Val
Torniamo alla LIRA
In principio fu Greta Thunberg, che lanciò i venerdì di sciopero scolastico a difesa dell’ambiente.
Oggi, al suo posto, ci sono invece gli “imbrattatori“,
che sporcano monumenti e fontante storiche con vernici
o si siedono nel bel mezzo delle strade più trafficate per creare disagi agli automobilisti.
Anche loro dicono di battersi per un pianeta più verde e pulito.
L’ultima “bravata” è stata quella degli attivisti del gruppo Ultima Generazione,
che si sono radunati davanti al Senato per poi versarsi addosso taniche di fango
e sparare acqua con estintori sui muri del palazzo.
Ma chi c’è davvero dietro questi gruppi?
Si tratta solamente di giovani impegnati, a modo loro, in battaglia ecologiste?
No, decisamente no.
si tratta piuttosto di “burattini manovrati da finanziatori miliardari,
con epicentro negli Usa, che se ne servono per ottenere dai governi
provvedimenti green indispensabili per nuove e lucrose speculazioni finanziarie”.
E d’altronde ai tempi del successo di Greta, nel 2019,
il settimanale tedesco Der Spiegel aveva lanciato un’inchiesta
sui retroscena della sua discesa in campo e sui suoi finanziatori,
sostenendo che a “creare” il suo personaggio fossero stati, tra i tanti,
Mark Carney, ex governatore della Banca d’Inghilterra,
e Al Gore, ex vicepresidente Usa e ambientalista.
Oggi è stato invece, il Washington Examiner a rilanciare l’allarme,
pubblicando nomi e cognomi dei miliardari
e delle organizzazioni sedicenti benefiche che,
“dai loro salotti americani di sinistra”,
finanziano le proteste green in tutto il mondo, Italia compresa.
Oggi, al suo posto, ci sono invece gli “imbrattatori“,
che sporcano monumenti e fontante storiche con vernici
o si siedono nel bel mezzo delle strade più trafficate per creare disagi agli automobilisti.
Anche loro dicono di battersi per un pianeta più verde e pulito.
L’ultima “bravata” è stata quella degli attivisti del gruppo Ultima Generazione,
che si sono radunati davanti al Senato per poi versarsi addosso taniche di fango
e sparare acqua con estintori sui muri del palazzo.
Ma chi c’è davvero dietro questi gruppi?
Si tratta solamente di giovani impegnati, a modo loro, in battaglia ecologiste?
No, decisamente no.
si tratta piuttosto di “burattini manovrati da finanziatori miliardari,
con epicentro negli Usa, che se ne servono per ottenere dai governi
provvedimenti green indispensabili per nuove e lucrose speculazioni finanziarie”.
E d’altronde ai tempi del successo di Greta, nel 2019,
il settimanale tedesco Der Spiegel aveva lanciato un’inchiesta
sui retroscena della sua discesa in campo e sui suoi finanziatori,
sostenendo che a “creare” il suo personaggio fossero stati, tra i tanti,
Mark Carney, ex governatore della Banca d’Inghilterra,
e Al Gore, ex vicepresidente Usa e ambientalista.
Oggi è stato invece, il Washington Examiner a rilanciare l’allarme,
pubblicando nomi e cognomi dei miliardari
e delle organizzazioni sedicenti benefiche che,
“dai loro salotti americani di sinistra”,
finanziano le proteste green in tutto il mondo, Italia compresa.