Le Borse iniziano a temere
un nuovo tsunami finanziario
Le Borse in questi ultimi anni hanno fatto felice un sacco di gente. Ma adesso, forse, sta per arrivare l’ora della resa dei conti. Il grande tour nei soldi facili è finito, e si torna a lavorare. di G.TURANI
Da Affari & Finanza, La Repubblica,
rubrica L'Ottovolantone, di lunedì 6 marzo 2006
MILANO - Le Borse per ora non mollano, anche se gli annunci di tempesta si moltiplicano. E sembra che stia per arrivare una specie di tsunami finanziario. Si sa da tempo che Wall Street (e quindi tutti gli altri principali mercati) dovrebbero frenare e tornare indietro perché hanno corso effettivamente un po’ troppo, ma adesso l’elenco comincia a allungarsi. Più di un analista ha cominciato a sostenere che dovranno essere alla vigilia di un crollo dei mercati emergenti. Il motivo è il solito: si è corso troppo e è ora di tornare a casa. Ma adesso sembra che il mercato di Mosca debba intronare la retromarcia. Le Borse in questi ultimi anni hanno fatto felice un sacco di gente. Ma adesso, forse, sta per arrivare l’ora della resa dei conti. Il grande tour nei soldi facili è finito, e si torna a lavorare.
Il gruppo assicurativo inglese Aviva
è uno dei grandi protagonisti della finanza europea anche per la capacità di acquisire quote strategiche o stringere alleanze con gli altrettanto grandi players dello scacchiere europeo, fra gli altri AbnAmro, Mediobanca, Societé Genérale, Unicredito solo per fare un esempio. In Italia però è nota più che altro agli addetti ai lavori visto il basso profilo che ha sempre tenuto, mentre è conosciuta al grande pubblico con i marchi Commercial Union e Norwich Union. Ma dai primi di marzo risistemerà tutta la questione usando un solo nome, Aviva, appunto. Per i clienti sarà più semplice da memorizzare, per gli osservatori della scena finanziaria un altro grande giocatore che probabilmente non starà in panchina.
58 grandi vini e una decine di grappe d’eccellenza del Trentino, 28 cantine e 10 distillerie. E’ questo il promettente programma di un incontro con degustazione che si terrà martedì negli eleganti saloni dell’Hotel Principe di Savoia di Milano, una rassegna del buongusto italiano in cui saranno presenti tutti i migliori marchi trentini da Cavit, a Cesconi, dalla Rotari, alla notissima Ferrari dei fratelli Lunelli, alle aziende agricole Dorigatti e Longariva, la Riserva dell’Elmo Saracini, le Cantine Lavis, le distillerie Pilzer, Bertagnolli e Zeni. Si consiglia di tornare a casa in taxi… Ha chiuso qualche giorno fa il quarto Salone del lusso a Verona. Lusso come eccellenza del Made in Italy, sbandierano gli organizzatori, come culto del bello, come lusso non soggetto alle mode, ma di lusso, in verità, c'era poco... In compenso c’erano molte persone interessanti. Le attrici Lia Tanzi e Rossella Gardini in compagnia di Charlotte Gainsburg, figlia del rimpianto, mitico Serge (che è stata alloggiata sulle colline del Valpolicella nel relais-bomboniera La Magioca) hanno osservato con molto interesse le borse in coccodrillo e struzzo con manici-gioiello, dei vicentini Ilaria e Federico Nuti, da 35.000 euro in su (gli unici veri oggetti di lusso ben conosciuti dalle belle e ricche signore neworkesi). Da un’altra parte lo stilista Luca Roda e Valerio Massimo Manfredi, scrittore archeologo della 7, erano attenti di fronte a un Riva Superaquarama del 1976. L’affascinante pittrice Giusy Rampini (la casa di campagna del presidente Giscard d'Estaing è piena di suoi dipinti che rappresentano cani da caccia di cui è appasionata) era molto incuriosita davanti ai ricercatissimi gioielli Madreterra, Made in Tuscany - collection Africa - di Petulia Mattioli Bernocchi. E Mauro Curatolo, patron di una delle più trendy boutique-moda di Milano, e quindi anche un po’ esigente per la verità, ha cercato e non ha trovato il lusso come appagamento personale. Altra attrattiva sono stati i fucili da caccia Beretta con le preziose incisioni dei maestri bresciani dai costi stratosferici (ma si tratta veramente di capolavori). Molto ammirati (e comprati) questi fucili da russi e da americani. Il prezzo? Da 100.000 euro in avanti...
Bizzarrie diplomatiche e del “made in Italy”. In America Berlusconi ha incontrato per la prima volta Bush in monopetto con gilet – e questo ha fatto felice il suggeritore-consulente, cioè lo storico amico ingegnere nucleare Guido Possa - e indossava una cravatta seria, troppo, della seteria comasca Canepa guidata da Giovanna, moglie del ministro Stanca. Bush, invece, aveva al collo una rossa cravatta di Luca Roda. Insomma, sotto l’aspetto delle cravatte l’incontro (che ha sollevato ammirazione e polemiche) è stato totalmente all’insegna del miglior “made in Italy”.
(06 marzo 2006)
....iniziano eh.......
