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Tre ore e mezza di chiacchiere inutili sopra uno spettacolo perfetto​

Ma la gaffe su De Angelis e l'ignoranza sui pallavolisti sono solo la punta dell'iceberg.

Il vero, devastante problema della telecronaca RAI è stato un altro:

tre ore e mezza di parlottio ininterrotto.

Sempre, comunque, ovunque.

Hanno parlato

Sopra Laura Pausini che cantava l'Inno di Mameli.

Sopra Andrea Bocelli che eseguiva "Nessun dorma".

Sopra il tributo a Raffaella Carrà.

Sopra le coreografie, sopra la musica, sopra ogni singolo momento che meritava rispetto e silenzio.


I social hanno urlato: "Fateli tacere", "Insostenibile", "Ma perché non stanno zitti?".

La risposta è semplice: perché alla RAI nessuno ha il coraggio - o l'intelligenza - di dire a un dirigente

"guarda, lascia perdere, forse non sai nemmeno fare il dirigente ma sicuramente è meglio se non commenti".


Il problema non è il singolo telecronista. Il problema è sistemico.

È una cultura aziendale malata, dove conta più "essere lì" che "saper fare".

Dove un dirigente può autoproclamarsi telecronista anche se non ne ha le competenze.

Dove 200 pagine di briefing sono considerate facoltative.

Dove la preparazione è vista come una debolezza, non come un dovere professionale.

 

Il confronto impietoso: cosa ha visto il resto del mondo​

E qui arriva il colpo di grazia.

Mentre noi italiani ci sorbivamo questo disastro,
il resto del mondo guardava la stessa cerimonia con telecronisti preparati, professionali, rispettosi.

E indovinate un po'? L'hanno adorata.

Il Los Angeles Times: "Uno spettacolo elegante, come solo gli italiani sanno fare".

Il Guardian: "Uno show emozionante e caldo, intimo ma enorme allo stesso tempo".

Il New York Times: "Grande ed eccentrica poesia, romantica ma autoironica
capace di esaltare l'immenso patrimonio culturale italiano che possiamo solo invidiare".

Da una parte chi ha visto e riconosciuto l'arte, la musica, l'emozione.

Noi?

Noi abbiamo sentito Petrecca confondere De Angelis con Carey e Genovesi lamentarsi del cuscino.

È come se due persone guardassero lo stesso film: uno vede un capolavoro,
l'altro sente solo il tizio della fila dietro che parla al telefono per tutta la proiezione con la moglie.

Ecco, noi eravamo quelli con il tizio dietro.

E il tizio eravamo noi stessi. La RAI.

E smettiamo di dire che il commento era gratis:
la RAI si paga, e costa una enormità
perché incassa da un canone sempre meno giustificato e da una concorrenza pubblicitaria vergognosa.

 

Il vero problema: quando l'arroganza incontra l'incompetenza​

Ma il punto, quello vero, è un altro.

Questa vicenda non è solo la storia di una serata andata male.

È la fotografia perfetta di un'azienda - la RAI - che ha perso completamente la bussola.

Insegue ascolto e audience senza sapere più cosa sia il servizio pubblico,
del quale si riempie la bocca come fosse un'investitura divina.

Un'azienda dove un dirigente con l'84% di voti di sfiducia può autoproclamarsi telecronista.

Dove nessuno ha il coraggio di dirgli "forse non è una buona idea".

Dove la preparazione è considerata opzionale e l'improvvisazione è la norma.

Un'azienda che in un paese normale avrebbe fatto una scelta:

o diventare davvero servizio pubblico come la BBC, con standard professionali altissimi e nessun compromesso sulla qualità,

oppure ammettere il fallimento e privatizzarsi.

Invece siamo nel limbo: né carne né pesce, né pubblica né privata, né professionale né improvvisata.


Solo incompetente.
 

Una lezione che non verrà mai imparata​

Cosa succederà ora? Probabilmente nulla.

Petrecca resterà al suo posto.

O di sfiducia in sfiducia verrà paracadutato su una poltrona larga abbastanza senza conseguenze.

Il danno ormai è fatto.

Perché questo è il vero dramma: non una singola serata andata male,
ma un sistema che produce disastri in serie.

Un sistema dove nessuno paga mai per gli errori.

Dove l'incompetenza viene premiata con nuovi incarichi.

Dove dire "non sono pronto" è considerata vigliaccheria,
mentre andare in onda alla cieca è considerato coraggio.
 
Marco Balich ha creato un capolavoro.

Bocelli, Pausini, Impacciatore, Theron hanno onorato il palco con performance straordinarie.

Il mondo ha applaudito l'Italia.

Gli italiani hanno applaudito Balich.


E la RAI?

La RAI ha mandato in onda tre telecronisti che hanno trasformato un trionfo in una farsa grottesca.

Che hanno parlato sopra ogni emozione.

Che hanno confuso nomi, ignorato campioni, raccontato banalità.


La prossima volta, fateci un favore: mandate la diretta senza commento.

Almeno ci faremo una figura migliore.

O meglio ancora: date il microfono a qualcuno che abbia voglia di studiare quelle 200 pagine.

Qualcuno che consideri la preparazione un dovere, non un optional.

Qualcuno che sappia la differenza tra Matilda De Angelis e Mariah Carey.


Si chiede a un’azienda che si fa vanto di essere un’eccellenza del nostro paese
il dannato minimo sindacale di professionalità e umiltà:

anche quello di dire ‘non sono all’altezza’.


Ma forse, per la RAI, è davvero troppo.


Tutti i motivi della demenziale telecronaca di Paolo Petrecca.
 
Programma di oggi .

DOMENICA 8 FEBBRAIO

08.00 SLITTINO – Singolo femminile, prove cronometrate 5-6

09.00 SNOWBOARD – PGS femminile, qualificazioni

09.30 SNOWBOARD – PGS maschile, qualificazioni

10.00 SNOWBOARD – PGS femminile, primo turno eliminatorio

10.05 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Norvegia-Cechia, Estonia-Corea del Sud

10.30 SNOWBOARD – PGS maschile, primo turno eliminatorio

11.30 SCI ALPINO – Discesa libera femminile

12.30 SCI DI FONDO – Skiathlon maschile

13.00 SNOWBOARD – PGS femminile, ottavi di finale

13.24 SNOWBOARD – PGS maschile, ottavi di finale

13.30 SLITTINO – Doppio maschile, prove cronometrate 1-2

13.48 SNOWBOARD – PGS femminile, quarti di finale

14.00 SNOWBOARD – PGS maschile, quarti di finale

14.05 BIATHLON – Staffetta mista

14.12 SNOWBOARD – PGS femminile, semifinali

14.19 SNOWBOARD – PGS maschile, semifinali

14.26 SNOWBOARD – PGS femminile, finale per il bronzo

14.29 SNOWBOARD – PGS femminile, finale per l’oro

14.35 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Italia-Cechia, USA-Estonia, Canada-Svezia, Gran Bretagna-Svizzera

14.36 SNOWBOARD – PGS maschile, finale per il bronzo

14.39 SNOWBOARD – PGS maschile, finale per l’oro

14.40 SLITTINO – Doppio femminile, prove cronometrate 1-2

16.00 SPEED SKATING – 5000 metri maschile

16.40 HOCKEY GHIACCIO – Torneo femminile, fase a gironi: Francia-Svezia

17.00 SLITTINO – Singolo maschile, terza manche

18.31 SLITTINO – Singolo maschile, quarta manche

19.00 SALTO CON GLI SCI – Trampolino piccolo maschile, prova 2

19.05 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Italia-Gran Bretagna, USA-Svezia, Svizzera-Norvegia, Canada-Corea del Sud

19.30 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (prima manche)

19.30 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, free program coppie

20.15 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (seconda manche)

20.45 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, free program femminile

21.00 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (terza manche)

21.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo femminile, fase a gironi: Cechia-Finlandia

21.55 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, short program maschile
 
Programma di oggi .

DOMENICA 8 FEBBRAIO

08.00 SLITTINO – Singolo femminile, prove cronometrate 5-6

09.00 SNOWBOARD – PGS femminile, qualificazioni

09.30 SNOWBOARD – PGS maschile, qualificazioni

10.00 SNOWBOARD – PGS femminile, primo turno eliminatorio

10.05 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Norvegia-Cechia, Estonia-Corea del Sud

10.30 SNOWBOARD – PGS maschile, primo turno eliminatorio

11.30 SCI ALPINO – Discesa libera femminile

12.30 SCI DI FONDO – Skiathlon maschile

13.00 SNOWBOARD – PGS femminile, ottavi di finale

13.24 SNOWBOARD – PGS maschile, ottavi di finale

13.30 SLITTINO – Doppio maschile, prove cronometrate 1-2

13.48 SNOWBOARD – PGS femminile, quarti di finale

14.00 SNOWBOARD – PGS maschile, quarti di finale

14.05 BIATHLON – Staffetta mista

14.12 SNOWBOARD – PGS femminile, semifinali

14.19 SNOWBOARD – PGS maschile, semifinali

14.26 SNOWBOARD – PGS femminile, finale per il bronzo

14.29 SNOWBOARD – PGS femminile, finale per l’oro

14.35 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Italia-Cechia, USA-Estonia, Canada-Svezia, Gran Bretagna-Svizzera

14.36 SNOWBOARD – PGS maschile, finale per il bronzo

14.39 SNOWBOARD – PGS maschile, finale per l’oro

14.40 SLITTINO – Doppio femminile, prove cronometrate 1-2

16.00 SPEED SKATING – 5000 metri maschile

16.40 HOCKEY GHIACCIO – Torneo femminile, fase a gironi: Francia-Svezia

17.00 SLITTINO – Singolo maschile, terza manche

18.31 SLITTINO – Singolo maschile, quarta manche

19.00 SALTO CON GLI SCI – Trampolino piccolo maschile, prova 2

19.05 CURLING – Doppio misto, fase a gironi: Italia-Gran Bretagna, USA-Svezia, Svizzera-Norvegia, Canada-Corea del Sud

19.30 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (prima manche)

19.30 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, free program coppie

20.15 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (seconda manche)

20.45 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, free program femminile

21.00 SNOWBOARD – Big Air femminile, qualificazioni (terza manche)

21.10 HOCKEY GHIACCIO – Torneo femminile, fase a gironi: Cechia-Finlandia

21.55 PATTINAGGIO DI FIGURA – Gara a squadre, short program maschile
Non ne guardo nemmeno una
 

Il confronto impietoso: cosa ha visto il resto del mondo​

E qui arriva il colpo di grazia.

Mentre noi italiani ci sorbivamo questo disastro,
il resto del mondo guardava la stessa cerimonia con telecronisti preparati, professionali, rispettosi.

E indovinate un po'? L'hanno adorata.

Il Los Angeles Times: "Uno spettacolo elegante, come solo gli italiani sanno fare".

Il Guardian: "Uno show emozionante e caldo, intimo ma enorme allo stesso tempo".

Il New York Times: "Grande ed eccentrica poesia, romantica ma autoironica
capace di esaltare l'immenso patrimonio culturale italiano che possiamo solo invidiare".

Da una parte chi ha visto e riconosciuto l'arte, la musica, l'emozione.

Noi?

Noi abbiamo sentito Petrecca confondere De Angelis con Carey e Genovesi lamentarsi del cuscino.

È come se due persone guardassero lo stesso film: uno vede un capolavoro,
l'altro sente solo il tizio della fila dietro che parla al telefono per tutta la proiezione con la moglie.

Ecco, noi eravamo quelli con il tizio dietro.

E il tizio eravamo noi stessi. La RAI.

E smettiamo di dire che il commento era gratis:
la RAI si paga, e costa una enormità
perché incassa da un canone sempre meno giustificato e da una concorrenza pubblicitaria vergognosa.

gli stranieri e l'America in particolare , nn sa una beata minchia dell'Italia e commenta bevendo solo immagini se poi sono ad effetti spettcolari ancora dipppiù

Immagino ti sia piaciuta la versione dell'inno di Mameli .e tu abbia sentito una valanga di energia caderti addosso
 

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