Grazie, per così poco...
Ciao.
"Bel thread" te l'ho mai detto?

Non so se
ti piacciono i complimenti, comunque oggi ti toccano: fai un ottimo lavoro.
Ecco, questo è un dubbio più legittimo (secondo il mio umile parere, neh). Da profano, dovrei dire che ritengo che Bankitalia abbia una liquidità più che sufficiente (depositata presso la BCE? Banche italiane? boh!) per acquistare delle quote di sé stessa.
Ma ancora una volta il dubbio "vero" è: come è stata fatta la valutazione?
Il vero dubbio è quello in quanto, se è stata fatta con parametri corretti, altri investitori italiani (privati, pubblici o misti) compreranno le quote Bankitalia acquistate (temporaneamente) da Bankitalia stessa allo stesso prezzo; altrimenti... "altrimenti ci arrabbiamo".
La valutazione di una Banca Centrale che trascura i soci quando deve pagare il dividendo è quasi un incubo.
Allego un paio di estratti del bilancio Bankitalia 2012 (
http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/relann/rel12/rel12it/rel_2012.pdf).
Se si considera che il patrimonio contabile di Bankitalia è superiore ai 25miliardi di euro, il fatto che la valutazione si sia "fermata" a 7 miliardi risulta stupefacente: troppo poco. Un'azienda "normale", con quel patrimonio, doveva valere dai 25 miliardi in su, magari (senza arrivare agli eccessi della new-economy) anche 50.
Se invece si considera che, su un utile di 2.500 milioni, Bankitalia ne ha dati solo 70 agli azionisti, i 7 miliardi paiono troppi.
Un'azienda che paga dividendi di 70 milioni può valerne forse 500, forse 1.000... chi mai investirebbe per avere un rendimento dell'1% (per quanto sicuro possa essere?).
Da 500 a 50.000 milioni... Che forchetta! E quanti dubbi!
Talvolta invidio chi spara certezze.