Ci fu del marcio in Danimarca.
Oggi, pare essersi trasferito nella Varsavia di Donald Tusk.
Forse, per far più grande l’Unione europea,
dopo il colpo di Stato giudiziario in Romania targato Bruxelles,
è giunta l’ora ics togata tesa a eliminare il fastidioso PiS (Diritto e Giustizia),
il partito di opposizione, che, peraltro, alle Politiche fu il più votato (35,38 per cento).
Tusk, infatti, governa grazie ad inciuci e strane alleanze, manco fosse del Partito democratico.
Il partito fondato dai gemelli Lech e Jaroław Kaczyński ha il torto di credere più in Dio che a santa Ursula von der Leyen,
di professare la religione cattolica, senza dar retta al laicista e neopagano Jorge Bergoglio,
di porre al primo posto, in luogo dell’aborto o dei matrimoni omosex, nientemeno che le obsolete politiche sociali,
le più odiose per i fighetti di centrosinistra, ponendo il welfare State al primo posto invece dell’eutanasia
e del Kitsch dell’orgoglio Lgbtqia+.
Eppure, tali libere opzioni non giustificherebbero persecuzioni giudiziarie,
né il tenace impegno nel demonizzare e cancellare chi non la pensa all’Ue,
metodi brutali che rimandano al regime comunista.