Il caso
Grecia, accordo fatto
Papademos nuovo premier
Raggiunta l'intesa tra i socialisti del Pasok e Nea Demokratia: l'ex vicepresidente della Bce al timone del governo di unità nazionale. Il nuovo esecutivo dovrà dare via libera agli aiuti di Bce, Ue e Fmi.
di ETTORE LIVINI
Loukas Papademos, il nuovo premier greco MILANO - Loukas Papademos è il nuovo primo ministro della Grecia.
L'accordo, confermato da diversi media ellenici, è stato raggiunto nelle ultime ore tra il leader del Pasok ed ex presidente del consiglio George Papandreoue l'opposizione del centro destra. E l'ex vice-presidente della Bce, ottenute alcune garanzie sull'indipendenza del nuovo esecutivo di unità nazionale dai leader di partito, ha accettato l'incarico. A sbloccare la situazione è stata la decisione di Antonis Samaras, numero uno di Nea Demokratia, di accettare la designazione di alcuni uomini del suo partito come ministri all'interno della compagine di governo. Prendendosi la responsabilità, dopo due anni di "no" all'austerity voluta dal Pasok e dalla Ue, di accettare gli impegni imposti dalla Troika ad Atene.
L'agenda del nuovo governo, che alle finanze dovrebbe confermare Evangelis Venizelos, è già scritta: nei prossimi giorni si attiveranno le procedure per sbloccare la sesta tranche di aiuti internazionali da 8 miliardi. Poi verrà ratificata l'intesa con Bruxelles, Francoforte e Washington che
garantirà al paese altri 130 miliardi di salvagente in cambio di tagli nel pubblico impiego e alle pensioni e di un aggressivo piano di privatizzazioni. Incassati questi due risultati si andrà ad elezioni anticipate. Pasok e Nea Demokratia si sono già accordati per andare al voto il 19 febbraio ma Papademos potrebbe aver ottenuto qualche margine di manovra
sulla data.
Ue, Bce e Fmi non hanno comunque abbassato la guardia. La Troika ha formalizzato ieri la richiesta al nuovo primo ministro, al leader di Nea Demokratia e al governatore della banca centrale di firmare una lettera che vincola il paese ad accettare tutte le richieste imposte dagli organismi internazionali in cambi dei nuovi aiuti.
L'altro grande problema è il futuro politico della Grecia dopo le lezioni anticipate: allo stato, dicono i sondaggi, nessun partito conquisterebbe la maggioranza. E con l'economia e i conti pubblici ancora allo sbando, dicono gli osservatori politici, Atene non è in grado di permettersi un periodo di incertezza senza rischiare di ripiombare nel caos.