Tempo a Milano - Cap. 1

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Petrolio, AIE: L’eccesso di offerta frenerà i prezzi fino al 2017


L’eccesso di offerta impedirà un rimbalzo del prezzo del petrolio fino al prossimo anno. Lo afferma l'Agenzia Internazionale per l'Energia (abbr. AIE) nel suo rapporto di medio termine.

Un anno fa l’organizzazione con sede a Parigi aveva invece previsto una ripresa “relativamente rapida” dei prezzi del petrolio. Le quotazioni del greggio hanno invece continuato a scendere toccando di recente i più bassi livelli dal 2003.

Secondo l’AIE la “straordinaria” volatilità dei mercati petroliferi avrebbe reso l’elaborazione di previsioni “più difficile che mai”.

L’AIE indica che la sua analisi del mercato petrolifero all’inizio del 2016 non suggerisce che ci sarà un significativo incremento dei prezzi nel breve termine, “a meno che non si verifichi un evento geopolitico rilevante”. A detta degli esperti l’offerta e la domanda si allineeranno solamente nel 2017. Tuttavia le enormi scorte che si sono accumulate freneranno il ritmo della ripresa dei prezzi dell’oro nero.

Redazione Borsainside
 
penso che i mercati sono talmente ingordi che vorranno mettere pressioni a draghi....quindi non certo salendo!...non vogliono rischiare che se ne dimentichi :D
 
Wall Street apre in forte rialzo, Dow Jones +1,2%

I principali indici statunitensi hanno aperto oggi in forte rialzo. Il Dow Jones guadagna al momento l’1,2% e il Nasdaq Composite l’1,3%.La decisione della Cina di sostituire il presidente dell’ente che vigila sui suoi mercati finanziari ha fatto aumentare la tendenza al rischio tra gli investitori. Il prezzo del petrolio sale inoltre significativamente dopo che l'Agenzia Internazionale per l'Energia (abbr. AIE) ha indicato di attendersi nel 2016 e nel 2017 un calo della produzione statunitense da scisti.

Estratto da Borsainside
 
USA: L'indice PMI manifatturiero scende a gennaio a 51 punti

Secondo la stima flash di Markit Economics l'indice PMI manifatturiero per gli Stati Uniti è sceso a febbraio, rispetto a gennaio, da 52,4 a 51 punti. Si tratta del più basso livello dal settembre del 2009. Gli economisti avevano previsto un indice invariato a 52,4 punti. Ricordiamo che un valore superiore a 50 punti segnala una crescita dell'attività manifatturiera mentre un valore inferiore indica una contrazione.


Redazione Borsainside
 
LA PICCOLA SCOMMESSA

è arrivato sulla 50 blu

e sembra voler ripetere il pattern di settembre
 

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T-bond: a meta' seduta prezzi in calo, rendimenti decennali in rialzo all'1,76%


(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - New York, 22 feb - Alla soglia di meta' giornata di contrattazioni a New York i titoli di stato americani si confermano in ribasso, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in aumento. Gli investitori, piu' fiduciosi sullo stato di salute dei mercati, tornano sugli investimenti piu' rischiosi e abbandonano quelli considerati piu' sicuri, come i titoli di stato. Gli yield decennali, benchmark del settore, si attestano in rialzo all'1,76%, poco meno dell'1,762% dell'apertura, ma in aumento dall'1,75% della chiusura di venerdi'
Questo l'andamento delle altre scadenze: Titoli a 2 anni, rendimenti in aumento allo 0,76% Titoli a 5 anni, rendimenti in rialzo all'1,24%
Titoli a 30 anni, rendimenti in crescita al 2,62%.


A24-Red
(RADIOCOR) 22-02-16
 
Piazza Affari torna a salire, forte rimbalzo per i bancari


Dopo due sedute negative di fila la Borsa di Milano ha chiuso oggi in forte rialzo. Il FTSE MIB ha guadagnato il 3,5% a 17.504,58 punti. Lo spread tra il BTP e il Bund è sceso a 134 punti base.

L'indice PMI Composite per la zona euro è sceso a febbraio ai minimi da13 mesi. La notizia ha alimentato l’aspettativa degli investitori che la BCE lancerà a marzo nuovi stimoli monetari. Piazza Affari ha beneficiato inoltre del forte aumento del prezzo del petrolio.

Estratto da Borsainside
 
Il prezzo del petrolio vola a New York, WTI +6,2%

Il prezzo del petrolio ha chiuso oggi in deciso rialzo. Il future sul WTI con scadenza marzo ha guadagnato al NYMEX il 6,2% a $31,48 al barile. Si tratta del più alto livello dallo scorso 4 febbraio.
Gli investitori scommettono su un rallentamento dell’offerta sul mercato petrolifero. Baker Hughes (US0572241075) ha annunciato venerdì scorso che il numero di impianti di trivellazione di greggio è calato negli USA di 26 unità a 412 unità. Si è trattato del nono calo settimanale di fila. L'Agenzia Internazionale per l'Energia (abbr. AIE) ha indicato inoltre oggi di attendersi nel 2016 e nel 2017 una flessione della produzione statunitense da scisti.
Anche il Brent ha chiuso in forte rialzo. Il future con scadenza aprile ha guadagnato all'ICE il 5,1% a $34,69 al barile. Il premio del benchmark europeo rispetto al WTI con scadenza nello stesso mese è sceso a $1,30.


Redazione Borsainside
 
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