Solo ci sono due aspetti diversi da considerare , da un lato c'è quello economico e dall'altro quello politico. In breve :
Dal lato economico l'europa cosi come è impostata in questo momento non può sopravvivere a lungo. Attenzione , non voglio dire che la crisi odierna è figlia solo dell'attuale assetto europeo, ma sicuramente i nodi sono giunti al pettine prima del previsto. Oltre all'attuale squilibrio destabilizzante tra centro - periferia, molti sottovalutano anche come la globalizzazione e la delocalizzazione industriale hanno distrutto parte del settore manifatturiero europeo. Esportiamo ricchezza e importiamo povertà.
Dall'altro c'è il lato polito. L'europa è nata per dare continuità alla pace fra i popoli del continente, il nobel da poco assegnato potremmo consideralro un premio alla carriera, il fatto che venga dato in questo periodo mette ancora più in luce quali sono i rischi politici e non economici di un eventuale disgregazione dell'UE. La classe dirigente e i cittadini o acquistano consapevolezza di quello che c'è in gioco e fanno delle scelte politiche forti e immediate o sarà il lato economico che porterà al crollo del sistema.