, presentando la proposta di un accordo ponte che dovrebbe fornire ulteriore tempo ai negoziati sul possibile swap del debito. Le posizioni dovranno ammorbidirsi notevolmente per trovare un'intesa di breve termine, ma vista l'elevata posta in gioco, verranno fatti progressi sulla tabella di marcia delle discussioni future". Gli esperti vedono questa "estensione tecnica come un pre-requisito affinchè la Bce possa continuare a finanziare le banche elleniche tramite l'Ela".
Al di là degli scenari possibili, "la sessione di oggi verrá dominata dal rumors e dall'attesa per l'Eurogruppo", aggiungono gli strategist di Lloyds Bank, spiegando che "a giudicare dalla reazione di ieri alle indiscrezioni di stampa su un compromesso" tra Atene e creditori, "ci sono possibilitá sostanziali di delusione sui mercati". In particolare, il rischio è quello di "un allargamento degli spread periferici" dopo il termine dell'incontro.
Certo è che la riunione straordinaria odierna dell'Eurogruppo è solo il primo passo di un processo di negoziazioni tra il Governo greco e i suoi creditori che potrebbe durare a lungo, sostengono gli economisti di Rbc. Atene ha "alcuni debiti nei confronti dell'Fmi da rimborsare a marzo, ma i pagamenti cruciali che la Grecia dovrá rispettare non arriveranno prima della metá di luglio: in poche parole c'è un sacco di tempo e l'incertezza potrebbe prolungarsi".