Solo politica

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Di qua maledicono, di là sperano (ma chi vive sperando muore ca*ando......)
la verità è altro.

E' più vicino a Vladimir Putin che a Volodymyr Zelenskyj;

Aperto fautore delle gesta della Decima Mas, piuttosto che interessato alle fortune della Nato;

Di destra-destra marcata e non di centrodestra;

Fieramente ostile al pensiero unico vigente, giammai aperto al green deal europeo, all’eutanasia o alla bergogliana “troppa frociaggine”;

Addirittura assertore convinto della famiglia tradizionale di contro alle aperture forziste al nido arcobaleno di mammo, padra, maternità surrogate.

Proprio per tale resiliente Weltanscauung, chiaramente spiattellata e coerentemente ribadita,
fu accolto a braccia aperte, nominato vicepresidente, quindi, eletto a furor di popolo leghista all’europarlamento,
superando il mezzo milione di preferenze

(più del doppio della Elly Schlein).
 
Se la previsione del 4 per cento a “Futuro nazionale” è fondata,
allora viene naturale opinare che Vannacci si avvia semplicemente a recuperare gli elettori 2018 di Fratelli d’Italia,
quando l’attuale partito di maggioranza, allora al 4,3 per cento,
non s’era ancora messo del tutto alle spalle il passato missino e le nostalgie salotine.

È forse il caso di opinare che Roberto stia opportunamente coprendo un vuoto,
restituendo ai devoti di Predappio, che si sentono “traditi” da Giorgia Meloni e dai Crosetto,
una edificanda casa comune, comunque legale, dentro le istituzioni e non fuori controllo e pericolosamente eversiva,
come potrebbe configurarsi una pattuglia extraparlamentare delusa e incazzata nera,
convinta d’essere stata turlupinata e tagliata fuori dai boia che hanno mollato.
 

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