Solo politica (8 lettori)

Val

Torniamo alla LIRA
Questi ci mancavano proprio. Non vi piace l'Italia ?
Ma ritornate pure a casa vostra.
Se volete stare qui, seguite le nostre regole.

In una scuola di Calenzano (Firenze)
i genitori di due bambini di 10 anni
hanno chiesto ed ottenuto l'esonero per i loro figli
dalla mensa scolastica durante il Ramadan:
dovranno osservare il digiuno come gli adulti.

"Abbiamo ricevuto due richieste – ha confermato la dirigente scolastica –
e ne ho preso atto rispettando la scelta delle famiglie.
Se ci dovessero essere disagi, penseremo a una soluzione diversa.
Cercheremo di impegnare questi bambini, per quanto possibile,
in attività durante l’orario della mensa".

"Siamo di fronte ad una vera e propria violenza.
Non mi si venga a dire che è una loro libera scelta, data la loro età.
E non mi si dica nemmeno che è libertà religiosa,
perché chi non ha ancora raggiunto la pubertà
dovrebbe essere esentato da questa pratica.
In realtà, come nel caso della piccola di 10 anni
costretta a indossare il niqab per andare a scuola a Pordenone,
siamo di fronte a una vera e propria violenza sui minori,
commessa in nome di un fondamentalismo religioso
che sta prendendo sempre più piede nelle nostre città".
 

Val

Torniamo alla LIRA
"Bisogna contrastare con fermezza questo fanatismo islamico."

E questa è l'integrazioine alla rovescia: siamo noi che ci dobbiamo adeguare.

Se io vado a tunisi e mi concedono di entrare in una moschea
mi devo togliere le scarpe anche se.... ho i calzini col buco.


Provate ad andare in un paese islamico, anche solo per turismo :

Sarà importante informarsi sul tipo di vestiario più adatto,
ad esempio sull’obbligo di coprire gambe e braccia o i capelli,
che insieme al collo sono considerati simboli di seduzione.

Sconsigliati canottiere e pantaloncini corti anche per gli uomini: sono un insulto al buon gusto.

Meglio evitare:

jeans (considerati abbigliamento “del diavolo” per la loro origine americana)

cravatte (il gesto di annodarla ricorda la croce, simbolo cristiano molto contrastato)

Dentro la moschea gli spazi per uomini e donne sono separati
ed in alcuni casi ti verrà anche dato un velo per coprirti bene,
in particolare per la testa e le spalle.

Ovviamente, però, si deve fare ancora più attenzione ai propri comportamenti:
  • non mangiare, bere o fumare per strada
  • non buttare cibo a terra
  • non fare fotografie senza avere il permesso (regola sempre valida soprattutto riguardo le donne, che non vanno mai fotografate).
A proposito di fotografie, in molti paesi, come l’Egitto,
è vietato fotografare uffici pubblici, aeroporti e postazioni militari, agenti di polizia, ambasciate e consolati.

In alcuni ambienti come tombe o musei
ti possono richiedere il pagamento di una tassa per filmare o fotografare.

Gli alcolici sono vietati in alcuni paesi, come Pakistan e Afghanistan.

I liquori possono essere serviti esclusivamente tra le mura della tua camera d’hotel.
Consumarli in pubblico può essere punito anche molto severamente.

È vero che si tratta di culture molto diverse dalle nostre,
ma per evitare problemi (come multe molto salate) ed imbarazzi vari,
rispettare le tradizioni e le regole del posto è segno di civiltà e rispetto
nei confronti del paese che hai deciso di visitare.

E PERCHE' LORO NON RISPETTANO LE NOSTRE ?
 
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Val

Torniamo alla LIRA
Questi fanno il paio con qualcun altro .....

BOCCIA
“Ritengo che il percorso che abbiamo intrapreso sia più importante delle ambizioni dei singoli partiti.
Da parte nostra, noi continueremo con lo spirito unitario che ci contraddistingue,
con la stessa generosità e lo stesso spirito collaborativo, senza veti nei confronti degli altri partiti della coalizione.
Non è che se un partito perde qualche punto si cambia il progetto."

SCHLEIN
"Il Pd continuerà a percorrere con ancora più determinazione questa strada
per costruire un’alternativa solida in grado di competere con la coalizione delle destre."

Del resto, aggiunge uno dei dirigenti di primo piano vicini alla leader:
“Che alternative abbiamo? Non c’è altra possibilità che insistere sul campo largo. E’ l’unica cosa da fare”.

PEZZOPANE
“Comunque sia il centrosinistra è ripartito, una grande unità e un campo larghissimo, siamo in campo.
E’ importante quello che abbiamo fatto, può essere un messaggio che mandiamo all’Italia“.

PRODI
“Per coltivare un campo largo ci vogliono tanti contadini.
Debbo dire che i contadini sono aumentati, parecchio, ma non sono ancora abbastanza,
quindi il campo largo va coltivato ancora ed è importantissimo che cresca come sta crescendo”.
 

Val

Torniamo alla LIRA
:rolleyes::piazzista::clap::clapclap::banana::ola::hua::lol::blee:

«Inquinamento da contante»:​

in Italia 2,7 kg di CO2 per abitante generate dai pagamenti cash.​


I pagamenti cashless contribuiscono anche alla transizione ecologica:
l’Italia si trova al secondo posto in Europa, dopo la Germania,
per le emissioni totali di CO2 generate dai pagamenti in contante,
con oltre 160,8 mila tonnellate di CO2, circa 2,7 kg per abitante,
causate dei pagamenti in contanti.

Secondo le stime elaborate da The European House – Ambrosetti
nell’ambito della survey agli esercenti condotta dalla Community Cashless Society ,
il pagamento cashless ha un’impronta di carbonio inferiore del 21% rispetto al contante.

Vengono così anticipati alcuni risultati del Rapporto della Community Cashless Society 2024
che sarà discusso a Cernobbio il 4 aprile con le istituzioni e le aziende della filiera cashless.

Se paghiamo solo con le carte,
diminuiamo del 21% la CO2 generata,
ma abbiamo sempre circa 2,13 Kg. per abitante........COGLIONI
 

Smuruni

GIANNĪS SINA UGO ANTETOKOUNMPO
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Val

Torniamo alla LIRA

Chiude anche Moreschi. E Vigevano rimane scalza​


Vigevano che perde le suole è un tempo che si archivia, un'era che si cancella.

Un intero settore ucciso ancor prima che dall'economia, dalla metamorfosi sociale:
frettolosa, sguaiata, irriflessiva, ingrata.

Oggi camminiamo preferibilmente sulla gomma,

gettiamo le scarpe in lavatrice,

rinunciamo alle stringhe.


E assieme al gusto abbiamo archiviato un sacco di altre cose.

Non usiamo più la Polaroid,

non affittiamo più film da Blockbuster,

non abbiamo più a scommettere al Trotto o a giocare al Casinò di Campione,

non ricordiamo cosa sia una macchina per scrivere della Olivetti,

non perdiamo più pomeriggi da Fiorucci (il coloratissimo negozio in San Babila a Milano)
tra borse di plastica fluorescente, jeans a vita alta, lampadari eccentrici e t-shirt d'importazione.


Ci siamo voltati un attimo e non abbiamo ritrovato più niente, non c'è più niente. In un attimo.

Come le fabbriche di scarpe a Vigevano.

Faceva già impressione a Mastronardi:
«Fra questa domenica e la prossima dovranno passare centosessantotto ore, a una a una.
Sono passate le centosessantotto ore. Sta finendo un'altra domenica. Che ne ho fatto di queste centosessantotto ore?».
 

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