ETC Natural Gas

passiamo al rame, dopo una fase SHORT, ha fatto una piccola correzione LONG venerdi, ma poi in chiusura si e' riportato in SHORT, chiudendo verde la giornata

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sul daily notiamo senza troppi problemi la fase SHORT di brevissimo-breve-medio in atto

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ora vediamo la fase attuale, secondo i miei conti potrebbe essere iniziato un nuovo mensile al ribasso, che chiuderebbe l'intermedio anch'esso al ribasso, ovviamente solo il tempo ce lo dira'

cmq direi siamo in onda C BLUE (composta da 5-3-5 sottonde, ed ora siamo alla 5 delle prime 5) ribassista, in cui la prima cinquina di onde ci portera' ad un target di 3,0280$ secondo elliott per stare larghi io direi 2,8-3,1$ come target di questa prima cinquina

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infine la view finale ovviamente tutta da verificare (sicuramente e' sbagliata)

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Nel Caos UEM gli Asiatici Vendono anche i titoli Tedeschi

Secondo il Telegraph è iniziato in sordina il contagio della Germania, che con una poltica "né carne né pesce" rischia l'autodistruzione.


19 novembre 2011 , ore 2:44 - 0 Commenti



Ambrose Evans Pritchard, The Telegraph – Per la prima volta da quando è iniziata la crisi del debito, gli investitori e le banche centrali Asiatiche hanno iniziato a vendere titoli Tedeschi e tirarsi fuori da tutta la zona euro, ritenendo i leaders Europei incapaci di mettersi d’accordo su una politica coerente.
Andrew Roberts, della Royal Bank of Scotland, ha detto che l’esodo dell’Asia segna un pericoloso punto di svolta nel dramma in corso. “Gli investitori Giapponesi e Asiatici per la prima volta stanno guardando al progetto euro e dicendo “Non mi piace affatto quello che vedo”, e sono in fuga da tutta la regione.
“La domanda nella mente di tutti, nei mercati del debito, è se è arrivato il momento di uscire dalla Germania. La Banca centrale europea ha 2.000 miliardi di € di bilancio, e se la zona euro cade nel baratro, la Germania rimarrà con il cerino acceso. Siamo molto vicini al punto in cui i mercati se ne renderanno conto, perché ci siamo già”, ha detto.

Jean-Claude Juncker, capo dell’Eurogruppo, ha soffiato sul fuoco avvertendo che la Germania non ha più un sano debito dell’ 82% del PIL. “Penso che il livello del debito tedesco sia preoccupante. La Germania ha più debiti della Spagna,” ha detto.
“E’ confortante far finta che i meridionali siano pigri e i Tedeschi laboriosi, ma non è così”, ha detto, inchiodando la Francia e la Germania per la loro gestione “disastrosa” della crisi.

I Bund tedeschi hanno già perso il loro status di debito àncora in Europa. I rendimenti della Svezia, fuori dall’euro, sono ora per la prima volta nella storia moderna 20 punti base sotto a quelli Tedeschi. I rendimenti Danesi e del Regno Unito sono superiori, ma negli ultimi mesi hanno riguadagnato la maggior parte del divario.
Il bund chiaramente ancora gode della fama di porto sicuro di stato. I rendimenti sono solo l’1.86%, ma nel corso della settimana scorsa ha iniziato ad emergere uno schema in cui non si rafforzano più così tanto ad ogni sell-off di Italia, Spagna o Francia.

“I Bund non stanno più reagendo allo stesso modo”, ha detto Hans Redeker, attuale amministratore della Morgan Stanley. “Fino a poco tempo fa, se gli investitori vendevano obbligazioni Italiane, poi tendevano a riequilibrare all’interno della zona euro con l’acquisto di Bund. Ma ora sembrano portare i loro soldi del tutto fuori dall’UEM. I dati del Tesoro degli Stati Uniti (TICS) mostrano che il denaro sta andando in buoni del tesoro Statunitensi, come ultimo rifugio sicuro”.

Simon Derrick della BNY Mellon ha detto che il flusso dei dati mostra uno switch da parte degli investitori stranieri dal Bund ai titoli Tedeschi a scadenza un anno o meno. “E’ un radicale cambiamento di comportamento. Sebbene gli investitori continuino a vedere la Germania come un rifugio sicuro, certamente non la vedono più come sei mesi fa”.

I traders dicono che gli Asiatici stanno prendendo beneficio sui Bund ed uscendo, con segnali che anche la Banca Centrale Cinese sta diminuendo la detenzione dei Bund. I fondi del Medio Oriente sono rimasti fermi.

L’esposizione della Germania alla crisi è già enorme, e come la zona euro entra in recessione le tensioni possono solo peggiorare. La Bundesbank è finora a rischio per € 465 miliardi nei pagamenti “Target 2″ delle banche centrali del Club Med e dell’Irlanda. Hans Werner Sinn dell’Istituto IFO ha detto che questa è una forma nascosta di eurobonds che incastra i contribuenti Tedeschi. “Il sistema attuale è pericoloso. Equivale a un gigantesco accumulo di debito estero”, ha detto.

La Bundesbank è il garante finale di € 180 miliardi di acquisti di obbligazioni da parte della Banca Centrale Europea, una cifra ancora in rapida crescita man mano che la BCE compra debito Italiano e Spagnolo.

Soprattutto, la Germania è a rischio per la sua quota di € 211 miliardi del fondo di salvataggio europeo EFSF, così come per il primo pacchetto del prestito Greco. Se la zona euro si rompe nel caos con default sovrani e una crisi in stile 1930 – un rischio già “non trascurabile” – la perdita potrebbe portare il debito Tedesco verso 120% del PIL.


Gary Jenkins di Evolution Securities ha detto che il contagio al centro dell’UEM ha messo a fuoco la prospettiva di un crollo e ha sollevato la questione di quanto tempo ancora la Germania potrà rimanere un porto sicuro. “Nel peggiore degli scenari è possibile che sarà necessaria una consistente ricapitalizzazione delle banche Tedesche e, potenzialmente, di garantire il debito dei partners dell’area euro.”

I critici dicono che la politica della Germania non é né carne né pesce. Ha sostenuto i salvataggi su una scala sufficiente a mettere a repentaglio la propria solvibilità, senza impegnare la potenza di fuoco necessaria a ripristinare la fiducia ed eliminare il rischio di default in Spagna e in Italia. Sarebbe difficile immaginare una politica più distruttiva.

Ancora non ci sono cambiamenti in vista. Giovedì la cancelliera Angela Merkel ha ripetuto che la Germania non avrebbe accettato l’emissione di titoli congiunti UE o un blitz di acquisto di bonds da parte della BCE. “Se i politici pensano che la BCE possa risolvere i problemi dell’euro, stanno cercando di convincere se stessi di qualcosa che non accadrà”, ha detto.

Eppure lei non ha offerto altra via d’uscita dall’impasse, e ogni giorno che passa è la stessa Germania che affonda sempre più nel pantano.
 
Mercati azionari: vicini ad un ulteriore crollo del 30/40%





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Proiezioni di Borsa - sabato, 19 novembre 2011 - 9:46

Ricordiamo che ad inizio anno abbiamo definito questo scenario: rialzo fino al primo semestre del 2011 e poi discesa fino a buona parte del 2012. Fra il 2011 ed il 2012 si formerà molto probabilmente(72%) il minimo del decennio.
Da inizio mese, stiamo invitando alla cautela, in quanto c'è l'elevata probabilità che siamo all'inzio di un collasso fra il 20 ed il 40% dei mercati internazionali.
Perchè questo? La situazione è preoccupante e di non poco.
Ci troviamo nella stessa situazione tecnica in cui si trovarono i mercati prima del crollo del 1987, del 1990, del 2000 e del 2007.
Soltanto una volta, nel 2010, questo segnale di incipit di spirale ribassista, è stato negato.
Ora cosa accadrà? Analizziamo il futuro più probabile, attraverso il Metodo PdB Tecniche di Breakout.
PdB è uno strumento unico al Mondo capace di dirti con elevatissime probabilità(intorno al 90%): se un rialzo è iniziato o è finito; se un rimbalzo è iniziato e fin dove può arrivare; se un ritracciamento è iniziato e fin dove può arrivare.
Cosa prospettava PdB Tecniche di Breakout per il mese di Novembre? La Tendenza di breve è negativa, tranne automodifiche, al momento poco probabili.
La massima estensione prevista al rialzo per il mese di Novembre era la seguente: Euro Dollaro 1,396 Future Ftse Mib 16.040 Future Eurostoxx 2.357 Future Dax 6.110 Future Bund 135,80 Indice S&P 500 1.272 Questi livelli sono stati toccati fra il 3 ed il 10 Novembre, proprio in piena scadenza di un setup della Bussola di Wall Street e Time Factor.
Nell'ultima settimana i mercati non hanno fatto cambiare di un millesimo la nostra proiezione, ed oggi più che mai continuiamo a ribadire, quasi come una nenia, quello che leggiamo dai grafici: , potrebbe essere molto vicino un fenomeno che potrebbe far accartocciare i mercati in pochissimo tempo.
Se qualcosa non cambia, ma allo stato dei fatti, sinceramente lo riteniamo poco probabile un cambiamento della situazione grafica, riteniamo che: entro da ora a Giugno 2012 lo &P 500 perderà oltre il 20% e ritornerà sotto i 1.000 pt; il Dow Jones (DJI: ^DJI - notizie) ritornerà in area 9.000 pt; il Future Dax ritornerà in area 3.800/4.000; il Future Eurostoxx in area 1.400 pt; il Future Ftse Mib in area 7.500/8.000.
Cosa dovrebbe accadere nella vita di tutti i giorni e nel contesto economico di tanti grave, da portare a questo shake out? Non lo sappiamo, ma ii nostri strumenti, al momento continuano a delineare tale scenario come molto probabile.
Cosa ci potrà salvare da questo futuro? Un' automodifica del Top or Bottom e il ritorno all'origine mensile superiore dei vari Indici.
Ma i mercati devono muoversi subito, in quanto ogni giorno che passa, la luce in fondo al tunnel diventa fioca, e rischia di spegnersi per un bel pò.
Gerardo Marciano Proiezionidiborsa Libreria di Borsa online
Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online
 
ciao simone, devo dire che con foo, avevamo previsto gia da diversi mesi un arrivo del dax in quota 2500-3000 se non ricordo male e del MIB sotto i 10.000, bisognerebbe ritrovare i post di questo tread con i grafici e le note

ora purtroppo non ho molto tempo per fare un'analisi anche sugli indici
 
no dai il gas peggio di cosi puo' solo fallire :)

cmq parlavamo degli indici, avevamo detto che il 2012 sarebbe stato al ribasso, anche per il gas ovviamente valeva questa previsione, si parlava LONG fino a gennaio e poi SHORT di brutto :)
 
no dai il gas peggio di cosi puo' solo fallire :)

cmq parlavamo degli indici, avevamo detto che il 2012 sarebbe stato al ribasso, anche per il gas ovviamente valeva questa previsione, si parlava LONG fino a gennaio e poi SHORT di brutto :)
ma quando l'Oil ritraccio' fino a $60 (2008/2009) il gas a quanto era? forse $2,5?
 

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