FTSE Mib Futures solo fib fatto "ad quazzum 2009/2010"

....e qual'è quello che guardi in particolare...:jack:...oltre alle chiappe sul 3d di Olly naturalmente....:-D

quell oche vedo sul televideo ;)

diciamo che non mi faccio impressionare dalle notizie del minuto (dato delle 15.15 del Commiteeboardofstudy sulle palline da golf finite nei laghetti dello IOWA o sull'importanza del pagamento della cedola di un sukuk di Dubai) per cambiare strategia.


e ora che mi ci fai pensare.... che guardo in particolare ? ... niente ...mondo ladro :) .....
 
silut sarà indaffarato in altro e indi provo a fare il supplente.

daccordissimo sulla capitalizzazione della borsa italiana e della sua importanza a livello mondiale.

tanto per fare un esempio, io vivo in francia , e sul bloomberg tv francese nemmeno appare lo spmib nello scorrere quotazioni.


se al tg parlano di borsa citano chiaramente indici usa e cac 40 , poi nella panoramica delle borse mondiali ti mettono londra, francoforte , madrid , bruxell e amsterdam.

in pratica la borsa italiana è vista all'estero come in italia la borsa greca o portoghese .

chi conosce il PSI20 portoghese o lo Χρηματιστήριο Αξιών Αθηνών greco ?


ciò nonostante noi operiamo tranquillamente sul nostro indice come a Coimbra :D non si creano problemi a shortare o longare il loro indice rossoverde .


se quindi la nostra borsa è piccola il riflesso dei suoi derivati ne è espressione

analizzare i COT usa è ormai inflazionato , una volta lo facevo ed era una pacchia vedere che facevano i commercial , ma da quando si sono accorti che è diventato un indicatore ha fatto la fine del vix. indicatore che non serve + ad un fico perchè conosciuto ormai da tutti.


il fatto che l'idem lo guardino in pochi e non si legga quasi da nessuna parte analisi che si basino su tali dati mi conforta e mi stimola a continuare a farlo.

le serie storiche delle mie analisi basandomi su questi dati sono confortanti. non ho preso grosse cantonate e sono riuscito ad anticipare grossi movimenti importanti , sia sull'indice e soprattutto sui titoli.

mitica la mia dritta su autostrade (prima dell'entrata degli spagnoli) e su generali qualche anno fa. li ci feci i + grossi guadagni della mia carriera borsistica.


tornando ai volumi e ai numeri resto convinto, che anche se piccoli siano molto importanti per comprendere il "sentiment" di fondo.

chi ci opera sono soprattutto istituzionali e mica ci operano "ad quazzum".

saranno ben supportati da uffici studi , centri analisi e azzi e mazzi o no ?

prima di decidere se una quota è da vendere o da comprare avran ben usato gann , elliot , analisi tecnica, fondamentale , ossicini e palle di vetro o no ?

ora siccome io non sono in grado di fare analisi di quel tipo , spio le analisi altrui , e il sunto di tutto il loro lavoro lo vado a leggere nell'idem



spero di essere stato spiegato :lol::lol:

esatto:up: tornato ora..
 
Innanzitutto complimenti per la tua analisi. Ho imparato molto. Plaudo alla tua intenzione di un aggiornamento settimanale. Permetti però a un vecchio (di età) ma novizio (seguo la Borsa solo da 5 anni) qualche considerazione:

gli scambi attuali su Borsa Milano si aggirano giornalmente tra i 7 e gli 8 miliardi di €. Le cifre in gioco dello sbilancio tra call e put sono in paragone molto modeste. Per manovrare l'indice e farlo salire di 100 pt credo che occorra investire parecchi quattrini, anche e soprattutto perché il nostro indice (incidenza del 2% al livello mondiale) segue pedestremente lo SP500 il Nasdaq e il DJ.

Due domande quindi:
1) non sarebbe meglio riferirsi all'OI USA, invece che al nostro?
2) è stato riscontrato statisticamente che i tuoi calcoli sono suffragati da statistiche nei dieci anni precedenti, e, soprattuto, visto che sei in borsa da 15 anni e hai una competenza notevole, hai constatato personalmente la loro validità.

andgui.

ciao caro...già ti ha risposto arsenio....
ps io non opero da 15 anni....:-?;)
 
guarda put cal ratio


poi leggi la sua definizione :)






il call/put ratio (sarebbe preciso dire put/call ratio) rappresenta il rapporto tra il numero di opzioni put trattate in un determinato giorno diviso il numero delle call.

ogni titolo (trattato a isoalpha)ha il proprio put/call ratio, così come l'indice
I valori normali sono compresi tra 0.5 e 1.

E' un indicatore che indica il sentiment del mercato quando raggiunge valori estremi.

Nel caso ci trovassimo in un punto di svolta del mercato, e gli operatori credano che possa esservi un calo, si coprono acquistando opzioni put facendo così salire il rapporto. Un rapporto basso indica invece un mercato in cui gli operatori che vogliono vendere si attendono una risalita del mercato e si proteggono acquistando opzioni call.

arsè....questa nn l'ho capita tanto....
io se vedo ad esempio un aumento di put, penso ad un consolidamento su determinati prezzi e penso che quei prezzi non verranno toccati a ribasso...quindi aumentano le put= rialzo titolo in quianto i venditori sono troppo esposti davanti ad un ribasso....
mi pare il contrario o sbaglio?
 
c'entra un fico, ma guardavo un pò a destra e amanca e ho trovato questo


bellino

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