FTSE Mib Futures solointraday - Cap. 3

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Mare, mare, mare
cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no, non voglio restarci più no, no, no,
mare, mare, mare
cosa son venuto a fare se non ci sei tu
no, non voglio restarci più no, no, no,
mare, mare, mare
avevo voglia di abbracciare tutte quante voi
ragazze belle del mare, mare,
mare, mare, mare
poi lo so
che torno sempre a naufragare qui..
 

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comprono tutto anche immobili

Boj: politica Giappone, armi pesanti dalla banca centrale per rilanciare l'economia. La BCE monetaria aggressiva per portare inflazione al 2% in due anni

La Bank of Japan, sotto la guida del neogovernatore Haruhiko Kuroda, amplia le misure di politica monetaria per cercare di far uscire il Giappone dalla deflazione che attanaglia la sua economia da circa quindici anni

La Banca Centrale del Giappone (Bank of Japan - BoJ) ha annunciato un ampliamento delle misure di politica monetaria. Per cercare di uscire dalla lunga crisi punterà su più liquidità, più inflazione, yen più debole per favorire le esportazioni. Il Comitato di politica monetaria ha deciso di acquistare titoli di Stato (fino a circa 530 miliardi dollari) a più lungo termine (superando il limite dei 3 anni precedentemente imposto per arrivare a 7), con l'obiettivo di raddoppiare la base monetaria e per centrare un target di inflazione al 2% in due anni. Previsto anche l’acquisto di asset rischiosi legati al mercato immobiliare ed Etf.
La BoJ, sotto la guida del neogovernatore Haruhiko Kuroda, cerca così di far uscire il Giappone dalla deflazione che attanaglia la sua economia da circa quindici anni: prezzi in discesa, domanda interna sempre più debole, profitti delle imprese in calo a causa della ricerca di competitività su prezzi più bassi, salari bloccati, interessi molto bassi sugli investimenti.
Attese per oggi pomeriggio le decisioni della Banca centrale europea (Bce). L’istituto di Francoforte comunicherà se manterrà i tassi d'interesse al minimo storico dello 0,75%.

http://www.oipamagazine.eu/categori...-per-portare-inflazione-al-2-in-due-anni.html
 
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i krukki

ECONOMIA
03/04/2013
“Ha nascosto perdite per 12 miliardi”
Germania, indagine su Deutsche bank
La sede di Deutsche bank, prima banca della Germania
+ La Banca del Giappone sfida la crisi Sì a una politica monetaria aggressiva

Il più grande istituto europeo finisce
nel mirino della banca centrale, accusato per la gestione dei derivati
La Bundesbank, la banca centrale tedesca, ha avviato un’indagine sul possibile occultamento di perdite per miliardi di dollari su derivati occultate da Deutsche bank, prima banca del Paese durante l’ultima crisi finanziaria. Lo rivela il Financial Times citando fonti a conoscenza del dossier. La Stampa - ?Ha nascosto perdite per 12 miliardi? Germania, indagine su Deutsche bank
 
Mare, mare, mare
ma che voglia di arrivare lì da te, da te
sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare, mare
ma sai che ognuno c'ha il suo mare dentro al cuore sì
e che ogni tanto gli fa sentire l'onda
mare, mare, mare
ma sai che ognuno c'ha i suoi sogni da inseguire sì
per stare a galla e non affondare no, no




:D:D

siamo un popolo di poeti e naviganti

siamo gente di mare, che se ne va, dove gli pare, dove non sa

buon proseguimento e a dopo
 
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Auto: mutui subprime spaventano economia Usa (MF)

MILANO (MF-DJ)--I mutui subprime tornano a spaventare l'economia statunitense. In particolare la concessione di denaro a prestito a clienti di basso standing sarebbe dietro la forte crescita delle vendita di nuove auto che ha contraddistinto gli ultimi anni e, stando ad alcuni osservatori, di qui a pochi mesi si potrebbero cominciare e vederne le conseguenze.

Sembra che, scrive MF, l'espansione a questo tipo di credito al consumo non ha conosciuto soste negli ultimi anni. Tanto che nel 2012 i bond garantiti da crediti subprime legati all'acquisto di nuove auto ha raggiunto il controvalore di 18,5 mld usd, rispetto agli 11,75 mld del 2011. E il ritmo ha continuato ad accelerare anche quest'anno. Nei primi mesi del 2013 il controvalore di questo tipo di transazioni e' salito 5,7 miliardi di dollari, rispetto ai 4,4 miliardi del primo trimestre 2012.

Il rischio, spiegano gli osservatori, e' che andando avanti di questo passo si venga a creare una bolla nel settore, che potrebbe avere effetti devastanti non solo sul comparto ma sull'intera economia visto che, tra case automobilistiche, rivenditori e investitori il settore automotive rappresenta una grande fetta dell'economia americana. red/bca

(END) Dow Jones Newswires
 

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