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29/02/2012 18:00
I dati di Bernanke ghiacciano Wall Street
Rossana Prezioso
Quanto valore hanno le parole di un guru dell'economia? Dipende, dopo le dichiarazioni di Bernanke, Piazza Affari sale, Wall Street scende. Perchè? Ovvio, le sue parole condannavano l'economia USA. Ma procediamo con ordine. Prima di tutto cosa ha detto Bernanke? La ripresa dell'economia statunitense è fin troppo delicata per potersi definire sicura o quantomeno continuativa: un qualsiasi scossone, anchje di minima entità, potrebbe esserle fatale. Il mercato del lavoro, nonostante le cifre strombazzate ai quattro venti e le ottimistiche previsioni sorte da ogni angolo, è ben lontano dalla normalità e soprattutto da un'organica riorganizzazione. Le dichiarazioni sono state rese dal banchiere centrale nell'intervento davanti alla Commissione servizi finanziari della Camera. La disoccupazione è ancora alta per un Paese come gli Stati Uniti dove un livello simile è inaccettabile: per evitarla o per meglio dire, per favorirne la discesa, è meglio aspettare un rafforzamento del sistema, meglio ancora favorire riforme per una sua guarigione più veloce. Non apertamente dichiarata, l'intenzione parrebbe quella di una nuova serie di acquisti di titoli per favorire la stimolazione dell'economia. Incoraggiato dal dato della disoccupazione scesa all'8,3% in gennaio, dato ancora migliore del previsto, in considerazione del ristagno dell'economia in generale, secondo il banchiere l'unica soluzione possibile sarebbe quella di continuare sulla strada del rafforzamento, migliorando il mercato del lavoro, cosa che presupporrà un tasso di crescita maggiore in chiave di domanda finale e produzione. Da un punto di vista prettamente economico, non politico, la linea da seguire sarebbe una politica monetaria finalizzata a un basso profilo dell'inflazione, in modo da renderla stabile e controllabile. In aiuto la Fed che potrà mantenere dei tassi quasi vicino allo zero anche per il 2014. , Il vero problema, a questo punto, sono salti del prezzo del petrolio che rischiano di far saltare i progetti con un aumento spropositato dell'inflazione e, di conseguenza, una contrazione imprevista e non ben quantificabile, dei consumi interni, già probabile dal prossimo semestre. E' pur vero che in linea teorica si tratterebbe di un elemento cronologicamente limitato, ma in linea di massima è pur sempre un rallentamento. Se la benzian dovesse salire ancora, il primo pericolo sarebbe una flessione del potere d'acquisto dei consumatori. In tutto questo, il presidente della Fed, anche nella speranza di mettere una luce positiva alle sue affermazioni, ha voluto evidenziare che sebbene l'andamento in generale sia irregolare e modesto, il trend previsto per l'anno in corso dovrebbe essere leggermente migliore di quello effettivamente registrato per l'anno passato, con un incremento di crescita di 2,25 punti percentuali. Tallone d'Achille il lavoro: disoccupazione in diminuzione, d'accordo, ma ancora troppo alta e lenta a scendere, nonostante i 165mila posti di media in più nel settore privato. Spingere su questo tasto, dunque, per riavviare la macchina motrice dell'economia, facendo leva maggiormente sull'incremento dell'occupazione, a differenza delle politiche europee che prediligono invece la ristrutturazione degli istituti di credito. Fonte: News
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