ore 19-40
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 05 apr -
Il Tesoro
potrebbe essere costretto da banche controparti di derivati
finanziari alla chiusura anticipata di alcuni contratti con
conseguente esborso in contanti sulla falsariga di quanto e'
avvenuto nelle scorse settimane con Morgan Stanley che e'
stato liquidato dal ministero di via XX settembre con 3,4
miliardi di dollari. Lo scrive la rivista Risk magazine sul
sito internet Risk.net. Il Governo, dopo che la chiusura del
contratto con la banca Usa e' venuto alla ribalta, ha
spiegato, con il sottosegretario Marco Rossi Doria, che il
Tesoro non ha in corso altri contratti come quello con
Morgan Stanley che prevedeva una clausola 'Ate' (alternative
termination event). Secondo l'autore dell'articolo, che cita
alcuni dealers, tuttavia, oltre alle clausole Ate, nei
contratti finanziari derivati ci sono altre opzioni che
possono produrre lo stesso effetto: sono le 'break clauses'.
Secondo un banchiere europeo citato anonimamente da Risk
magazine, il Tesoro ha alcuni contratti derivati con
controparti che contengono queste clausole 'break' che hanno
lo stesso effetto e una di queste sarebbe esercitabile dalla
banca controparte entro pochi mesi.
Il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, in
un'audizione mercoledi' scorso, ha detto che via XX settembre
ricorre ai derivati solo per garantirsi sui rischi di cambio
e sui quelli dei tassi nel caso di emissioni a tasso
variabile. "Da quando ci sono io al Ministero, di questi
tipi di contratti non ce ne sono" ha detto Grilli
riferendosi al contratto con Morgan Stanley che risale agli
inizi degli Anni '90. Dal 1991 (e fino al 2001) alla
direzione generale del Tesoro c'era l'attuale presidente
della Bce, Mario Draghi.
che abbiano gia chiuso la posizione in questi giorni?