gli attuali Percorsi di Breve (settimanale) e Medio (mensile) periodo sono analoghi a quelli che v’erano nell’ottobre del 2008: tutti, infatti, hanno un RRT (rapporto tra rischio, rendimento e tempo) elevatissimo;
• le Fasi degli stessi sono, poi, persino identiche: oggi come allora, infatti, tanto il Breve quanto il Medio sono in Fase 8;
ma
• l’attuale Percorso Campione (trimestrale), ancorché ad RRT elevatissimo, è del tutto diverso da quel che v’era nell’ottobre del 2008: oggi, infatti, siamo in una Fase (la 2) comunque al rialzo, allora invece s’era in una Fase (a cavallo tra la 8 e la 9) certamente al ribasso
• ed è proprio il Percorso Campione o di Lungo Periodo (trimestrale) a selezionare il contenuto di casualità apportato dai percorsi di Medio (mensile) e Breve (settimanale), non il contrario;
• in un quadro simile è del tutto evidente che saranno soprattutto gli eventi positivi a far breccia nel Percorso Campione (non quindi quelli negativi!) sempre però che gli stessi non giungano in un “momento imperfetto”.
Per capirci ancor meglio: quant’accaduto lo scorso fine settimana
• con l’annuncio dell’aiuto europeo a favore dei paesi in difficoltà, avrebbe potuto produrre ben altri risultati, non già se fosse arrivato prima (come tutti affermano), ma se solo fosse giunto… dopo.
Un evento simile, infatti, in quel momento non poteva certo dirsi “imprevisto”: non aveva, dalla sua, quelle peculiarità che sono proprie degli eventi cosiddetti “casuali”. Piuttosto era il “fatto” che tutti attendevano e, si sa, …sui fatti si vende quel che si compra sulle notizie! Non solo, perché era un fatto che andava ad innestarsi sui mercati azionari proprio quando l’influenza dei percorsi trimestrali, su questi ultimi, sarebbe stata la più modesta possibile (al centro del trimestre) e quella dei percorsi mensili e settimanali, per converso, più elevata (nella prima settimana del secondo mese del trimestre). Insipienza finanziaria dei nostri politici e… risultato settimanale pressoché nullo. Certo, un po’ di tempo s’è guadagnato, ma si fossero lasciate andar le cose, così come le stesse sembravano volersi muovere, oggi si sarebbe potuto dir cose probabilmente più importanti. Il mercato, infatti, avrebbe raggiunto un minimo inferiore a quello del 7 maggio (18450p circa) ed il mercato su quel minimo avrebbe finito per scaricare del tutto la propria inerzia di breve (per il medio, infatti, le cose sono un po’ più complicate…). Così non è stato e quindi la prossima settimana s’annuncia, ancor una volta, come settimana di passione. Molto dipenderà da quel che accadrà nelle prossime due sedute: se il mercato, infatti, si lasciasse andare allo “sbraco”, potremmo forse trovar la forza di risalir la china già negli ultimi giorni della prossima settimana. Se, al contrario, proverà a sorreggersi sugli attuali livelli, allora guadagneremo, sì, altro tempo, ma solo per rimandare i nodi al pettine. Che, a dispetto delle dichiarazioni d’ottimismo, non sono stati certo sciolti una settimana fa.
E, qui, un inciso ci sembra doveroso: non sono certo le dichiarazioni di un Amministratore Delegato, ancorché di una delle principali banche europee, che possono esser state “causa” di quant’accaduto nell’ultima seduta di settimana: “occasione”, forse, ma “causa” non di certo. Anche perché quel che è stato detto non è nulla di diverso da quel che ogni persona di buon senso “deve” pensare: la Grecia non sarà in grado di ripagare il proprio debito pubblico. Che poi qualcuno abbia anche aggiunto che l’Euro è destinato ad implodere, in fondo, ci può stare: è proprio quel che pensa anche il sottoscritto ormai da qualche anno. D’altra parte, la “Grande Madre” non può esser solo peccato per la gola dei ribassisti: quando sarà finita, infatti, guardandoci intorno, ricorderemo che proprio la Grecia è stata la culla dell’Occidente. Ma per gli antichi Greci, l’eterno ciclo del nascere e morire non era certo un problema