Operatività Indici & Futures - Open - Cap. 1

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...e se l'annuale non fosse ancora finito?

Vabbeh...

CR

mettiamola così: l'indice ha fatto il minimo a giugno

indice.png


11 mesi dalla partenza: 25 lug 2012 - 24 giu 2013.
Praticamente talmente preciso che si potrebbe pensare che dietro ci sia Tremonti...
 
il fib no. Ma consideriamo il minimo dell'indice "come se", per un annuale abbiamo bisogno di uno schema di inversione sul mensile

inversione.png



ricordo che per un intermedio lo cerchiamo sul primo T+1 (il timing che ci mette a formarsi il segnale).
Un T+3 ha due T+2 e 4 T+1. Dunque un T+1 è un quarto di un T+3. Ci siamo.
Un annuale ha due semestrali (T+4), quattro T+3, otto T+2.
Dunque con la stessa logica dovrei aspettare il close del primo T+3.
Ed è quello che facciamo prima di dire che è ripartito un 12 mesi ideali (l'annuale). Ma al contempo un mensile, 1\8 di tempo, è anche il primo segnale di attenzione che una svolta può essere prossima.
Per cui lo schema sopra proposto va considerato
 
Cosa annulla questo schema?
Un nuovo minimo sotto il 24 giugno (che poi riallinerebbe il fib con il suo sottostante).
Per cui sullo stesso schema approntiamo anche lo schema di inversione a ribasso.
 
ribasso.png


dove nn abbiamo ancora il primo segnale, il taglio trend.
Ma quando possiamo dire che abbiamo il segnale?
Solo se il max di ieri resiste (cosa che sul sottostante è già stato fumato).
Altrimenti la trend si sposta.
Vediamo cq lo schema ideale
 
Secondo me e' come per tutte le sfide/giochi: la voglia di vincere, di migliorarti
Ciao

Sono due cose diverse. Il migliorarsi non è sempre legato alla competizione. E' un'emozione intrapsichica. Diciamo che attiene solo a sé stessi.
Il gioco invece presume sempre un contendente. E' esterno. Comporta una sfida in cui ci sia un perdente.
Vedi, la competizione in sé porta anche una emozione negativa: il provare gusto nel vedere chi perde. Che, spingendo agli estremi, è un meccanismo che porta alla sofferenza dell'altro. La competizione come comunemente viene intesa (e ahimè insegnata a scuola) non è altro che la legge del più forte. Su questo sono stati spesi fiumi di inchiostro e non ha senso ritornarci ora.
Ciascuno se la vede con sé stesso e con la sua "visione del mondo".
Dunque o è migliorarsi, o è vincere.
Quando le uniamo diventa pericoloso: voglio migliorare la mia capacità di vincere.
In borsa, come nella vita, è pericoloso.
 
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