Baro
Umile contadino
Buongiorno a tutti !!
MF ANALISI: Faz sempre piu' penosa nel gioco di contrapposizione a DraghiMILANO (MF-DJ)--La Frankfurter Allgemeine Zeitung, dopo avere accusato nei giorni scorsi Mario Draghi di volere trasformare la Bce nella Banca d'Italia (che ad avviso del giornale funge da cassa del Tesoro) e avere ottenuto la secca risposta che l'Istituto italiano ha smesso da oltre trent'anni di acquistare a rubinetto i Bot inoptati a seguito del cosiddetto divorzio consensuale Bankitalia-Tesoro, due giorni fa ha corretto il tiro. Tornando sul suo chiodo fisso, il quotidiano tedesco ha scritto che il modello che si vorrebbe introdurre a Francoforte e' la Banca d'Italia degli anni 70. Continua cosi' un fuoco di sbarramento da parte degli ambienti conservatori in previsione delle decisioni sugli spread che il Direttivo della Bce potrebbe avviare gia' giovedi' 6, discutendone, informalmente, nella cena che da tradizione precede la riunione ufficiale. Questa strategia trova il suo perno nell'atteggiamento del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale non ha voluto ne' smentire ne' confermare le voci sulle sue possibili dimissioni per la non condivisione degli interventi sui titoli pubblici.
Intanto si alternano le dichiarazioni di esponenti del governo tedesco, che da un lato affermano di sostenere le posizioni di Weidmann e di auspicare una maggiore influenza della Bundesbank nella Bce, ma dall'altro ribadiscono l'importanza dell'autonomia della stessa Bce, non avvedendosi che, con le loro tesi, sono i primi ad attaccarla. Ieri il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha sottolineato il mandato della Banca centrale europea, quasi a porre un alt per operazioni come l'acquisto di titoli pubblici nel caso dello sconfinamento degli spread oltre un certo livello. Ma richiamare cio' che avveniva in Italia quarant'anni fa, come scrive la Faz, in un contesto completamente diverso da quello odierno nel quale dominavano, non solo nel nostro Paese, le limitazioni ai movimenti di capitale, il credito amministrato, la totale inadeguatezza della borsa, il tutto accentuato dalle conseguenze del primo shock petrolifero (per citare solo alcune differenze) e' decisamente puerile se non penosa.
Di questo passo, si andra' indietro nei secoli per trovare il prossimo pelo nell'uovo, affermando che del nuovo caso rinvenuto Draghi, non ancora nato, ha nostalgia. Sarebbe ora di smetterla con questa litania e si cominciasse a dimostrare almeno la capacita' di sostenere le posizioni contrarie con argomenti dignitosi. Si dimostri almeno di conoscere la materia e di avere un minimo di cultura istituzionale. Intanto proseguira' in questi giorni la girandola degli incontri bilaterali fra capi di governo ed esponenti delle istituzioni comunitarie. Da Jackson Hole, con l'intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e' venuto, con l'impegno a dare corso a una nuova fase di quantitative easing, un indiretto appoggio a una linea della Bce che fosse volta all'acquisto dei titoli sovrani, pur dando per scontate le differenze rilevanti dell'ordinamento della Banca centrale americana rispetto a quella europea.
Dopo il passaggio della riunione di ieri nel Parlamento europeo, Draghi affronta ora i due giorni forse piu' impegnativi della sua carriera, nei quali certamente continueranno i suoi contatti e le sue riflessioni per arrivare, dopo la cena di domani che sara' essenzialmente di verifica, a una riunione del Direttivo che possa concludersi non traumaticamente. Soprattutto che non offra a Weidmann pretesti per nuove prese di posizione eclatanti.
In gioco e' anzitutto la stabilita' della moneta. Che' se poi, per evitare che anche gli Stati beneficino degli interventi della Bce sugli spread, li si vuole impedire, mancando cosi' di assolvere al mandato, vorra' dire che Weidmann si assumera' personalmente la responsabilita' delle conseguenze. Dopo tutti gli attacchi di giornali e di politici tedeschi di queste settimane, giovedi' prossimo Draghi e' chiamato a difendere l'autonomia e l'indipendenza della Bce. Ô difficile ipotizzare che dopodomani sara' varato un completo provvedimento anti-spread. Probabilmente, ci si attestera' sulle linee generali e si insistera' su criteri e condizionalita', che potrebbero attutire le asperita' delle tesi di Weidmann; ma sara' chiaro, probabilmente, che la strada delle misure straordinarie e' stata ormai intrapresa definitivamente.
Dopo il 12 settembre, dopo cioe' la decisione della Corte costituzionale tedesca, l'operazione sarebbe completata, dando qui per scontato che la Corte non si opporra' al varo dell'Esm e del Fiscal compact, ma semmai accentuera' i vincoli e le condizioni per quel che riguarda la partecipazione della Germania. Non e' da escludere che, nella riunione del Direttivo, si adottino anche altre decisioni. Alcuni hanno ipotizzato l'eventualita' dell'abbassamento dei tassi ufficiali di un ulteriore 0,25% o, addirittura, della promozione di una nuova operazione di rifinanziamento straordinario. In effetti, molto dipendera' dalla scelta che sara' fatta a proposito delle misure anti-spread. Solo nell'ipotesi di una decisione massimamente interlocutoria, su quest'ultimo aspetto, potrebbero esservi provvedimenti sul livello dei tassi e sul rifinanziamento. Diversamente, si metterebbe insieme un pacchetto sul quale sarebbe meno facile trovare le necessarie convergenze. Ô probabile che si discuta pure dell'attribuzione alla Bce della Vigilanza bancaria centralizzata a proposito della quale forse risultera' meno difficile un raccordo con i tedeschi che sostengono i limiti alla centralizzazione, la quale dovrebbe riguardare, almeno inizialmente, le banche transfrontaliere. Resta il fatto che la Bce il 6 settembre affronta una prova cruciale.
MF - Mercati Finanziari
(END) Dow Jones Newswires September 04, 2012 02:05 ET (06:05 GMT)
Copyright (c) 2012 MF-Dow Jones News Srl.- - 02 05 AM EDT 09-04-12
MF ANALISI: Faz sempre piu' penosa nel gioco di contrapposizione a DraghiMILANO (MF-DJ)--La Frankfurter Allgemeine Zeitung, dopo avere accusato nei giorni scorsi Mario Draghi di volere trasformare la Bce nella Banca d'Italia (che ad avviso del giornale funge da cassa del Tesoro) e avere ottenuto la secca risposta che l'Istituto italiano ha smesso da oltre trent'anni di acquistare a rubinetto i Bot inoptati a seguito del cosiddetto divorzio consensuale Bankitalia-Tesoro, due giorni fa ha corretto il tiro. Tornando sul suo chiodo fisso, il quotidiano tedesco ha scritto che il modello che si vorrebbe introdurre a Francoforte e' la Banca d'Italia degli anni 70. Continua cosi' un fuoco di sbarramento da parte degli ambienti conservatori in previsione delle decisioni sugli spread che il Direttivo della Bce potrebbe avviare gia' giovedi' 6, discutendone, informalmente, nella cena che da tradizione precede la riunione ufficiale. Questa strategia trova il suo perno nell'atteggiamento del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, il quale non ha voluto ne' smentire ne' confermare le voci sulle sue possibili dimissioni per la non condivisione degli interventi sui titoli pubblici.
Intanto si alternano le dichiarazioni di esponenti del governo tedesco, che da un lato affermano di sostenere le posizioni di Weidmann e di auspicare una maggiore influenza della Bundesbank nella Bce, ma dall'altro ribadiscono l'importanza dell'autonomia della stessa Bce, non avvedendosi che, con le loro tesi, sono i primi ad attaccarla. Ieri il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha sottolineato il mandato della Banca centrale europea, quasi a porre un alt per operazioni come l'acquisto di titoli pubblici nel caso dello sconfinamento degli spread oltre un certo livello. Ma richiamare cio' che avveniva in Italia quarant'anni fa, come scrive la Faz, in un contesto completamente diverso da quello odierno nel quale dominavano, non solo nel nostro Paese, le limitazioni ai movimenti di capitale, il credito amministrato, la totale inadeguatezza della borsa, il tutto accentuato dalle conseguenze del primo shock petrolifero (per citare solo alcune differenze) e' decisamente puerile se non penosa.
Di questo passo, si andra' indietro nei secoli per trovare il prossimo pelo nell'uovo, affermando che del nuovo caso rinvenuto Draghi, non ancora nato, ha nostalgia. Sarebbe ora di smetterla con questa litania e si cominciasse a dimostrare almeno la capacita' di sostenere le posizioni contrarie con argomenti dignitosi. Si dimostri almeno di conoscere la materia e di avere un minimo di cultura istituzionale. Intanto proseguira' in questi giorni la girandola degli incontri bilaterali fra capi di governo ed esponenti delle istituzioni comunitarie. Da Jackson Hole, con l'intervento del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, e' venuto, con l'impegno a dare corso a una nuova fase di quantitative easing, un indiretto appoggio a una linea della Bce che fosse volta all'acquisto dei titoli sovrani, pur dando per scontate le differenze rilevanti dell'ordinamento della Banca centrale americana rispetto a quella europea.
Dopo il passaggio della riunione di ieri nel Parlamento europeo, Draghi affronta ora i due giorni forse piu' impegnativi della sua carriera, nei quali certamente continueranno i suoi contatti e le sue riflessioni per arrivare, dopo la cena di domani che sara' essenzialmente di verifica, a una riunione del Direttivo che possa concludersi non traumaticamente. Soprattutto che non offra a Weidmann pretesti per nuove prese di posizione eclatanti.
In gioco e' anzitutto la stabilita' della moneta. Che' se poi, per evitare che anche gli Stati beneficino degli interventi della Bce sugli spread, li si vuole impedire, mancando cosi' di assolvere al mandato, vorra' dire che Weidmann si assumera' personalmente la responsabilita' delle conseguenze. Dopo tutti gli attacchi di giornali e di politici tedeschi di queste settimane, giovedi' prossimo Draghi e' chiamato a difendere l'autonomia e l'indipendenza della Bce. Ô difficile ipotizzare che dopodomani sara' varato un completo provvedimento anti-spread. Probabilmente, ci si attestera' sulle linee generali e si insistera' su criteri e condizionalita', che potrebbero attutire le asperita' delle tesi di Weidmann; ma sara' chiaro, probabilmente, che la strada delle misure straordinarie e' stata ormai intrapresa definitivamente.
Dopo il 12 settembre, dopo cioe' la decisione della Corte costituzionale tedesca, l'operazione sarebbe completata, dando qui per scontato che la Corte non si opporra' al varo dell'Esm e del Fiscal compact, ma semmai accentuera' i vincoli e le condizioni per quel che riguarda la partecipazione della Germania. Non e' da escludere che, nella riunione del Direttivo, si adottino anche altre decisioni. Alcuni hanno ipotizzato l'eventualita' dell'abbassamento dei tassi ufficiali di un ulteriore 0,25% o, addirittura, della promozione di una nuova operazione di rifinanziamento straordinario. In effetti, molto dipendera' dalla scelta che sara' fatta a proposito delle misure anti-spread. Solo nell'ipotesi di una decisione massimamente interlocutoria, su quest'ultimo aspetto, potrebbero esservi provvedimenti sul livello dei tassi e sul rifinanziamento. Diversamente, si metterebbe insieme un pacchetto sul quale sarebbe meno facile trovare le necessarie convergenze. Ô probabile che si discuta pure dell'attribuzione alla Bce della Vigilanza bancaria centralizzata a proposito della quale forse risultera' meno difficile un raccordo con i tedeschi che sostengono i limiti alla centralizzazione, la quale dovrebbe riguardare, almeno inizialmente, le banche transfrontaliere. Resta il fatto che la Bce il 6 settembre affronta una prova cruciale.
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