Usa: Bush; Stiglitz, e' l'Economia Il Vero Fiasco / Ansa
(di Emanuele Riccardi) (ANSA) - NEW YORK, 7 nov - "It's the economy, stupid", è l'economia, stupido. Lo slogan, coniato 15 anni or sono dalla campagna elettorale di Bill Clinton prima di scalzare dalla Casa Bianca George Bush padre, si applica perfettamente all'attuale presidente Usa, George W. Pubblicità
Bush.
Né è convinto il premio Nobel di Economia Joseph Stiglitz, una delle star della prestigiosa Graduate School of Business della Columbia University di New York.
Altro che Iraq, Guantanamo, e gli attacchi contro i diritti civili: il vero fiasco del presidente Bush è l'economia, e gli americani pagheranno la fattura per decenni.
In un lungo articolo su Vanity Fair, Stiglitz, il più brillante allievo di Franco Modigliani, ex vice presidente della Banca Mondiale ed ex consigliere del presidente Bill Clinton, spara a zero contro l'attuale inquilino della Casa Bianca, convinto che ci vorrà almeno una generazione per recuperare il terreno perduto durante i due mandati elettorali dell'ex governatore del Texas.
L'economista statunitense considera Bush il peggiore presidente della Storia o giù di lì. "Fino ad oggi -scrive il premio Nobel- la convinzione generale è che Herbert Hoover, le cui politiche hanno aggravato la Grande Depressione, fosse il candidato naturale per il titolo di 'peggior presidente', almeno per la condotta dell'economia americana. Giunto Franklin Roosevelt, che ha rovesciato le politiche di Hoover, il paese ha iniziato a recuperare".
"Le conseguenze economiche della presidenza Bush -prosegue Stiglitz- sono più insidiose di quelle di Hoover, più difficili da rovesciare e probabilmente dureranno più a lungo".
E' vero che, conclude il docente della Columbia, "non ci sono minacce contro la leadership americana di economia più ricca del mondo", ma è anche vero che "i nostri nipoti dovranno convivere e combattere le conseguenze economiche del signor Bush".
Secondo Stiglitz non bisogna lasciarsi impressionare dal fatto che negli Usa non c'é stata recessione, e che il tasso di disoccupazione, al 4,6 per cento, è invidiato da molti.
Bush viene accusato dal premio Nobel di avere messo a punto una riforma fiscale a beneficio esclusivo dei ricchi, di avere fatto crescere a dismisura il debito pubblico (probabilmente del 70% in 8 anni a gennaio, quando lascerà la Casa Bianca), di avere provocato la crisi nei mutui, di avere conseguito un deficit commerciale record di 850 miliardi di dollari, di avere infine alzato il costo del petrolio portando il dollaro a livelli bassissimi.
Secondo l'economista, le cose andranno ancora peggio in futuro perché in questi sette anni dell'era Bush gli Usa non si sono preparati al domani, con troppo pochi ingegneri e scienziati, e pochi investimenti nella ricerca.
E' ovvio conclude Stiglitz, che l'Iraq ha e avrà serie conseguenze sull'economia: oltre ad aver fatto salire i prezzi del grezzo, la fattura per la guerra potrebbe addirittura toccare i 2mila miliardi di dollari. (ANSA).