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SONO NATO GURU !!!
La Fed alza i tassi allo 0,75%-1%
Il Comitato di politica monetaria (Fomc) continua a vedere altri due aumenti del costo del denaro nel 2017. Yellen: non siamo particolarmente preoccupati per lo sviluppo di bolle.
Sale Wall Street perché i mercati temevano invece un'accelerazione dei rialzi dei tassi. Giù il dollaro.
Il Comitato di politica monetaria della Fed (Fomc) ha ribadito di vedere per quest'anno tre rialzi dei tassi d'interesse, quindi ce ne dovrebbero essere altri due. Secondo il Fomc, gli aumenti "saranno graduali". Per questo motivo i mercati, che temevano un'accelerazione del ritmo dei rialzi, hanno tirato un sospiro di sollievo. "La Fed è stata un po' meno falco del previsto", ha affermato Bill Gross di Janus Capital Group, puntualizzando che la presidentessa Janet Yellen, di base, "tende ad essere colomba".
Il board ha deciso di agire con nove voti favorevoli e un solo contrario, quello di Neel Kashkari, presidente della Fed di Minneapolis.
Per il 2018 la Fed prevede altre tre strette graduali, così come aveva già pronosticato a dicembre. Alla fine del periodo i tassi dovrebbero attestarsi al 2,1%. Inoltre la Fed non ha rivisto le sue stime sulla crescita dell'economia Usa per quest'anno, che è del 2,1%, mentre ha rialzato quella del 2018 dal 2% di dicembre al 2,1%. Per il 2019 prevede una crescita del pil del 3%, in leggero rialzo rispetto al 2,9% di dicembre. Per il momento l'istituto non intende considerare gli effetti sull'economia dei progetti di rilancio dell'amministrazione Trump. Il Tesoro Usa prevede una crescita del pil Usa del 3% nel 2018.
La Fed è inoltre sempre più fiduciosa che l'inflazione raggiunga l'obiettivo del 2%. I membri del Fomc ritengono che l'indice dei prezzi al consumo "si stabilizzerà attorno al 2% nel medio termine" e che la politica monetaria riuscirà a garantire "un ritorno costante dell'inflazione al 2%". Nel comunicato la Fed ribadisce il suo obiettivo d'inflazione come "simmetrico", un segnale che indica la tolleranza della Banca nei confronti di un eventuale movimento dell'inflazione leggermente al di sopra del target stabilito, per un breve periodo.
Il comunicato diffuso alla fine della riunione del Fomc è leggermente cambiato: è scomparsa infatti una parola -
"solo" - che indica un certo ottimismo della banca centrale americana nei confronti dell'economia Usa. E anche la volontà di effettuare una stretta superiore a quella di 25 punti base annunciata oggi.
La Fed si aspetta infatti che "le condizioni economiche evolveranno in modo tale da richiedere incrementi graduali dei tassi", che "probabilmente" resteranno "per un po'" al di sotto dei livelli che ci si aspetta prevalgano nel lungo termine. Nel documento diffuso alla fine della riunione precedente - quella del 31 gennaio e dell'1 febbraio scorso - la Fed aveva scritto che "le condizioni economiche evolveranno in modo tale da richiedere
solo incrementi graduali dei tassi".
C'è chi sostiene che la rimozione di quella parola stia a indicare la volontà della Fed di alzare i tassi dello 0,50%, se sarà necessario.
In generale, nel comunicato si legge che "l'attività economica ha continuato a espandersi a passo moderato" e che il mercato del lavoro ha continuato a "rafforzarsi" con la creazione di posti di lavoro che "resta solida". Venerdì scorso il governo Usa aveva d'altra parte diffuso un rapporto sull'occupazione americana a febbraio con un tasso di disoccupazione sceso al 4,7% e con la creazione di 235.000 posti di lavoro, ben oltre i 197.000 attesi dagli analisti.