Obbligazioni perpetue e subordinate Tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulle obbligazioni perpetue... - Cap. 3

Trovato!

Davvero strano: nelle disclosure 2009 e 2010 del pillar 3 del Banco Popolare non veniva menzionata.

Bene! Così capiamo.

Immagino non ti riferisca a quei lontani anni per il Pillar 3, arrivato ben più tardi.
Rimane il fatto che il titolo era noto da tempo. Le mie note sul bilancio del Banco Popolare 2012 lo avevano individuato (e peraltro mi sembra contenessero un errore), ma era difficilissimo acquistarlo:

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Bene! Così capiamo.

Immagino non ti riferisca a quei lontani anni per il Pillar 3, arrivato ben più tardi.
Rimane il fatto che il titolo era noto da tempo. Le mie note sul bilancio del Banco Popolare 2012 lo avevano individuato (e peraltro mi sembra contenessero un errore), ma era difficilissimo acquistarlo:

Vedi l'allegato 553218

Il Pillar III c'era già, ma ho sbagliato io. Nel 2009 non era ancora stata emessa, nel 2010 non l'avevo vista ma c'è (pag. 35).
 

Allegati

Appunto ancora peggio ... Però voglio dire che fatico a vedere come, in qualunque paese, la finanza possa sostenere un'economia ferma o zopicante per 18 mesi, perchè questo è il tempo che servirà per una vaccinazione di massa.

c'e' una differenza abissale tra un paese con una moneta sovrana ed un paese come l'Italia che questa sovranita' non ce l'ha.
qual e' il costo di produzione di $1 ? (hint... ne hanno stampati alcuni trillions....)
 
c'e' una differenza abissale tra un paese con una moneta sovrana ed un paese come l'Italia che questa sovranita' non ce l'ha.
qual e' il costo di produzione di $1
? (hint... ne hanno stampati alcuni trillions....)

No dai, ancora con l'alibi della sovranità monetaria ? (Il Venezuela stampa alla grande)
Addirittura ancora con la storia che la moneta non è una risorsa scarsa...(in Venezuela non è una risorsa), anche Lama diceva che il salario era una variabile indipendente.
Prima di metterci a stampare (e a gridare arrabbiati "solidarietàsolidarietà") guardiamo questo grafichino però :

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PS
La ECB dal 2008 ha fatto dei passi (mai avrei creduto al QE) da gigante (e ultimamamente ancora più notevoli), colpa degli "europeisti" non averlo saputo comunicare agli elettori.
Anche perchè , in Italia, il primo alibi da decenni è dar la colpa all'Europa (a prescindere).
Fossi nella ECB da martedì a giovedì non comprerei neanche un BTP per far vedere a Salvini (ma anche e soprattutto a Conte) che qualcosina l'Europa ha già fatto e fa.
Il 5 Maggio si esprime la Corte tedesca. Ocio.

Il 5 maggio una sentenza della Corte costituzionale tedesca deciderà il futuro della Bce e del Qe, di riflesso anche del Mes - ItaliaOggi.it
 
Ultima modifica:
No dai, ancora con l'alibi della sovranità monetaria ? (Il Venezuela stampa alla grande)
Addirittura ancora con la storia che la moneta non è una risorsa scarsa...(in Venezuela non è una risorsa), anche Lama diceva che il salario era una variabile indipendente.
Prima di metterci a stampare (e a gridare arrabbiati "solidarietàsolidarietà") guardiamo questo grafichino però :

Vedi l'allegato 553263

PS
La ECB dal 2008 ha fatto dei passi (mai avrei creduto al QE) da gigante (e ultimamamente ancora più notevoli), colpa degli "europeisti" non averlo saputo comunicare agli elettori.
Anche perchè , in Italia, il primo alibi da decenni è dar la colpa all'Europa (a prescindere).
Fossi nella ECB da martedì a giovedì non comprerei neanche un BTP per far vedere a Salvini (ma anche e soprattutto a Conte) che qualcosina l'Europa ha già fatto e fa.
Il 5 Maggio si esprime la Corte tedesca. Ocio.

Il 5 maggio una sentenza della Corte costituzionale tedesca deciderà il futuro della Bce e del Qe, di riflesso anche del Mes - ItaliaOggi.it


Insomma parafraso (appena) il tuo commento: per fortuna che non abbiamo la sovranita' monetaria, altrimenti la useremmo male (come il Venezuela).
Nota per favore che io non do la colpa all'Europa: abbiamo chiesto noi di entrare nell'Euro anche quando non ne rispettavamo i criteri.... ah gia' l'Europa avrebbe dovuto dirci di no, quindi colpa loro! :)
Resta che i paesi della zona Euro possono fallire sul loro debito nazionale espresso in Euro, i paesi con una loro moneta no (sul debito espresso in moneta nazionale). E fa una bella differenza...
 
Ultima modifica:
Risposta, presa dal forum olandese, tradotta in italiano di Rabo al reclamo di un certificatista sul mancato pagamento della "cedola" :




Prima di tutto, Rabobank comprende la tua insoddisfazione per la decisione di annullare nessuna fino almeno al 1 ° ottobre 2020
pagare commissioni sui certificati Rabobank. Con questa decisione, Rabobank ha risposto all'appello urgente della Banca centrale europea (BCE) e della De Nederlandsche Bank (DNB) a non effettuare tali pagamenti a causa della pandemia di Covid-19. È attualmente importante che le banche detengano questo capitale, anche se, come Rabobank, sono sufficientemente capitalizzate.
Alle banche è stato ricordato il loro ruolo sociale in
questo momento difficile dall'urgente appello della BCE e della DNB . Svolgono un ruolo importante nelle numerose misure per affrontare la grave situazione economica
minimizzare l'impatto della pandemia di Covid-19 sulla società nel suo insieme. Per continuare a svolgere bene questo ruolo nel prossimo futuro, è importante che le banche siano e rimangano finanziariamente forti. L'idea della BCE è che, non distribuendo dividendi o commissioni, le banche mantengono il capitale. Questo capitale può essere utilizzato dalle banche per sostenere le famiglie e le imprese in questi tempi incerti.

Certificati Rabobank e raccomandazione della BCE

Le banche hanno forme giuridiche diverse. La raccomandazione della BCE si applica a tutte le banche sistemiche, comprese le banche cooperative come Rabobank. La BCE ha raccomandato fortemente alle banche di non pagare commissioni ai fornitori di capitale di base. In Rabobank, i detentori dei certificati Rabobank sono fornitori di capitale di base, in altri casi sono azionisti.
Ciò significa che anche i certificati Rabobank rientrano nelle raccomandazioni della BCE.
Rabobank ha sempre la piena autorità di decidere di pagare la commissione prevista, una commissione più alta, più bassa o nessuna sui certificati Rabobank. Se pagare o meno commissioni sui Certificati Rabobank, l'importo e la data di pagamento sono decisioni del Consiglio Direttivo di Rabobank (come previsto dal Regolamento di partecipazione, vedere
www.rabobank.nl/images/participatiere ...
Rabobank comprende che la decisione di non pagare un risarcimento il 29 marzo è arrivata inaspettatamente. Siamo felici di spiegarlo. Venerdì sera, 27 marzo, la BCE ha rilasciato un comunicato stampa in cui ha raccomandato fortemente alle banche di non pagare commissioni ai fornitori di capitale di base per il 2019 e il 2020 fino almeno al 1 ° ottobre 2020. La BCE ha inoltre indicato che le banche si aspettano che seguano questa raccomandazione. Poco dopo, DNB ha anche invitato le banche ad astenersi temporaneamente dalle distribuzioni. Tutto ciò ha spinto Rabobank a decidere il 29 marzo e a non pagare un risarcimento in giugno e settembre 2020. Nel 2019 sono state pagate commissioni per i certificati Rabobank.

I pagamenti verranno effettuati di nuovo dopo il 1 ° ottobre 2020?

Le banche non sono autorizzate a rilasciare dichiarazioni ai sensi delle norme relative agli strumenti di capitale di base (come i certificati Rabobank) in cui si impegnano a livello e tempistica di eventuali pagamenti futuri su tali strumenti. Rabobank sta seguendo da vicino ulteriori annunci e raccomandazioni delle autorità di vigilanza, compresa la valutazione della BCE entro la fine dell'anno sulla situazione economica e le possibili distribuzioni dopo il 1 ° ottobre 2020. A quel punto Rabobank deciderà sulla compensazione target, pagare meno o nessun risarcimento sui certificati Rabobank. Insieme a voi, speriamo che dopo il 1 ° ottobre 2020 Rabobank possa decidere di effettuare nuovamente i pagamenti, ma non possiamo e non dovremmo fare alcuna promessa al riguardo.

L'interesse che ho pagato in anticipo al momento dell'acquisto dei certificati sarebbe normalmente rimborsato a me
nel marzo 2020, ma non è così ora. Sarò compensato da
Rabobank?

A causa del modo in cui i certificati Rabobank sono stati negoziati in borsa, ogni transazione includeva un pagamento da parte dell'acquirente al venditore per la commissione prevista maturata. Se Rabobank decide di non pagare il risarcimento previsto, l'investitore non può recuperarlo da Rabobank e / o dal venditore durante la transazione.

Avete domande?

Possiamo immaginare di avere domande su questa lettera. In tal caso, non esitare a contattarci telefonicamente. Per ulteriori informazioni sui certificati Rabobank, consultare il nostro sito Web: www.rabobank.nl/particulieren/belegge ...

Non siete d'accordo con la nostra risposta?

Quindi puoi inviare il tuo reclamo al Servizio reclami Rabobank e indicare perché non sei d'accordo con la nostra risposta. Puoi farlo tramite Rabobank.nl/klachtenservice.
Con cordiali saluti,
Rabobank
 
Vorrei ricordare a chi definisce gli Italioti spendaccioni , evasori ,che siamo uno dei pochi paesi al mondo con avanzo primario da anni,


Giusto per non dimenticare, l’articolo non è stato scritto da un Italiano ma un tedesco


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Angela Merkel e Wolfgang Schäuble

«Scheitert Europa?», «L’Europa fallisce?» si chiede l’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer nel suo libro, appena pubblicato, in Germania che è un durissimo atto di accusa contro le «politiche di euroegoismo» attuate dalla Cancelliera Angela Merkel e dal suo ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, la politica dell’«ognuno per sé», come la definisce l’ex leader dei verdi, politico-maratoneta, voce critica dell’attuale dirigenza tedesca.

Fischer scrive che è «sorprendente» che la Germania abbia dimenticato la storica Conferenza di Londra del 1953, quando l’Europa le cancellò buona parte dei debiti di guerra. «Senza quel regalo - scrive l’ex ministro tedesco nel suo libro - non avremmo riconquistato la credibilità e l’accesso ai mercati. La Germania non si sarebbe ripresa e non avremmo avuto il miracolo economico».


DOCUMENTI



La cura di austerità imposta dalla coppia Merkel-Schaeuble, secondo l’ex ministro tedesco, è stata «devastante» perché ha imposto ai Paesi del Sud Europa «una deflazione dei salari e dei prezzi» impossibile da superare con il peso del rigore; «alla trappola della spirale dei debiti», che condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti. Fischer, in definitiva, accusa la Germania della signora Merkel e della sua grande coalizione di «euroegoismo» e di avere la memoria troppo corta. «Se la Bce non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa - conclude il politico tedesco -attualmente è la Germania».

Ma cosa si decise alla Conferenza di Londra del 1953? La prima della classe Germania è andata in default due volte durante il Novecento (nel 1923 e, di fatto, nel secondo dopoguerra). In quella conferenza internazionale le sono stati condonati i debiti di due guerre mondiali per darle la possibilità di ripartire. Tra i Paesi che decisero allora di non esigere il conto c’era l’Italia di De Gasperi, padre fondatore dell’Europa, e anche la povera e malandata Grecia, che pure subì enormi danni durante la seconda guerra mondiale da parte delle truppe tedeschi alle sue infrastrutture stradali, portuali e ai suoi impianti produttivi.

L'ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora). Una cifra colossale che era pari al 100% del Pil tedesco. La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre. Guerre da essa stessa provocate. I sovietici pretesero e ottennero il pagamento dei danni di guerra fino all’ultimo centesimo. Mentre gli altri Paesi, europei e non, decisero di rinunciare a più di metà della somma dovuta da Berlino.

Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d'America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia), con un trattato firmato a Londra, le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni. In questo modo, la Germania poté evitare il default, che c’era di fatto.

L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l'eventuale riunificazione delle due Germanie. Ma nel 1990 l’allora cancelliere Helmut Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo che avrebbe procurato un terzo default alla Germania. Anche questa volta Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto. Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell'ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro. Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni.

Il resto della storia è noto. E’ scritto nei sacrifici imposti dalla rigida posizione tedesca ai Paesi del Sud Europa che da anni combattono con una crisi che sembra senza fine. Fischer non ha dubbi. E punta il dito contro la sua connazionale Merkel: «Né Schmidt e né Kohl avrebbero reagito in modo così indeciso, voltandosi dall’altra parte come ha fatto la cancelliera. Avrebbero anzi approfittato della impasse causata dalla crisi per fare un altro passo avanti verso l’integrazione europea. La Merkel così distrugge l’Europa».
 

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