La De Longhi in fiamme: allarme diossina a Treviso
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Un incendio di vaste proporzioni è scoppiato nello stabilimento della De Longhi, in zona Fiera, a Treviso. Altissime lingue di fuoco stanno interessando la zona e un'enorme nube di fumo si alza dallo stabilmento, verso il cielo, ricoprendo parte della città. Sembrerebbe che le fiamme siano state innescate da una esplosione di alcune bombole di gas presenti nel reparto verniciatura. Da lì, dopo alcune esplosioni, le fiamme si sono propagate a tutto lo stabilimento arrivando a lambire anche i capannoni attigui alla De Longhi. Sul posto le Forze dell'ordine ed i vigili del fuoco che stanno cercando di spegnere l'incendio. Il fumo che si leva dalla fabbrica potrebbe essere tossico e i cittadini sono stati invitati a chiudere le finestre delle case, vista anche la bella giornata che insiste sopra Treviso. La colonna di fumo, alta decine e decine di metri, è ben visibile anche ad alcuni km dalla città. Una vasta zona attorno a dove è avvenuto l'incidente è stata circoscritta e interdetta al traffico. Le forze dell'ordine - polizia, carabinieri e polizia municipale -, hanno creato un cordone sanitario attorno all'area industriale nel cui cuore, in via Seitz, sorge la De Longhi. Secondo le prime indicazioni di quanti hanno operato sull'incendio della grande industria, una volta volatilizzata la grande massa di fumo non dovrebbe rimanere molto dello stabilimento. E proprio il fumo ora a creare i maggiori problemi. La nube grigio e nera si è inclinata quasi parallelamente al terreno rendendo ancora più difficili le operazioni di spegnimento del fuoco. Sul posto stanno operando anche due elicotteri dei Vigili del Fuoco che fanno la spola nel caricare e successivamente scaricare sull'industria enormi quantità di liquido ritardante. Tutte le attività della zona, comprese quelle commerciali, sono state chiuse mentre sul luogo del disastro si stanno alternando squadre di Vigili del Fuoco.
«La nube sta portando su Treviso un'abbondante quantità di diossina». Lo ha detto il comandante dei carabinieri del Noe per il Nord Italia, Michele Sarno, uscendo dallo stabilimento dopo un sopralluogo. «È un fatto naturale - ha aggiunto - quando si bruciano materie plastiche. In questo caso la quantità di materiale andato in fumo è notevolissima». Ad essere interessata dalle volute di fumo, in particolare, è la parte settentrionale della città da cui si segnala la partenza di un alto numero di persone dalle rispettive abitazioni. A titolo precauzionale le autorità hanno consigliato alla cittadinanza di sigillare porte e finestre. «Fortunatamente - ha detto ancora Sarno - i sistemi di depurazione dell'azienda hanno funzionato e le acque di dilavamento non dovrebbero arrecare danni ai corsi d'acqua».
Si tratta di un vero dramma perché qui di fatto sparisce un'intera fabbrica che era la punta di diamante della tecnologia avanzata De Longhi». È il commento fatto da Ivan Scottà, segretario provinciale della Uilm di Treviso, il quale ha ricordato come, dopo la ristrutturazione del 2005, De Longhi abbia concentrato a Treviso le più importanti ed evolute linee di produzione del mondo. Sembra tuttavia, ha rilevato ancora il sindacalista, che i dati informatici che contengono il know-how più prezioso dell'azienda siano stati messi in salvo perchè conservati in server sotterranei. «Ora - ha concluso Scottà - si aprirà senz'altro una fase di cassa integrazione ma sul futuro di questo stabilimento, dopo il fatto di oggi, pesano importanti interrogativi».