Tempo a Milano - Cap. 2

Definisce Vladimir Putin un «pericoloso psicopatico», «un dittatore che ha scatenato la guerra di aggressione all’Ucraina per un proprio vantaggio personale», un eversore, che con questa fuga in avanti spera di rinsaldare il suo potere al Cremlino. «E come se a Mosca ci fosse stato un golpe e la Russia si trovasse a essere guidata ormai da una giunta militare». Michail Chodorkovskij, l’ex oligarca e magnate del petrolio arrestato nel 2003, e condannato poi a 12 anni di carcere duro per un’accusa di evasione fiscale, risponde così in un’intervista via zoom rilasciata dal suo esilio londinese a un ristretto gruppo di giornalisti di varie testate internazionali – tra cui Oggi – alla domanda su cosa pensa dell’invasione russa in Ucraina
 
Ieri il Mib un buon risultato.
Ma il quadro rimane pessimo.
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Garry Kasparov, ex campione mondiale di scacchi scappato a New York perché da sempre contro il presidente russo Vladimir Putin, nel rilasciare un'intervista al Corriere ha spiegato che sia l’Europa che gli Stati uniti potrebbero pagare un prezzo molto alto per questa guerra, dovuto al fatto che per venti anni non hanno ascoltato chi li avvertiva che Putin sarebbe diventato un problema di tutti. Kasparov ha ricordato alcune delle azioni fatte dal presidente russo, come i bombardamenti a tappeto su Aleppo, l’annessione della Crimea, l’uccisione di Litvinenko, l’avvelenamento degli Skripal, che non hanno avuto conseguenze
 
Kasparov non sembra credere che l’élite russa si ribellerà a Putin proprio perché, nonostante sia in disaccordo con lui, ne è terrorizzata. E aspetta di vedere cosa farà l’Occidente. Questa per lo scacchista potrebbe essere la volta della fine dell’ex funzionario del KGB russo, ma tutto dipenderà da come si comporterà il mondo libero. E l’unico modo secondo Kasparov è minacciare in modo diretto il suo capitale, mandando in bancarotta il regime di Vladimir Putin.
 
Il portiere polacco prende posizione: "Mi rifiuto di giocare contro calciatori che scelgono di rappresentare i principi della Russia".
Il portiere della Juventus Wojciech Szczesny sui social si schiera contro l'invasione della Russia in Ucraina e dichiara di appoggiare pienamente la decisione della Federcalcio polacca di rifiutare di giocare il playoff Mondiale di marzo contro la Nazionale russa.

"Mia moglie è nata in Ucraina, nelle vene di mio figlio scorre sangue ucraino, parte della nostra famiglia è ancora in Ucraina, molti dei miei lavoratori sono ucraini e sono tutte persone fantastiche. Vedere la sofferenza sui loro volti e la paura per il loro Paese mi fa capire che non posso stare fermo e fingere che non sia successo niente".

"Nel momento in cui Putin ha deciso di invadere l'Ucraina ha dichiarato guerra non solo all'Ucraina ma anche a tutti i valori che l'Europa rappresenta. Libertà, Indipendenza ma soprattutto Pace. Il 26 marzo avremmo dovuto giocare contro la Russia in una partita di spareggio per la Coppa del Mondo 2022 in Qatar. E anche se il mio cuore si spezza mentre scrivo, la mia coscienza non mi permette di giocare".

"Rappresentare il proprio Paese è il più grande onore nella carriera di un calciatore, ma è pur sempre una scelta. Mi rifiuto di giocare contro calciatori che scelgono di rappresentare i valori ei principi della Russia! Mi rifiuto di stare in campo, indossando i colori del mio Paese e ascoltando l'inno nazionale della Russia! Mi rifiuto di prendere parte ad uno sport che legittima le azioni del governo russo".

"So che il mio impatto potrebbe essere solo simbolico, ma invito FIFA e UEFA ad agire e ritenere la federazione russa responsabile delle sue azioni".
 

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