penso che nel Q4 inizieranno ad alzare i tassi di uno 0,25
stanno tenendo il coperchio della pentola a pressione con le mani, ma prima o poi...
Da agosto scorso l'obiettivo prioritario della Fed è: raggiungere la piena occupazione.
Il contenimento dei prezzi al consumo è un obiettivo secondario. La stabilità del sistema finanziario, è un "terzo mandato" caduto nel dimenticatoio.
Lo rileviamo anche dal wording degli esponenti della Fed: dichiarazioni ufficiali, testimonianze, minute ed interviste chiariscono plasticamente l'oggetto principali delle attenzioni della banca centrale americana.
In questo contesto, l'aumento dei tassi di interesse è ritenuta una buona notizia, perché sintomo di un'economia in salute che consentirà finalmente di conseguire l'obiettivo preposto. L'inflazione, invece, è giudicata un fenomeno transitorio.
All'opera sarebbe il famigerato effetto base, vale a dire il confronto del Consumer Price Index con le rilevazioni depresse di marzo, aprile e maggio dello scorso anno.
In parte è vero. Ma 1) la variazione mensile di marzo è stata comunque in assoluto considerevole; 2) il confronto di marzo 2021 con febbraio 2020 ci fornisce un dato annualizzato (+2.43%) non inferiore all'indice headline (+2.64%) così tanto minimizzato.
Per cui credo che a metà anno, l'inflazione non piegherà la testa, come ottimisticamente previsto.
Questo provocherà il malumore dei bond vigilantes, e le crescenti pressioni nei confronti della banca centrale. Che nella seconda metà dell'anno dovrà consegnare qualcosa di quanto invocato.
Dicono che i mercati siano sempre aggressivi nelle previsioni sui tassi, e che non ci prendano mai. Ma questa è una parziale verità: casomai, è la Fed che negli anni passati avrebbe dovuto prestare maggiore ascolto all'orientamento degli operatori. Ci saremmo evitati almeno una bolla speculativa.