Un mondo senza religioni sarebbe meglio?

La natura profonda e storica della religione e delle gerarchie religiose e' evidente nel suo atteggiamento verso la scienza. E' piu' che palese che la religione occupa quegli spazi di mistero che la scienza ancora non arriva a spiegare, e perde terreno mano a mano che la scienza progredisce. Non per questo la religione rinuncia ai suoi dogmi e al potere che ne deriva: da Galileo in poi scienza e religione sono state in conflitto, un conflitto oggi piu' che mai duro, anche se incomparabilmente meno sanguinoso di un tempo. Questo perche' oggi la scienza, progredendo, ha guadagnato molto terreno sul piano conoscitivo, e perche' la religione, con il suo ruolo ideologico nei conflitti del mondo, agli occhi degli uomini di buona volonta' ne ha perso altrettanto sul piano morale. Quello che di fatto le varie chiese non potranno mai tollerare e' che la religione non e' affatto indispensabile acciocche' l'uomo sia governato nel suo comportamento da una moralita' che garantisca la pacifica e giusta convivenza con gli altri uomini, perche' ha gia' la ragione: "agisci in modo il tuo agire possa essere elevato a norma universale".
Cosi' la vedo io.
 
tashtego ha scritto:
La natura profonda e storica della religione e delle gerarchie religiose e' evidente nel suo atteggiamento verso la scienza. E' piu' che palese che la religione occupa quegli spazi di mistero che la scienza ancora non arriva a spiegare, e perde terreno mano a mano che la scienza progredisce. Non per questo la religione rinuncia ai suoi dogmi e al potere che ne deriva: da Galileo in poi scienza e religione sono state in conflitto, un conflitto oggi piu' che mai duro, anche se incomparabilmente meno sanguinoso di un tempo. Questo perche' oggi la scienza, progredendo, ha guadagnato molto terreno sul piano conoscitivo, e perche' la religione, con il suo ruolo ideologico nei conflitti del mondo, agli occhi degli uomini di buona volonta' ne ha perso altrettanto sul piano morale. Quello che di fatto le varie chiese non potranno mai tollerare e' che la religione non e' affatto indispensabile acciocche' l'uomo sia governato nel suo comportamento da una moralita' che garantisca la pacifica e giusta convivenza con gli altri uomini, perche' ha gia' la ragione: "agisci in modo il tuo agire possa essere elevato a norma universale".
Cosi' la vedo io.
pensiero splendido.
 
Kant è sempre Kant

L’imperativo categorico è solo uno; infatti esso consisterà nell’applicare la forma della razionalità a tutte le azioni. Quale sarà la forma della razionalità? L’universalità. Agire moralmente che cosa vorrà dire? Agire secondo ragione. Ma agire secondo ragione, significa agire in maniera universale, agire in modo che chiunque altro al posto mio per agire moralmente debba fare la stessa cosa che ho fatto io. Bisogna agire in modo che la massima della propria azione (per massima s’intende il principio soggettivo specifico, la regola estraibile dal comportamento specifico) possa valere come legge universale. In altri termini, la prima formula dell’imperativo categorico implica questo: il procedimento che sto seguendo, che Kant chiama massima, il modo come potrei definire l’azione che sto facendo, posso pretendere che debba valere per legge universale, cioè che non debba valere solo per me in questa circostanza, ma per qualunque altro essere umano si trovi in circostanze analoghe. Devo poter essere sicuro che la regola, che sto seguendo implicitamente anche se non me ne accorgo, possa valere come regola universale, cioè che qualunque essere umano, per essere veramente morale, cioè razionale, la debba seguire. Si tratta di una morale fortemente improntata all’universalità. Ora dalle varie formule dell’imperativo cerchiamo di capire meglio in che cosa consiste questa universalità.
La prima formula dice: «Agisci soltanto secondo quella massima che tu nello stesso tempo puoi volere che divenga una legge universale»; c’è una accentuazione della universalità oggettiva: quello che fai deve valere come legge universale. Nella seconda formula dell’imperativo categorico è presente invece una accentuazione della universalità soggettiva: siamo sempre all’interno dell’universalità, ma lo stesso imperativo viene riformulato dal punto di vista del soggetto che si pone un fine. Infatti Kant dice: «Agisci in modo da trattare sempre l’umanità, così nella tua persona come nella persona di ogni altro, sempre come un fine, e mai come un mezzo». Questa è la trasposizione filosofica del comandamento cristiano secondo il quale, appunto, bisogna non fare agli altri quello che non si vorrebbe fosse fatto a se stessi, o, meglio, si deve fare agli altri quello che si vorrebbe fosse fatto a se stessi.
 
Meraviglioso posto, trovo che sia questo mondo
Non c’è bisogno che ci siano dèi o fedi.
Un tempo credevo, ma ora la mia mente,
Slegata, alfine è libera.
Una mente che è libera di pianificare e costruire
Per l’umanità intera
Troverà la sua vita ed i suoi sogni soddisfatti
Nella vera eupraxofia.

Non devo sforzarmi per un Paradiso in cielo
Non devo aver paura di un Inferno sottoterra.
Pertanto, libero di vivere in pace e amore
Crescerò nella fratellanza.

Non c’è bisogno, qui, che si oda una mia preghiera,
Solo razionalità,
Perché la ragione regna sulla parola sacra
Per tutta l’umanità.
 
E in effetti è esattamente quello che ha fatto Barbara Stocker scrivendo un nuovo testo per il più noto degli inni religiosi americani, Amazing Grace (Meravigliosa grazia), che è diventato Amazing Place (Meraviglioso Posto) (copyright © 1998 Barbara Hamill Stocker).
 
Facciamo in modo che questo 3D diventi un meraviglioso posto
dove postare le nostre opinioni senza cercare di convincere chi
la pensa diversamente.
In fondo quello che pensiamo dipende da numerosi fattori, non tutti conoscibili, e certi argomenti ci sembrano evidenti, mentre ad altri risultano contraddittori.
Tutti le religioni
ancora professate
sono amate e rispettate da miliardi di esseri umani.
Il vero razionalista non dovrebbe criticare la religione.
Così come un persona veramente religiosa dovrebbe amare la ragione.
:love:
 
carrodano ha scritto:
Facciamo in modo che questo 3D diventi un meraviglioso posto
dove postare le nostre opinioni senza cercare di convincere chi
la pensa diversamente.
In fondo quello che pensiamo dipende da numerosi fattori, non tutti conoscibili, e certi argomenti ci sembrano evidenti, mentre ad altri risultano contraddittori.
Tutti le religioni
ancora professate
sono amate e rispettate da miliardi di esseri umani.
Il vero razionalista non dovrebbe criticare la religione.
Così come un persona veramente religiosa dovrebbe amare la ragione.
:love:

Non ho nulla in contrario. Sarei ben felice che le gerarchie religiose non mettessero bocca nel mio modo di vivere strumentalizzando la politica. Siamo d'accordo molto piu' di quanto tu sospetti. Anzi, credo di essere molto piu' d'accordo io con te di quanto lo sia tu stesso. :)
 
Io credo non siano nemici la ragione e il "sentimento" religioso. Le religioni "organizzate" invece sono inevitabilmente in rapporto problematico con la ragione, perche' le loro gerarchie agiscono in un' ottica di potere, e il loro potere si fonda sull'irregimentazione dei fedeli attraverso l'adesione ai dogmi e ai riti. E' cosi' dai tempi dell'antico Egitto. La religiosita' come fatto interiore e' un arricchimento spirituale per l'uomo di ragione, su questo non c'e' dubbio.
 
La libertà religiosa è il principio più importante sottolineato dal Conc. vat. sec.

La libertà di chi non crede vale come la libertà di chi crede.

Molto spesso un ateo ha una religiosità umana più limpida di altri.

Tu credi.
 

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