Journal to portfolio afterlife

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Anche i più entusiasti hanno perso l'entusiasmo ...

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Ipotesi di nazionalizzazione ... cioè altro debito pubblico?
 
"Equilibri tecnologici" ... in pratica una guerra tecnologica e della filiera logistica. Con aumento dei costi.
Secondo Goldman Sachs, la spesa in capitale tra un’attività produttiva negli Stati Uniti e una a Taiwan potrebbe essere del 44% più alta. In Europa, scommettiamo, potrebbe essere addirittura superiore considerando gli alti costi dell’energia, dal momento che produrre in scala i semiconduttori è un’attività fortemente energivora.
Secondo un rapporto di Bnef, riportare in casa impianti per la fabbricazione di batterie, pannelli fotovoltaici ed elettrolizzatori (idrogeno) entro il 2030, e così cautelarsi dai rischi geopolitici e climatici, potrebbe costare 149 miliardi di euro all’Europa e 113 miliardi agli americani.
Difficoltà che aumenteranno in un clima geopolitico sempre più teso è che vede sfumare un mondo in cui il libero commercio è dato per scontato, sempre più striato e influenzato dagli equilibri tecnologici.

Quello che l'articolo non ricorda è che le filiere logistiche sono lunghe e complesse, dopo l'estrazione della materia prima ci sono x passaggi con diverse lavorazioni eseguite da y aziende. Per essere competitivi in ogni passaggio ci vogliono le economie di scala, le strutture produttive, i trasporti, il personale qualificato, il know-how tecnologico, i brevetti, i capitali da investire, i contratti, ecc. ecc.
 
I poveri e affamati ringraziano.
L'unico accordo raggiunto faticosamente in otto mesi di guerra in Ucraina è saltato. Mosca ha deciso di sospendere a tempo indeterminato l'intesa sul grano sottoscritta a luglio, dopo avere denunciato un "massiccio" attacco con droni contro le proprie navi in Crimea, che sarebbe stato condotto dagli ucraini con l'assistenza dei britannici.

Spero per gli ucraini che ne valga le pena.
Ma è un fatto che la Crimea, che nei primi mesi di guerra sembrava irraggiungibile, nelle ultime settimane è stata sempre più spesso sotto attacco. A dimostrazione che gli ucraini, almeno fino a questo momento, vogliono ancora provare a riprendersi tutta la loro terra.
 

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