FTSE Mib Futures solointraday - Cap. 3

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ai nostri occhi sembrano un branco di ubriachi impazziti, ma sicuramente il loro disegno lo hanno ben lucido in mente, e non si fermeranno davanti a nulla per salvare i propri azionisti, se non all'evidenza dei fatti, quando faranno a gara a scendere dal carro dei salvatori delle banche. un pochino come è successo da noi da quando il 5 stelle ha spaiato le carte: fanno finta si tagliano stipendi, benefici ma comunque provano a mantenere lo status quo. fino a quando avranno la percezione che non lo potranno più fare. e allora faranno a gara

eh sì... cmq 3 figure sull'euro non hanno sortito effetto... ora però ci sono la valanga di put che avran venduto e i rendimenti dei bond collassati da sfruttare per sostenere la baracca. mq in teoria... 30y bond giapponesei... rendiemnto collassato da 2% a 1,3 circa...incredibile... spazio quindi ce ne sarebbe ancora.
 
complimenti!
stupenda analogia...
vediamo che succede
molto secondo me dipenderà dal dax stasera. se forza la verde potrebbe davvero funzionare, se tengono stasera potrebbero davvero volersi fare un altro giro di giostra col supporto delle magie sulle valute
al momento mi viene da pensare che siano in pieno impulso ribassista, e non vedo come l'euro possa aiutare i periferici ma non il dax. neanche a settembre/ottobre 2011 riuscirono in una cosa del genere quando sparigliarono i minimi di spoore dax e ftsemib a distanza di un mese l'uno dall'altro, quando erano in pieno rilancio di qe
 
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eh sì... cmq 3 figure sull'euro non hanno sortito effetto... ora però ci sono la valanga di put che avran venduto e i rendimenti dei bond collassati da sfruttare per sostenere la baracca. mq in teoria... 30y bond giapponesei... rendiemnto collassato da 2% a 1,3 circa...incredibile... spazio quindi ce ne sarebbe ancora.
se fed e boj insieme vendono usd e yen per comprare euro possono fare di tutto
ma non è forza dell'euro perchè perde contro sterlina e gbp.
che a bruxelles abbiamo un branco di ....... è fuor di dubbio, ma non è da escludere che siano state ricoperture sui cambi di operatori rimasti sorpresi dall'intervento della boj, del non intervento della bce e dalle dichiarazioni della yellen ieri che contrastano coi dati sui disoccupati di oggi
tanto è un manicomio, la fortuna per chi ha posizioni al ribasso per ora è che l'effetto euro si sia sentito sul nostro listinuccio e non sul dax
 
questo a ieri
oggi scambi in aumento

Dai dati ufficiali di chiusura risulta che il controvalore degli scambi nella seduta odierna è stato pari a 1,940 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 1,926 miliardi di ieri.

I contratti si sono attestati a 211.729 rispetto ai 236.322 precedenti.

Sul future FTSE Mib di giugno sono stati scambiati 31.942 contratti dai 33.886
 
se fed e boj insieme vendono usd e yen per comprare euro possono fare di tutto
ma non è forza dell'euro perchè perde contro sterlina e gbp.
che a bruxelles abbiamo un branco di ....... è fuor di dubbio, ma non è da escludere che siano state ricoperture sui cambi di operatori rimasti sorpresi dall'intervento della boj, del non intervento della bce e dalle dichiarazioni della yellen ieri che contrastano coi dati sui disoccupati di oggi
tanto è un manicomio, la fortuna per chi ha posizioni al ribasso per ora è che l'effetto euro si sia sentito sul nostro listinuccio e non sul dax

sì, il sentimen sul dollaro era molto positivo e negativo sull'euro... vediamo, secondo me 1,32 non è così semplice da superare
 

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per arrivare a dirlo anche fugnoli, deve essere proprio inevitabile il ribasso stavolta

Vendere in maggio. Anzi, meglio ancora, in aprile

di: di Alessandro Fugnoli (Kairos) Pubblicato il 05 aprile 2013| Ora 17:53
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Vendendo qualcosa adesso ci sono buone possibilità di riuscire a ricomprarlo di qui all’estate un 5 per cento più in basso. Ogni bravo rialzista dovrebbe augurarsi una discesa in tempi brevi. Altrimenti il rischio...L'opinione di Alessandro Fugnoli (Kairos).



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Media mensile dei guadagni dello S&P 500 tra gennaio 1950 e aprile 2009
MILANO (WSI) - Tommaso d’Aquino contrappone l’irreligiosità, un difetto di religione, alla superstizione, un eccesso di religione. Il superstizioso, afferma, adora Dio in modo improprio oppure adora entità diverse da Dio. Meno finemente, l’Illuminismo giacobino, nelle sue forme hebertiste e montagnarde, mette insieme religione e superstizione e le condanna entrambe nel nome della dea Ragione.

Da due secoli la superstizione viene studiata non per la sua eventuale utilità, ma come oggetto di analisi da parte dell’antropologia o, in quanto malattia ossessivo-compulsiva, della psichiatria. Il superstizioso è dunque primitivo, tendenzialmente povero, sicuramente incolto, probabilmente vittima. Se insiste va curato con un inibitore della ricaptazione della serotonina.

In realtà si potrebbe anche essere un po’ meno rigidi. I Romani, probabilmente il popolo più superstizioso di tutti i tempi, conquistarono il mondo e furono anche molto tolleranti verso le culture che accettavano il loro primato politico. Newton, come ebbe a scrivere Keynes, fu l’ultimo dei maghi e dedicò più tempo e passione alla ricerca della pietra filosofale che alla gravità o al calcolo infinitesimale.

Il confine tra superstizione e scienza è forse più sottile e confuso di quanto si immagini. Alla base c’è comunque un post hoc ergo propter hoc. Alla roulette mi metto una certa cravatta perché è quella che indossavo la prima volta che ho vinto. Consumiamo da due secoli combustibili fossili, fa più caldo di una volta, il riscaldamento globale è antropogenico.

I Romani, gente pratica, usavano la superstizione finché funzionava. Se una certa pratica non dava buoni risultati la cambiavano. Se la pratica alternativa non funzionava si cambiavano gli aruspici. Come nella teoria di Lakatos sui programmi di ricerca scientifica, creavano una cintura protettiva di teorie ad hoc a difesa della loro teoria generale ogni volta che qualcosa interveniva a falsificarla.

Gente pratica, i Romani avrebbero senz’altro fatto loro la teoria del Sell in May, quella che afferma che in borsa bisogna vendere in maggio e ricomprare in novembre. Prima di farsi intellettualizzare dalla cultura greca non avrebbero certo disprezzato il Sell in May come leggenda metropolitana o superstizione da poveri di spirito. Massimamente incuranti del Nobel in economia, avrebbero cercato invece di ricavare il più possibile da questa bizzarra teoria.

Bill Gross scrive oggi, sulla scia di Nassim Taleb, che i grandi investitori sono più fortunati che bravi. A volte, viene da pensare, non occorrerebbe nemmeno la fortuna. Basterebbe essere intellettualmente umili. Proporsi di battere il mercato comprendendone i fondamentali prima degli altri è pensiero forte. Cavalcare il mercato attraverso l’analisi tecnica è pensiero debole, ma è comunque pensiero. Affidarsi passivamente al ciclo eterno delle stagioni non è nemmeno Tao, è puro Zen.

Se oggi un aspirante gestore si proponesse a una società di fondi spiegando di volersi presentare al lavoro solo due giorni all’anno, uno per vendere e uno per comprare, verrebbe accompagnato alla porta scortato dalla sicurezza. Eppure il riscontro empirico è impressionante. Uno studio pubblicato nel 2002 dall’American Economic Review afferma che il Sell in May ha funzionato storicamente in 36 dei 37 mercati considerati. Gli autori, che quasi a prenderne le distanze si dichiarano per primi sorpresi dai risultati, calcolano una outperformance annuale dei mesi invernali compresa tra l’1.5 e l’8.9 per cento a seconda dei paesi considerati.

Uno studio del 2012 di Jacobsen e Zhang allarga le osservazioni su 319 anni e nota un’intensificazione della stagionalità negli ultimi 50 anni. Un aspetto meno noto è che anche la volatilità cambia. Come si può intuire è più bassa d’inverno, quando il mercato sale, e più alta d’estate.

Siamo andati a riguardare gli ultimi anni e abbiamo scoperto, buoni ultimi, che il picco del mercato, in realtà, non è in maggio ma già in aprile, come se tutti si volesse anticipare il Sell in May. Nel 2008, a dire il vero, l’SP500 inizia a crollare il 19 maggio. La discesa, come tutti purtroppo ricordiamo benissimo, è violentissima, ma il mercato si concede comunque una ripresa in novembre e dicembre, salvo ricrollare subito dal 2 gennaio. Nel 2010, a ripresa già avviata, la discesa estiva inizia il 24 aprile. Nel 2011 il 28 aprile è addirittura il massimo dell’anno. Nel 2012 la correzione estiva inizia il 27 aprile.

A ben vedere, la stagionalità non deriva, poeticamente, dalle stelle, ma dalla decisione, umana e storicamente determinata, di organizzare il tempo in anni solari e di datarne l’inizio in gennaio. In Giappone, dove l’anno fiscale inizia per tutti in aprile, la stagionalità è leggermente diversa.

A parte il Giappone, il ciclo invernale positivo è in realtà composto da due sotto cicli. C’è il finale d’anno, in cui si constata a consuntivo che le paure dell’estate erano esagerate e in cui si compra anche per abbellire i bilanci. C’è poi l’inizio dell’anno, quando i libri dei trader sono puliti e le fantasie e le speculazioni possono correre libere, sapendo di avere tutto un anno davanti per realizzarsi.
Una volta riempitisi tutti di azioni arriva il momento, in primavera, in cui il combustibile per comprare si riduce. È questo il momento in cui si celebra il ricongiungimento tra le aspettative ottimistiche di gennaio e la realtà sottostante, inevitabilmente meno bella di come ci si era immaginato. Inizia così una fase di correzioni che inizialmente sono interpretate come occasioni di acquisto e che appesantiscono ulteriormente i portafogli fino a che non inizia il ribasso vero.

La novità degli ultimi 25 anni è il targeting sulle borse da parte delle banche centrali. In un contesto di indebitamento crescente da parte delle famiglie in tutto il mondo sviluppato, il rialzo di borsa è l’ultima leva rimasta per fare ripartire o mantenere alti i consumi dei privati e gli investimenti delle imprese (che in una borsa tonica trovano capitale a buon mercato). Ecco allora che il ribasso estivo delle borse fa scattare puntualmente la reazione delle autorità monetarie, ogni anno più aggressiva. Sono di fine agosto i seminari di Jackson Hole, durante i quali la Fed presenta e legittima in un contesto accademico le sue risposte non convenzionali, come il Quantitative easing o il targeting sull’occupazione e il Pil nominale. Ed è in agosto che Draghi pronuncia il discorso del "qualsiasi cosa occorra" per dissipare le paure sull’euro. L’intervento estivo delle banche centrali, ormai tradizionale, rafforza la stagionalità mettendo in moto, con un certo anticipo rispetto al tradizionale novembre, il grande rialzo invernale.

In questo 2013 non c’è solo la stagionalità a invitare alla prudenza. In Europa la frase di Dijsselbloem su Cipro come modello appare potenzialmente equivalente a quella di Draghi in agosto (con segno ovviamente contrario). L’assenza completa di dibattito teorico e politico sulla strategia europea per la crescita non aiuta certo a dissipare i timori.

Se i mercati, per il momento, hanno messo Dijsselbloem tra parentesi è perché i dati macro americani, cinesi e giapponesi sono stati finora buoni. Succede però che le tre aree stanno rallentando simultaneamente da un mese circa. Solo gli indicatori istantanei hanno registrato finora il rallentamento, ma il flusso di dati mediocri, nelle prossime settimane, si allargherà ai grandi indicatori. Il positioning carico (si sale da quasi 10 mesi) e il rallentamento ciclico aprono dunque la strada a una fase di correzione che potrà trasformarsi in ribasso vero del 10-15 per cento se l’Europa manderà nuovi segnali di litigiosità o di crisi vera e propria.

Per il momento, tuttavia, siamo propensi a immaginare una flessione più modesta. In Europa l’elefante della crisi gira liberamente nella stanza, ma finché tutti fanno finta di niente anche i mercati possono provare a girarsi dall’altra parte. Quanto all’America, non bisogna trascurare la forza che il settore privato sta continuando a manifestare, una forza non solo ciclica ma sempre più chiaramente strutturale. Se il Pil è mediocre è per la stretta fiscale e per i tagli di spesa pubblica, a medio termine un fattore positivo.

Vendendo qualcosa adesso ci sono buone possibilità di riuscire a ricomprarlo di qui all’estate un 5 per cento più in basso. Ogni bravo rialzista dovrebbe augurarsi una discesa in tempi brevi. L’alternativa, come dice Marc Faber, è il 1987. Un’estate senza correzione e poi, a fine ottobre, un brivido lungo la schiena.

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*Questo documento e' stato preparato da Alessandro Fugnoli, strategist Kairos Partners SGR. ed e' rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell'art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita' alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita' di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.
 
QE Infinity Needs Tweaking
The FOMC's QE Infinity represented a big change from prior programs. Unlike prior programs that specified the size of the program and the end date, QE Infinity is open-ended.
The problem with QE Infinity as it was originally intended - $85 billion of monthly purchases indefinitely - was the lack of flexibility. The FOMC could do all or nothing and the calls for tapering are meant to tweak this.
The statement following the March 20, 2013 FOMC meeting stated the following about end-point of QE Infinity:
"The Committee will closely monitor incoming information on economic and financial developments in coming months. The Committee will continue its purchases of Treasury and agency mortgage-backed securities, and employ its other policy tools as appropriate, until the outlook for the labor market has improved substantially in a context of price stability. In determining the size, pace, and composition of its asset purchases, the Committee will continue to take appropriate account of the likely efficacy and costs of such purchases as well as the extent of progress toward its economic objectives." (Source: FOMC, bold added by the author)
The comment about the size, pace and composition of asset purchases seems to pave the way for the FOMC to reduce the size of QE Infinity down from $85 billion.
Janet Yellen's Speech
A number of speeches by FOMC members since the last meeting have been about the issue of tapering. Janet Yellen's speech yesterday furthered that debate.
Interestingly, Yellen argues that the FOMC should be open to tapering the $85 billion of bond purchases in the context of enhancing the FOMC's communication about its intentions for monetary policy. Yellen believes that communication is an important tool in monetary policy. She stated:
"In its most recent statement, the FOMC also indicated that the pace and composition of the purchases may be adjusted based on the likely efficacy and costs of such purchases, as well as the extent of progress toward the Federal Reserve's economic objectives. In my view, adjusting the pace of asset purchases in response to the evolution of the outlook for the labor market will provide the public with information regarding the Committee's intentions and should reduce the risk of misunderstanding and market disruption as the conclusion of the program draws closer." (Source: FOMC, bold added by author)
It is important to note that Yellen, and some other advocates of tapering, are not suggesting that the Fed immediately cut down the $85 billion of bond purchases. Rather, they want it to be a tool that they can use in the future.
Furthermore, Yellen advocates tapering because she wants to use the amount of monthly bond purchases to send a message to the public about the FOMC's outlook. She is not advocating for smaller asset purchases because she is afraid of the size of the Fed's balance sheet or because she doesn't think asset purchases are successful policy.
QE Infinity Has a Long Way To Go
My guess is that the FOMC will continue with QE Infinity until around January 2014 when Ben Bernanke's term as chairman of the Fed ends. I expect that the Fed's balance sheet will increase to ~$4 trillion (basically $85 billion monthly until January 2014).
In fact, the concept of tapering could mean that we have QE for a longer period, even if the amount is smaller.
It seems from Yellen's comments that she believes that the effectiveness of a QE program depends, in part, on its size. Yellen said in the speech today:
"Current research suggests that the effects of asset purchases today depend on expectations of the total value of securities the FOMC intends to buy and on expectations of how long the FOMC intends to hold those securities."
The Fed will likely keep QE going for a long period and increase the size of its balance sheet substantially because it is still far away from achieving its targets of maximum employment and stable prices.
The FOMC currently defines maximum employment as an unemployment rate in the 5.2-6.0% range and inflation in the 2% range. There is a lot more work to do until unemployment goes down and inflation goes up to reach those targets.
For more about the FOMC's targets and projections, please see my article "Watching Key Charts For Quantitative Easing Clues And A Big Move In Bonds."
QE Infinity & S&P 500
The debate about tapering does not mean that the FOMC is going to stop QE in the short term or significantly reduce the size of its monthly asset purchases. The FOMC has a long way to go until it reaches its targets and will likely expand its balance sheet by a significant amount before it is done.
The Fed could easily expand its balance sheet to ~$4 trillion. The graph at the beginning of the article showed the correlation between the S&P 500 and size of the Fed's balance sheet. Therefore, the growth of the Fed's balance sheet will continue to be a positive catalyst for the S&P 500 for the next few months.
It is important to note that in previous QE programs, the S&P 500 peaked before the end of the program. However, if QE Infinity still has a lot further to go, I don't think that the S&P 500 will peak now. There are other factors that impact the S&P 500 and for more about that please see my article "S&P 500's Summer Slumps And Why This Summer Could Be Different."
Conclusions
Janet Yellen added to the chorus calling for tapering. However, she advocated for tapering in the context of enhanced communications policy and not because she believes that the FOMC needs to end its bond buying in the short term. The Fed may adopt tapering, but could continue to buy bonds and increase the size of its balance sheet for a long time. My projection is that the balance sheet will grow to ~$4 trillion. Considering the correlation between the growth in the Fed's balance sheet and the S&P 500, it may be poised for further gains in the coming months.
 

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